sabato 12 ottobre 2019

La donna dello scrittore (Petzold 2018)

La Seconda guerra mondiale accade nei nostri giorni, Parigi è occupata dai nazisti, i dissidenti devono nascondersi, mentre poliziotti in assetto antisommossa, auto e ambulanze moderne si aggirano per la città (trailer).
È questo il primo elemento con cui fare i conti guardando il bel film del regista tedesco Christian Petzold, un fattore che accresce lo straniamento e che di fatto rappresenta la principale distanza nell'adattamento del romanzo di Anna Seghers, Transit (1944), inevitabilmente ambientato durante la guerra.

lunedì 7 ottobre 2019

Joker (Phillips 2019)

Todd Phillips, finora noto soprattutto per la trilogia Una notte da leoni, sfodera un capolavoro mettendo in scena una storia inedita, che recupera il personaggio del più acerrimo nemico di Batman e l'ambientazione di Gotham City, per poi concentrarsi a raccontare le sue misteriose origini, terreno fertile poiché da sempre lasciato nel mistero dai creatori del fumetto Bob Kane, Bill Finger, Jerry Robinson (trailer).
Sono tre gli elementi che rendono Joker un film difficile da dimenticare: il soggetto, che ha in sé l'idea geniale di spiegare la follia del personaggio con i suoi disturbi psichiatrici e l'isolamento cui è costretto da chi lo circonda; l'interpretazione sublime di Joaquin Phoenix, sempre più a buon diritto da annoverare tra i più grandi attori viventi; la palese connessione della trama con lo scorsesiano Re per una notte (1983), amplificata dalla presenza di Robert De Niro nei panni che nell'illustre precedente erano stati di Jerry Lewis.

venerdì 4 ottobre 2019

Il resto di niente (De Lillo 2004)

Liberamente tratto dall'omonimo romanzo dello storico Enzo Striano (1986), un film completamente al femminile della regista Antonietta De Lillo, che racconta la rivoluzione napoletana del 1799 attraverso le vita della nobile portoghese Eleonora Pimentel Fonseca, interpretata da una bravissima Maria de Medeiros.
Il film è strutturato attraverso dei flashback, con la protagonista, a rivoluzione ormai terminata, imprigionata e in attesa dell'esecuzione della condanna a morte per impiccagione, unica cortesia concessa ai nobili. Ed è proprio questa la situazione che determina il titolo della pellicola, che riprende una tipica espressione napoletana che Eleonora ripete al sacerdote intenzionato a confessarla prima di rimettere l'anima a Dio, quando ormai né le preghiere né altri riti possono, appunto, "il resto di niente" per alleviarle quella infinita sofferenza (trailer).

domenica 29 settembre 2019

Blindness - Cecità (Mereilles 2008)

L'allegoria, profondamente politica, di una società condensata in una piccola comunità forzosamente creata da una crisi inaspettata e l'angoscia conseguente sono perfettamente resi in questo adattamento del romanzo del premio Nobel José Saramago Ensaio sobre a Cegueira (1995; ed. it. Cecità, 1996).
La pellicola si mantiene fedele al libro e non dà nome alla città in cui si svolge la vicenda, né ai protagonisti, che vengono definiti dalla loro occupazione o in base ad un elemento caratteristico: l'oculista (Mark Ruffalo), la moglie dell'oculista (Julianne Moore), il barista (Gael García Bernal), l'uomo con la benda sull'occhio (Danny Glover), la donna con gli occhiali scuri (Alice Braga). Il luogo può essere ovunque e i personaggi chiunque (trailer).

mercoledì 18 settembre 2019

Martin Eden (Marcello 2019)

Tra le prime immagini di Martin Eden, mentre il protagonista riflette sull'ineluttabilità di soccombere ad un mondo più forte di lui, compaiono pochi fotogrammi d'epoca dell'anarchico Errico Malatesta durante la manifestazione del 1° maggio 1920 a Savona. La premessa è una delle principali chiavi di lettura del quinto lungometraggio di Pietro Marcello, un film bellissimo, capace di unire poesia e politica, reinterpretando con molta libertà un classico della letteratura statunitense.
Del celebre romanzo di Jack London (1909), il regista casertano conserva le linee essenziali: Martin (Luca Marinelli) è un giovane marinaio che salva la vita di un ragazzo di buona famiglia; si innamora della sorella di quest'ultimo e per conquistarla fa di tutto per colmare l'enorme distanza culturale che li separa.

