mercoledì 30 maggio 2018

Dogman (Garrone 2018)

Matteo Garrone torna a girare al Villaggio Coppola, noto anche come Pinetamare, frazione di Castel Volturno in cui aveva già ambientato L'imbalsamatore (2002), e così come avvenne con il film che l'aveva consacrato tra i migliori autori italiani, trova un altro capolavoro (trailer).
La storia è più che ispirata alla terribile vicenda di cronaca nera che nel 1988 imperversò nei notiziari italiani: la lenta e macabra vendetta di Pietro de Negri, detto "il canaro", che nel popolare quartiere romano della Magliana uccise, dopo anni di angherie subite, il suo persecutore, Giancarlo Ricci, torturandolo lentamente.

mercoledì 23 maggio 2018

Loro 1 e 2 (Sorrentino 2018)

La frase posta ad esergo di Loro, "Tutto documentato. Tutto arbitrario" (Giorgio Manganelli), riassume l'essenza del film di Paolo Sorrentino, che utilizza fatti di cronaca elaborandoli attraverso la sua consueta visione onirica e uno stile estetizzante riconoscibile fra mille che dà alla sfacciata volgarità della materia trattata una splendida forma (trailer 1 e 2).

martedì 15 maggio 2018

L'isola dei cani (Anderson 2018)

È bellissimo il film di Wes Anderson che tutti i cinefili e cinofili aspettavano da tempo e che, nonostante la tecnica scelta, lo stop motion già utilizzato per Fantastic Mr. Fox (2009), non perde nulla dello stile del regista texano, caratterizzato da inquadrature centrate, simmetria e ordine, perfettamente adatto ad una storia ambientata in Giappone (trailer)!
In un futuro distopico, datato 2037, la citta di Megasaki è una metropoli governata da Kenji Kobayashi, sindaco appartenente ad una dinastia di amanti dei gatti, che mette in quarantena tutti i cani poiché possibili veicoli del "tartufo febbrile", epidemia che potrebbe colpire anche gli uomini.

venerdì 11 maggio 2018

Molly's game (Sorkin 2018)

L'ex campionessa di sci acrobatico, Molly Bloom (Jessica Chastain), ha visto naufragare la sua carriera sportiva a causa di una rovinosa quanto sfortunata caduta; dodici anni dopo viene arrestata dall'FBI (trailer).
Il lasso di tempo che separa i due eventi, all'incirca dodici anni, è quello narrato dal film di Aaron Sorkin, importante sceneggiatore di Hollywood da ormai venticinque anni, qui alla sua prima regia, in cui, oltre a palesare un'inevitabile predilezione per la scrittura, dimostra di saper utilizzare il mezzo cinematografico in tutte le sue sfaccettature. Purtroppo, però, si lascia andare ad un'imperdonabile mezz'ora finale, didascalica, banale, che fa perdere gran parte dei pregi del film, girato bene e a buon ritmo per due terzi della sua durata e con una Jessica Chastain perfetta nel ruolo della donna pronta a tutto pur di arrivare, bellissima e calcolatrice.

martedì 8 maggio 2018

Saluto a Ermanno Olmi (24/7/1931 - 7/5/2018)

"Vogliatemi bene quando sarò morto" diceva, prima di morire, il suo Giovanni dalle Bande Nere nel magnifico Il mestiere delle armi (2001)...
E ogni amante di cinema ne vorrà sempre a Ermanno Olmi, tra i migliori registi italiani dell'ultimo cinquantennio, poeta assoluto del quotidiano, della concretezza dei piccoli oggetti, spesso governato da un pessimismo di fondo sul genere umano. Non sempre le sue opere hanno mantenuto la stessa qualità, ma in alcuni casi ha raggiunto vette davvero altissime.

sabato 5 maggio 2018

La casa sul mare (Guédiguian 2017)

L'ultimo film di Robert Guédiguian è uno di quelli che permette di uscire dal cinema contenti, commossi, rappacificati con le ideologie e sereni nei confronti del futuro.
La villa, che in Italia è diventata La casa sul mare, è un capolavoro fatto di poesia, amore, solidarietà e riflessione, ben girato e splendidamente scritto e interpretato (trailer).
Tre fratelli di mezza età, Angèle (Ariane Ascaride), Armand (Gérard Meylan) e Joseph (Jean-Pierre Darroussin), si ritrovano nella casa del titolo, nella piccola Méjean, località provenzale vicino a Marsiglia, città in cui Guédiguian è nato. L'occasione di questa riunione, però, è la malattia dell'anziano padre, Maurice, costretto in stato catatonico su una sedia a rotelle in seguito ad un ictus.

domenica 29 aprile 2018

Il giovane Karl Marx (Peck 2017)

La buona fotografia di Kolja Brandt e una discreta prova degli interpreti per un film che non regala un'altrettanto valida regia, piuttosto anonima. Raoul Peck, regista haitiano, vissuto in Congo e formatosi cinematograficamente a Berlino, nella sua carriera ha girato molti documentari e questa pellicola, in effetti, non si discosta molto da quel genere. Di cinema propriamente detto ce n'è ben poco, ma la materia trattata e il periodo storico narrato rendono Il giovane Karl Marx un film da non perdere principalmente per il suo carattere didattico e per la capacità del regista di evitare la retorica (trailer).

mercoledì 25 aprile 2018

Tonya (Gillespie 2017)

"Io non ho una normale famiglia americana", risponde Tonya Harding al giudice che le dice di non saper stare al gioco, in quel grande carrozzone che è il pattinaggio su ghiaccio a livello professionistico.
Questa frase, che suona come una giustificazione per chi è entrato in quel mondo partendo da uno strato sociale basso e lontano dagli standard consueti, potrebbe essere considerata l'essenza del buon film di Craig Gillespie, storia di sport che racconta la sconfitta e il fallimento, e per questo drammaturgicamente più interessante. Letta secondo questa prospettiva, Tonya va inserita a buon diritto nello stesso genere di pellicole a cui appartengono capolavori come Toro scatenato (Scorsese 1980) e Million Dollar Baby (Eastwood 2004).

domenica 22 aprile 2018

Saluto a Vittorio Taviani (20/91929 - 15/4/2018)

Impossibile pensare a Paolo senza Vittorio, eppure da qualche giorno il binomio costituito dai fratelli Taviani non può essere più lo stesso, dopo la scomparsa di Vittorio, morto a 88 anni in seguito ad una lunga malattia.
Nato a San Miniato (Pisa) due anni prima di Paolo, Vittorio si era appassionato al cinema e col fratello, una volta giunto a Roma, iniziò a lavorare ad alcuni documentari, tra cui il cortometraggio San Miniato, luglio 1944 (1954). Oltre dieci anni dopo, invece, il loro primo lungometraggio, I sovversivi (1967), figlio del contesto sociale e culturale del tempo, che oggi appare profetico rispetto agli avvenimenti del 1968. Un film capace di fondere coscienza politica attorno ai funerali di Palmiro Togliatti, su cui i Taviani avevano persino girato un documentario (L'Italia con Togliatti, 1964) e le personali dei singoli personaggi.

martedì 17 aprile 2018

Saluto a Miloš Forman (18/2/1932 - 13/4/2018)

Una veloce malattia ha strappato al cinema il regista ceco naturalizzato statunitense.
Nato 86 anni fa a Čáslav, nei pressi di Praga, da genitori cecoslovacchi protestanti, uno docente e l'altra albergatrice, rimase orfano ben presto, poiché i due rimasero vittime dei campi di concentramento nazisti tra 1943 e 1944.