venerdì 1 febbraio 2019

La favorita (Lanthimos 2018)

Un Settecento brutto, sporco e cattivo.
Realizzare un film sul XVIII secolo significa confrontarsi o comunque veder paragonare il proprio lavoro ad un capolavoro inarrivabile come Barry Lyndon (Kubrick 1975).  Lanthimos, dopo The Lobster (2015) e Il sacrificio del cervo sacro (2017), gira un altro bel film fuori dagli schemi, in cui nulla accade come ci si aspetterebbe in una corte illuminista e/o illuminata.
Siamo in Inghilterra e sul trono è la regina Anna Stuart (Olivia Colman), la prima sovrana del regno unito di Gran Bretagna, che dal 1707, attraverso l'Union Act, comprendeva Inghilterra, Scozia e Irlanda.

venerdì 25 gennaio 2019

Gli uccelli (Hitchcock 1963)

Un thriller che sconfina nell'horror, partendo da una commedia rosa, uno strano mix di partenza per uno dei capolavori assoluti della storia del cinema.
Come in Psycho (1960), di soli tre anni prima, la protagonista de Gli uccelli è una bella ragazza che si allontana dalla città per raggiungere un luogo isolato: stavolta a spingerla non è la fuga con un bottino, ma la voglia di conoscere, flirtare con un avvocato molto sicuro di sé che l'ha irrisa in un negozio di animali; il finale più aperto della filmografia hitchcockiana, infine, privo persino della scritta The End, vede un'automobile sparire all'orizzonte su una strada costiera, così come in Psycho un'automobile riemergeva dall'acqua, e chissà che anche questa volta l'auto non finisca in mare...

lunedì 14 gennaio 2019

Suspiria (Guadagnino 2018)

Ovvero come rendere lambiccato un capolavoro horror degli anni Settanta.
Guadagnino procede per "via di porre" all'infinito e, pur partendo da buone premesse, va alla deriva insieme al suo film che, nell'ultima mezz'ora e forse anche oltre, invece di tenere lo spettatore incollato alla poltrona lo induce a prendere più volte la via dell'uscita...
Il regista palermitano riprende il soggetto del Suspiria che Dario Argento aveva scritto con la moglie Daria Nicolodi, lo articola in sei atti più un epilogo, e ambienta la sua storia nel 1977, l'anno di uscita dell'originale (trailer).

martedì 8 gennaio 2019

Suspiria (Argento 1977)

In attesa di recensire il nuovo Suspiria di Luca Guadagnino, è il momento di ridare un'occhiata all'originale, sesto lungometraggio della carriera di Dario Argento, ormai risalente a oltre quaranta anni fa, cult del cinema horror in Italia, ma forse ancora di più negli Stati Uniti (trailer; film).
Il film, scritto dal regista romano insieme alla moglie, Daria Nicolodi, è liberamente ispirato al romanzo di Thomas de Quincey Suspiria de profundis (1845), parte di una trilogia iniziata con Le confessioni di un mangiatore d'oppio (1821-22) e seguita The English Mail-Coach (1849), che raccontava gli incubi dell'autore dopo aver soggiornato per un periodo a Milano, presso Casa Imbonati, nota come casa stregata infestata da presenze oscure. A partire dalla stessa serie di volumi, dal 2017, Argento sta lavorando ad una futura serie tv...

mercoledì 2 gennaio 2019

Bohemian Rhapsody (Singer 2018)

Vale la pena guardare un film come questo? Può la passione per un gruppo musicale far perdere la capacità di giudizio? La pellicola celebra adeguatamente i Queen? Perché Brian May, Roger Taylor e Jim Beach, che quegli anni li hanno vissuti, pur essendo tra i produttori, hanno avallato così tante stramberie nella sceneggiatura? 
Sono solo alcune delle domande che alla fine della proiezione di Bohemian Rhapsody, di fatto soprattutto un biopic su Freddie Mercury che sulla band, si affastellano nella mente. 
Bryan Singer, licenziato sul finire delle riprese e sostituito da Dexter Fletcher (non accreditato; leggi), prova a farci ripassare la storia dei quattro membri dei Queen, e questo è indubbiamente il pregio della pellicola, ma pur volendo ignorare le tante imprecisioni cronologiche, c'è tanto altro che non convince (trailer).