giovedì 12 settembre 2019

Charlie says (Harron 2018)

Sono passati cinquant'anni dal 9 agosto del 1969 e dagli omicidi nella villa di Cielo Drive 10050, che ormai non esiste più, e, com'è naturale che sia, proliferano film e serie tv più o meno incentrate su Charles Manson e l'eccidio più famoso di Hollywood.
Se, però, in C'era una volta a... Hollywood (Tarantino 2019), le vicende dei protagonisti toccano tangenzialmente i fatti e li stravolgono, e serie tv come Mindhunter, ideata da David Fincher, sfiora il personaggio Manson relativamente allo studio psico-sociale dei serial killer, e Aquarius, che dopo un buon inizio si lascia andare ad altri filoni narrativi, il film di Mary Harron è indubbiamente quello più fedele alla cronaca.

martedì 3 settembre 2019

La fonte meravigliosa (Vidor 1949)

Fu la Warner Bros ad acquistare i diritti dell'omonimo romanzo della filosofa e scrittrice russo-americana Ayn Rand - The Fountainhead in originale - per farne un film diretto da King Vidor, alla cui sceneggiatura collaborò la stessa Rand.
La pellicola, che come il romanzo rappresenta una netta esaltazione dell'individualismo, costò molto, circa due milioni e mezzo di dollari, e gli incassi non riuscirono a coprire le spese. Più volte stroncato, il film servì piuttosto da traino per le vendite del libro e la Rand, col tempo, prese le distanze dal progetto, dichiarando che non avrebbe più concesso i diritti senza poter scegliere regista e sceneggiatore.

sabato 31 agosto 2019

5 è il numero perfetto (Igort 2019)

L'eclettica personalità di Igor Tuveri, in arte Igort, dà vita a un intrigante noir ambientato in una Napoli notturna, livida e costantemente piovosa, che ricorda piuttosto la distopica Los Angeles di Blade Runner.
Appena presentato presentato a Venezia 76, nelle Giornate degli Autori, il film rappresenta un nuovo tentativo del cinema italiano di trasporre un fumetto sul grande schermo (la graphic novel è del 2002). Forse non siamo ancora al massimo, ma sicuramente un passo avanti rispetto all'ultimo esperimento in tal senso (penso a La profezia dell'armadillo - Zerocalcare 2018), e attendiamo l'ormai prossimo Diabolik dei Manetti bros.
Settembre 1972. Peppino Lo Cicero (Toni Servillo), con un naso degno di Federico da Montefeltro, è un uomo malinconico e nostalgico, un "guappo" ormai in pensione, con tanti ricordi che spesso prendono forma di flashback. La vita per lui è "come un liquore troppo forte": "lo butti giù, senti 'a bott', ma non capisci che gusto ha".

giovedì 22 agosto 2019

Midsommar (Aster 2019)

Fin dove è lecito spingersi nella comprensione degli usi e dei costumi di un'altra cultura?
L'horror antropologico di Ari Aster sembra partire da questa domanda e sfidare il pubblico con un'ambientazione che è essa stessa in contrasto con uno degli elementi più tipici, persino identitari, dell'horror: il buio.
Midsommar, infatti, si svolge in pieno giorno e, anzi, in diversi giorni che sembrano non finire mai, dato che in Svezia le ore di sole sono amplificate dalla posizione geografica.

domenica 18 agosto 2019

La ragazza con la pistola (Monicelli 1968)

Un Monicelli tagliente, ironico, politicamente scorretto, ma diverso.
La ragazza con la pistola è lontano da gran parte di ciò che identifichiamo come monicelliano. La vicenda narrata sembra essere più nelle corde di registi come Pietro Germi e Antonio Pietrangeli, ma il cineasta romano non sfigura affatto in una storia in cui si uniscono condizione femminile e mentalità dell'Italia meridionale contrapposta a quella inglese, in chiave comicamente parossistica. Cosa avrebbe potuto stridere maggiormente dell'accoppiata Sicilia tradizionalista e reazionaria e l'Inghilterra portabandiera della modernità e del cambiamento dei costumi in quell'epoca nevralgica alla fine degli anni Sessanta?

mercoledì 14 agosto 2019

Il ritratto negato (Wajda 2016)

Uscito nelle sale italiane tre anni dopo la sua presentazione al Toronto International Film Festival e la morte del suo regista, l'ultimo film di Andrej Wajda è una biografia dell'artista Władysław Strzemiński (1893-1952), nato e formatosi in Russia ma poi, dal 1922, trasferitosi in Polonia con la moglie, la scultrice lettone Katarzyna Kobro.
Difficile comprendere l'assurdo titolo italiano, che ignora completamente l'originale Powidoki, che in polacco sta per "immagini residue", e ne sceglie uno che non ha alcuna connessione con il film, a meno che non si voglia leggere quel 'negato' con l'ostracismo subito dal protagonista durante il regime stalinista. L'edizione inglese, invece, ha risolto la difficoltà con un ottimo "After image", decisamente più fedele...

lunedì 5 agosto 2019

C'era una volta a... Hollywood (Tarantino 2019)

E sono nove! Percorso netto per uno dei più grandi registi dell'ultimo cinquantennio. Dal magnifico esordio de Le iene (1992) non sono passati ancora trent'anni e Quentin Tarantino ha inanellato l'ennesimo capolavoro (trailer).
Questa volta l'horror vacui del regista gli fa cambiare ancora genere e scandagliare proprio il mondo del cinema, come forse non accadeva da Effetto notte (1973), la pellicola con cui istintivamente può essere avvicinato C'era una volta a... Hollywood. Del film di Truffaut condivide la grande passione cinefila e, ovviamente, il soggetto metacinematografico, ma Tarantino, come suo solito, va oltre... ed è una gran fortuna per lo spettatore, che dimentica durata e altri impegni e resta saldo alla poltrona come un bambino che sale sulle giostre!

giovedì 1 agosto 2019

I morti non muoiono (Jarmusch 2019)

"Che mondo di merda!" Con questa frase lapidaria (è proprio il caso di dirlo per un film sugli zombie) si chiude l'ottimo b-movie d'autore, di un regista mai banale che, anche nella parodia, ci regala momenti eccezionali. Jim Jarmusch, infatti, ha realizzato un divertissement che galleggia tra i Coen e i Monty Pyhton, un gran bel galleggiare... (trailer)

lunedì 29 luglio 2019

Nel nome di Antea (Martella 2018)

Il film-documentario di Massimo Martella andrebbe sistematicamente inserito nei programmi scolastici... e se da quelli si cancella persino la storia dell'arte tra le materie da insegnare ai ragazzi?
Mi rendo conto che si tratta di pura utopia, ma tutti dovrebbero vederlo per capire qualcosa in più sul rapporto tra il nostro paese e il patrimonio; cosa è stato fatto per salvarlo, quante persone si sono impegnate per senso dello Stato, per passione, per amore di tutto questo, senza un tornaconto economico o personale (trailer).
Martella incornicia le vicende delle opere d'arte italiane durante la Seconda guerra mondiale in una narrazione fatta in prima persona da alcuni dipinti, che si esprimono come esseri umanizzati e senzienti, un espediente retorico e favolistico, che contrasta con il dramma vissuto in quegli anni, ma che proprio dal punto di vista didattico funziona.

venerdì 26 luglio 2019

Saluto a Rutger Hauer (23/1/1944 - 19/7/2019)

Ironia della sorte morte. Rutger Hauer si è spento entrando, se possibile, ancora più in simbiosi col suo personaggio più famoso. Come Roy Batty in Blade Runner (1982), infatti, è scomparso nel 2019, anno in cui Philip Dick aveva ambientato il suo romanzo quattordici anni prima che Ridley Scott lo adattasse per il suo film. 
Dal momento in cui è giunta la notizia, tutti gli appassionati stanno ripassando lo splendido monologo che Roy pronunciava davanti al cacciatore di replicanti Rick Deckard-Harrison Ford, e che, negli anni in cui il film è stato un cult assoluto, era ovunque, citato continuamente e persino stampato sulle magliette. Oggi, purtroppo, suona da perfetto e reale epitaffio:

mercoledì 24 luglio 2019

La famiglia (Scola 1987)