sabato 29 dicembre 2018

Cold War (Pawlikowski 2018)

...ovvero L'amor fou nella Polonia del secondo dopoguerra (trailer).
Paweł Aleksander Pawlikowski, cinque anni dopo il magnifico Ida (2013), gira un film che immerge lo spettatore nella Nouvelle Vague, dando a Joanna Kulig il ruolo di una splendida femme fatale, a metà tra Jeanne Moreau e Brigitte Bardot, e a Tomasz Kot, che inevitabilmente se ne innamora, quello che in una pellicola francese di quegli anni sarebbe stato perfetto per Jean Paul Belmondo.

domenica 23 dicembre 2018

Roma (Cuarón 2018)

Quello che siamo abituati a pensare come il soggetto di un'opera prima, nel caso di Alfonso Cuarón arriva dopo quasi trent'anni di attività.
Per questo il bellissimo Roma può essere definito un'urgenza posticipata nella carriera del regista messicano (trailer).
Roma è il quartiere in cui Alfonso è cresciuto, in una famiglia altoborghese, nel film costituita dai genitori, Antonio (Fernando Grediaga) e Sofia (Marina de Tavira), medico e biologa, da quattro fratelli, Paco, Toño, Sofi e Pepe, la nonna materna, Teresa, e le due domestiche, Cleo (Yalitza Aparicio) e Adela (Nancy García García) che vivono con loro.
Ed è proprio Cleo, detta Manita, che tra le tante incombenze casalinghe si occupa soprattutto dei bambini da cui è amata in maniera evidente, la protagonista della pellicola che ha vinto meritatamente il Leone d'oro a Venezia, dedicata alla reale domestica del regista, Libo.

mercoledì 19 dicembre 2018

First Man - Il primo uomo (Chazelle 2018)

Damien Chazelle, dopo Whiplash (2014) e La La Land (2016), punta ancora più in alto (in termini di ricerca degli Oscar) e gira una storia che può fare breccia nei cuori statunitensi e non solo, dedicando il suo ultimo film alla realizzazione di uno dei grandi sogni del XX secolo (trailer).
Scritta da Josh Singer (Il caso Spotlight e The Post), adattando la biografia di First Man: The Life of Neil A. Armstrong (James R. Hansen 2005), la pellicola, per regia, montaggio e sceneggiatura, non brilla, ma si attesta al livello di un buon prodotto hollywoodiano, con ciò che questo significa sia nel bene che nel male.

giovedì 13 dicembre 2018

Santiago, Italia (Moretti 2018)

Dal 1970 a oggi, la storia del Cile, del governo democratico di Salvador Allende, il colpo di Stato militare e le sue conseguenze, la fuga da Santiago di molti cittadini, l'Italia nel ruolo di paese accogliente. È una storia emozionante quella dell'ambasciata italiana che nella capitale cilena divenne porto sicuro di chi fuggiva dal regime, garantendogli protezione e, poi, l'approdo nella penisola dove trovarono lavoro e una nuova vita (trailer).
Nanni Moretti ce la racconta facendo parlare le immagini e soprattutto i testimoni di allora, che oggi si sentono metà italiani o meglio, per dirla come uno di loro, "è difficile distinguere se siamo cileni o italiani".

martedì 4 dicembre 2018

Strategia del ragno (Bertolucci 1970)

Liberamente tratto dal racconto di Juan Luis Borges Tema del traditore e dell'eroe, il film affronta il rapporto tra padre e figlio in una situazione limite, quella in cui i due non si sono mai conosciuti per la precoce morte del primo, e la conseguente idealizzazione della figura paterna da parte del figlio che, freudianamente, per crescere deve liberarsene (vedi il film).
Lenti carrelli laterali e in avanti, prospettive centrali, surcadrage, spazi scenici che si allungano pittoricamente in profondità in una sorta di vedute a cannocchiale.
Bernardo Bertolucci gira magnificamente utilizzando come sfondo la bellissima Sabbioneta, città rinascimentale per antonomasia, che per l'occasione viene ribattezzata Tara, un nome che evoca in ogni cinefilo l'immagine di Vivien Leigh con una manciata di terra in mano e un cielo rosso da tregenda in Via col vento (Fleming 1940).