Ettore Scola racconta il suo Novecento in maniera intima, chiuso nello spazio teatrale di un appartamento romano del nuovo quartiere di Prati, simbolo di una città che improvvisamente iniziava ad ampliarsi e, appunto, al posto dei larghi spazi di verde, conosceva una lottizzazione che non si sarebbe più arrestata fino ad oggi.
All'opposto del capolavoro di Bertolucci (1976), che utilizzava una storia particolare per narrare quella nazionale, però, il film di Scola sceglie la via minimalista, sfiorando solo tangenzialmente quello che accade fuori dalla vita personale dei protagonisti, appartenenti ad una famiglia alto borghese, che fatalmente deve fare i conti con le guerre, il fascismo, la ripresa economica, di cui si ode un'eco lontana.
Presentato a Cannes, dove fu nominato per la palma d'oro, e poi rappresentante per l'Italia agli Oscar del 1988 come miglior film straniero, fece incetta di David e Nastri d'argento.

sabato 20 luglio 2019

L'ultima ora (Marnier 2018)

Sébastian Marnier, dopo l'Irréprochable (2016), suo primo lungometraggio, ripete l'esperienza con questo L'heure de la sortie, altra pellicola disturbante, sorta di thriller piscologico che investe l'età giovanile, la scuola, la cupio dissolvi di una generazione disillusa, che non crede nel futuro e che quotidianamente sottolinea le storture di una società di cui non ha alcuna intenzione di far parte.
Per questo la sceneggiatura, scritta dallo stesso regista adattando l'omonimo romanzo del 2002 di Christophe Dufossè, sceglie una classe particolare, costituita da un gruppo di una dozzina di R.I.P., sigla che risulta più macabra in italiano che in originale, qui però a significare Ragazzi Intellettualmente Precoci, in francese E.I.P., élèves intellectuellement précoces (trailer).

domenica 7 luglio 2019

Saluto a Ugo Gregoretti (28/9/1930-5/7/2019)

A 88 anni è morto Ugo Gregoretti, regista che dagli anni '50 ai '70 ha saputo leggere l'Italia nei suoi stravolgimenti sociali ed economici, soprattutto grazie a gioielli di dimensioni ridotte: fu in qualche modo il cineasta del film a episodi, partecipando a numerosi progetti che sfruttavano un genere in voga in quegli anni.

lunedì 1 luglio 2019

Ladro lui, ladra lei (Zampa 1958)

Un piccolo film tagliato su misura per Alberto Sordi, che sfrutta il suo talento istrionico per interpretare il ladro protagonista, Cencio, il quale, per mettere in atto le sue truffe, veste i panni di avvocato, di impiegato della tributaria, di carabiniere e di prelato. La metafora si fa reale, poiché sua madre, Pompea (Anita Durante), è sarta e lo aiuta, ineffabilmente rassegnata a vivere con un figlio che entra e esce di galera, così come aveva fatto suo marito, il padre di Cencio, di cui è da tempo rimasta vedova. La pellicola di Luigi Zampa, pur nella sua semplicità, è diventata un cult per le tante gag di Sordi, per le battute rivolte alla bella Cesira (Sylva Coscina), e perché racconta la Roma ormai lontana delle borgate.

lunedì 24 giugno 2019

Il traditore (Bellocchio 2019)

"La mafia non esiste, è un'invenzione giornalistica, Cosa Nostra si chiama". Sono alcune delle eloquenti parole pronunciate da Tommaso Buscetta nei lunghi colloqui con Giovanni Falcone, il giudice che ottiene la sua confessione e la sua collaborazione, grazie alle quali lo Stato arresterà 366 mafiosi fino a giungere al coinvolgimento della politica ai massimi livelli, con Giulio Andreotti in testa.
Marco Bellocchio colpisce alla bocca dello stomaco, e lo fa più volte con questo duro e bellissimo film sul primo e più famoso pentito di mafia (anche se non si riteneva tale), interpretato da uno straordinario Pierfrancesco Favino, probabilmente nel ruolo più rilevante e riuscito della sua carriera, che non si è aggiudicato il premio per la migliore interpretazione a Cannes solo per la contemporanea magnifica prova di Banderas in Dolor y gloria di Almodovar (trailer).

domenica 9 giugno 2019

Dililì a Parigi (Ocelot 2018)

Michel Ocelot, noto soprattutto per il suo film d'esordio, Kirikù e la strega Karabà (1998), dedica il suo ottavo lungometraggio animato alla Parigi dell'Esposizione Universale del 1889, in cui ambienta la sua storia fondendo disegni e foto che spesso fanno da sfondo all'animazione. Il tutto è orchestrato con un tocco leggero e rilassante, che permette allo spettatore di abbandonarsi al racconto, complice anche la bella colonna sonora curata da Gabriel Yared. Strameritato il César come miglior film d'animazione, per un lavoro capace di affrontare temi come la diversità, l'immigrazione, il sessismo, offrendo spunti sulla storia, la scienza e l'arte (trailer).
Dililì è una dolcissima ragazzina di padre francese e di madre canaca, troppo nera in Europa e troppo bianca per chi vive nel sud del Pacifico. Giunta da poco a Parigi, incontra Orel, un ragazzo bianco dagli occhi azzurri che fa il facchino e si affeziona subito a lei.

martedì 4 giugno 2019

Dolor y gloria (Almodovar 2019)

Un uomo sull'orlo di una crisi di nervi.
Antonio Banderas, nei panni di Salvador Mallo, alter ego di Almodovar, vince una meritatissima Palma d'oro a Cannes, come miglior attore protagonista. Il suo personaggio è un regista che vive di dolori, fisici e dell'animo, e di ricordi, da quelli dell'infanzia a quelli di trentadue anni prima, quando uscì il suo lungometraggio d'esordio, Sabor, inizio di una carriera che oggi sembra essere sul viale del tramonto (trailer).
Salvador incontrerà il protagonista di quel film, Alberto Crespo (Asier Etxeandía), che non vede da allora a causa di un violento litigio, e che ritrova grazie ad un'amica comune, Mercedes (Nora Navas).

mercoledì 22 maggio 2019

Scarpette rosse (Powell - Pressburger 1948)

Venti film insieme, per uno dei sodalizi più celebri della storia del cinema, quello tra il regista e produttore Michael Powell e lo scrittore ungherese Emeric Pressburger, che iniziò con Contrabbando (1940) e 49º parallelo (1941) e si chiuse, dopo un'alternanza di periodi più o meno produttivi, con Il ragazzo che diventò giallo (1972).
I due non solo fondarono una casa di produzione, The Archers, ma la dotarono di un vero e proprio manifesto di cinque regole, in cui, tra l'altro dichiaravano fedeltà agli interessi finanziari e avocavano a sé il totale controllo di quanto girato.

venerdì 17 maggio 2019

Cafarnao - Caos e miracoli (Labaki 2018)

"Voglio fare causa ai miei genitori per avermi messo al mondo": è questa la frase più devastante della sceneggiatura scritta dalla regista Nadine Labaki e da Khaled Mouzanar per Cafarnao, storia di crudo realismo ambientata nei quartieri più poveri di Beirut, candidato all'Oscar come miglior film straniero, e il cui titolo allude all'espressione francese usata antonomasticamente per 'caos'.
A pronunciarla è il protagonista, il dodicenne Zain El Hajj (Zain al-Rafeea), arrestato dopo aver accoltellato un uomo che ha sposato la sorella undicenne, Sahar (Cedra Izam), alla quale è particolarmente legato. Da qui il lungo flashback con cui viene raccontata la storia che lo ha condotto fino a quella situazione.

martedì 14 maggio 2019

Saluto a Doris Day (3/4/1922 - 13/5/2019)

Per tutti i cinefili, Doris Day è soprattutto Jo Mckenna che, mentre rifa il letto nella camera d'albergo in Marocco, canta questa canzone al figlio Hank in L'uomo che sapeva troppo (1956). Uno di quei momenti iconici della storia del cinema e una delle sequenze più rilassanti e spensierate dell'intera filmografia di Alfred Hitchcock.

giovedì 9 maggio 2019

I fratelli Sisters (Audiard 2018)

Con un titolo irriverente, che in originale suona chiaramente più faceto (The Sisters Brothers), Jacques Audiard approda ad Hollywood con un western degno dei fratelli Coen, per tenore, atmosfere e qualità della sceneggiatura, scritta dal regista francese con Thomas Bidegain, a partire dall'omonimo romanzo di Patrick De Witt del 2011 (nell'edizione italiana Arrivano i Sister) (trailer). 
E pensare che tra gli anni '80 e il 2000 si riteneva che il western fosse finito poiché, fatta eccezione per Gli Spietati (Eastwood 1992) e poco altro (es. Balla coi lupi - Costner 1990), uno dei grandi generi autoctoni statunitensi non aveva prodotto granché e si credeva non avesse più nulla da dire. Da allora film come Appaloosa (Harris 2008), The Hateful Eight (Tarantino 2015), e proprio il recentissimo e coeniano La ballata di Buster Scruggs (Coen 2018), hanno invece dimostrato come il genere, seppur aggiornato e rivisitato, non sia affatto morto.

giovedì 2 maggio 2019

Ride (Mastandrea 2018)

Dopo il corto Trevirgolaottantasette (2005), con cui vinse il Nastro d'Argento, Valerio Mastandrea torna dietro la mdp per il suo primo lungometraggio, mettendo in scena il racconto della reazione a un dramma, quello della morte di un operaio in fabbrica, Mauro Secondari.
A questo evento, che rappresenta l'unità di azione, la pellicola aggiunge anche unità di tempo, il giorno che precede i funerali del ragazzo, che avranno una certa eco per via della manifestazione che i colleghi stanno organizzando, e di luogo, Nettuno, il centro in cui è la fabbrica che ha dato lavoro a diverse generazioni.

domenica 28 aprile 2019

Il campione (D'Agostini 2019)

Era da L'uomo in più (Sorrentino 2001) che il cinema italiano non raccontava il calcio, sport nazionale per antonomasia, sogno per molti ragazzi, sogno infranto per molti dei loro padri, passione per quasi tutti, uomini e donne.
Mentre il film di Sorrentino affrontava le vicende di un calciatore sul viale del tramonto, però, Leonardo D'Agostini narra di un giovane in ascesa, ma con un temperamento così sopra le righe da rischiare di compromettere l'intera carriera.

martedì 23 aprile 2019

Scappa - Get Out (Peele 2017)

È l'opera prima di Jordan Peele, la pellicola che gli ha dato la ribalta e lo ha di diritto inserito tra i maestri horror dell'ultima generazione, un ruolo ampiamente confermato dal secondo film, l'ottimo Noi (2019).
La premessa è da cinema horror anni '70-'80, con una tensione e un'ambientazione notturna apparentemente slegata dalla narrazione principale, e che infatti stride con la realtà del giorno dopo, con la coppia di protagonisti che vive una serena quotidianità.

venerdì 19 aprile 2019

Saluto a Bibi Andersson (11/11/1935 - 14/4/2019)

Pochi giorni fa se n'è andata Bibi Anderson, nome d'arte di Berit Elisabeth, icona del cinema europeo degli anni '50-'70, indissolubilmente legata al nome di Ingmar Bergman.
Era nata 83 anni fa sull'isolotto di Kungsholmen, territorio di Stoccolma con un'estensione di 4 kmq (un decimo di Ischia, come Procida), antropizzata nel XV secolo dai francescani, espulsi dopo la Riforma protestante.
Ancora adolescente, durante una piece teatrale a Malmoe nel 1951, venne notata dal grande regista svedese che la coinvolse in diversi spot in costume per il detergente Bris a partire da quell'anno (vedi spot 1953).

domenica 14 aprile 2019

Noi (Peele 2018)

Wes Craven è morto, viva Wes Craven!
Complimenti a Jordan Peele, perché ridare agli appassionati di horror le emozioni che era in grado di dare loro il maestro di Nightmare e Scream è qualcosa di indescrivibile.
In Noi c'è grande ironia, c'è tensione e c'è filosofia, questa forse più apparentabile al cinema di John Carpenter, altro basilare punto di riferimento del cinema horror degli ultimi quarant'anni.
Il "mondo di sotto", appena accennato, pur se in forma differente, in Get Out (2017), diventa in Noi qualcosa di molto più articolato, una realtà parallela a quella umana, della quale rappresenta una versione negativa, sorta di anti-iperuranio platonico.

giovedì 11 aprile 2019

Boy Erased - Vite cancellate (Edgerton 2018)

Ci sono buoni film che illustrano pensieri e idee non certo edificanti e brutti film che invece sono ispirati da ottime storie sviluppati, però, in maniera ordinaria e piatta.
Va da sé che cinematograficamente siano da preferire di gran lunga i primi e non si può negare che Boy erased appartenga alla seconda tipologia.
Joel Edgerton, peraltro con un cast davvero notevole che include Nicole Kidman, Russell Crowe e il sempre più bravo Lucas Hedges, un dettaglio che aumenta il rammarico per il risultato mediocre, ha adattato il romanzo autobiografico Boy Erased: A Memoir di Garrard Conley, oggi scrittore e insegnante di letteratura, residente con il marito a New York.

venerdì 5 aprile 2019

Border. Creature di confine (Abbasi 2018)

Sono davvero creature al confine i due protagonisti del film di Ali Abbasi, regista iraniano di nascita e svedese d'adozione, che ha realizzato una fiaba grottesca sulla diversità, disturbante come il primo David Lynch, ma tenera come un film Disney, o meglio Dreamworks date alcune analogie con Shrek (trailer). La sceneggiatura, adattamento di un libro di John Ajvide Lindqvist, è opera dello stesso scrittore e di Isabella Eklöf. Il film ha vinto la sezione “Un certain regard” all’ultimo festival di Cannes e ha fatto incetta agli ultimi Guldbagge Awards, il premio cinematografico annuale in Svezia.

venerdì 29 marzo 2019

La casa di Jack (Von Trier 2018)

Lars von Trier, dopo il dissacrante viaggio nelle perversioni del sesso in Nymphomaniac (2013 a-b), compie un ulteriore passo verso la provocazione e la soglia della sopportazione di ogni spettatore e, ne La casa di Jack, affronta violenza, misoginia, impunità, fascinazione del male, fino a fare i conti con il più tradizionale dei luoghi di dannazione, l'Inferno di Dante Alighieri.

giovedì 21 marzo 2019

Copia originale (Heller 2018)

L'incredibile storia di Lee Israel, scrittrice che per anni superò le difficoltà economiche improvvisandosi falsaria, raccontata in un film che utilizza come sceneggiatura le sue memorie, secondo l'adattamento di Jeff Whitty e di Nicole Holofcener, quest'ultima regista nel progetto iniziale in cui la protagonista avrebbe dovuto essere interpretata da Julianne Moore.
La pellicola di Marielle Heller, al suo secondo lungometraggio, è una buona commedia che strizza l'occhio, soprattutto all'inizio e alla fine, a Woody Allen.

lunedì 18 marzo 2019

Il colpevole - The Guilty (Möller 2018)

Il film di Gustav Möller, da non confondere con l'omonimo The Guilty - Il colpevole (Waller 2000), dal quale in Italia è stato differenziato anteponendo il titolo tradotto a quello originale, è claustrofobico, asciutto, ossessivo, disturbante, tagliente, angosciante e sorprendente, oltre che molto bello.
L'impianto narrativo è rigorosissimo e la struttura obbliga la vicenda e la pellicola negli spazi ristretti di un ufficio del pronto intervento di Copenaghen, teatro di un thriller telefonico che, se da una parte può far pensare a Locke (Knight 2013), dove Tom Hardy passava al telefono e alla guida l'intera durata del film, dall'altra se ne distanzia nel soggetto: qui il protagonista ha il difficile compito di limitare i danni in una situazione intricatissima, ma in cui almeno inizialmente non è coinvolto, mentre lì era in subbuglio la propria vita privata.

domenica 10 marzo 2019

Il corriere - The Mule (Eastwood 2018)

"Non sono mai stato un uomo da piano B". Con questa frase Earl, il vecchio uomo burbero, politicamente scorretto, non esattamente irreprensibile dal punto di vista etico, eppure adorabile protagonista del film, risponde su cosa farà ora a chi gli sta pignorando casa.
La stessa frase si adatta perfettamente allo stesso Clint Eastwood, che interpreta quel personaggio e che, a 90 anni, è tornato non solo dietro la mdp, ma anche davanti dimostrando di non poter vivere senza cinema. Impossibile guardare il suo ultimo film senza questa premessa, perché in sala ci si pensa ad ogni momento, ad ogni sequenza.