lunedì 30 dicembre 2019

Ritratto della giovane in fiamme (Sciamma 2019)

Céline Sciamma regala ad Adèle Haenel uno di quei personaggi che restano nella storia del cinema per l'amore con cui la mdp li guarda. Sono tanti i casi di registi che hanno diretto la persona di cui erano innamorati ed è inevitabile pensare a famosi coppie cinematografiche come Vadim-Bardot, Godard-Karina, Fellini-Masina, Minnelli-Garland, solo per citare alcune delle più famose. La relazione tra Sciamma e Haenel, però, è durata dal 2014 al 2017, eppure lo sguardo della regista è poetico e idealizzante (trailer).

domenica 22 dicembre 2019

Pinocchio (Garrone 2019)

Garrone, dopo Il racconto dei racconti (2015), torna alla fiaba e passa da Giambattista Basile a Carlo Collodi, dal Seicento immaginifico medievalizzante all'Ottocento toscano capace di accostare realtà antipodali come verismo e fantasia (trailer).
Lunga la storia degli adattamenti del romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, uscito tra 1881 e 1883, prima a puntate e poi come volume unico, che già all'epoca del muto ebbe la prima trasposizione cinematografica, con Pinocchio di Giulio Antamoro (1911).

martedì 17 dicembre 2019

Saluto ad Anna Karina (22/9/1940-14/12/2019)

Una parte di Nouvelle Vague se ne va con lei. Il suo volto, il suo sorriso, la sua bellezza rimarranno indissolubilmente connessi ad alcune delle pellicole più rivoluzionarie del cinema francese anni '60.

giovedì 12 dicembre 2019

Storia di un matrimonio (Baumbach 2019)

Una coppia logorata dal divorzio... una separazione dolorosa e magnificamente simboleggiata da un cancello che si chiude, dividendo i due genitori e separandone uno dal figlio.
Marriage Story è uno dei film migliori dell'anno, un dramma bergmaniano a cavallo tra l'East e la West Coast statunitensi, con attori in stato di grazia e tanto altro, come dimostrano le sei nomination ai Golden Globe, per interpreti, pellicola, sceneggiatura, curata dallo stesso regista e colonna sonora, firmata da Randy Newman (trailer).

venerdì 6 dicembre 2019

Un giorno di pioggia a New York (Allen 2019)

La coperta di Linus è tornata, rappresentata dal consueto film autunnale di Woody Allen che riscalda il cuore e rilassa come nessun altro, come faremmo senza? Per dirla con uno dei personaggi di questa pellicola, i suoi film "ti fanno evadere così bene dalla realtà", anche perché "la vita reale è per chi non sa fare di meglio".
Gatsby (Thimotée Chalamet), interessato più al gioco d'azzardo che allo studio nonostante le pressioni materne ("non sarò mai un prodotto della catena di montaggio"), è il rampollo di una ricca famiglia borghese e intellettuale di New York e frequenta la Yardley University, dove ha conosciuto la sua fidanzata, Ashleigh (Elle Fanning), figlia di un banchiere di Tucson, Arizona (trailer).

venerdì 29 novembre 2019

L'ufficiale e la spia (Polanski 2019)

L'affare Dreyfus è un caso esemplare per raccontare l'ingiustizia fatta storia e, inutili polemiche a parte, il film di Polanski è bello, didattico e necessario, anche perché ogni epoca e ogni latitudine, purtroppo, continuano a conoscere casi simili. 
Di pellicole con queste caratteristiche, il maestro di Lodz ne ha girata almeno un'altra, Il pianista (2002): rispetto ad allora, stavolta si mostra più razionale, più freddo, e questo è inevitabile dato il coinvolgimento autobiografico per la tragedia dell'olocausto, ma anche in questo caso, come evidente autocitazione, mostra il suo protagonista suonare il piano mentre tutto sembra crollare intorno a lui. 
Ammessa una certa imperturbabilità come unica parziale critica, il film è sostanzialmente perfetto, e per rigore fa pensare al Rossellini de La presa di potere di Luigi XIV (1966) e degli altri film tv storici anni '60-'70. Attori, scenografie, costumi, ambienti proiettano nella Parigi a cavallo tra XIX e XX secolo, che furono teatro dell'assurda vicenda (trailer).

domenica 24 novembre 2019

La belle époque (Bedos 2019)

La bellezza non ha età... o forse sì?
Se a dirlo è Fanny Ardant, l'affermazione appare più che plausibile.
Nicolas Bedos, attore prima che regista, al suo secondo film dietro la mdp, confeziona una commedia romantica e divertente, in parte autobiografica, che fa riflettere con una leggerezza tutta francese e ben recitata, oltre che dalla Ardant, anche dagli ottimi Daniel Auteuil, Guillaume Canet, Pierre Arditi e Doria Tiller, fino a poche settimane fa sua compagna.
Una storia in cui il piano della vita e quello della recitazione si intersecano fino a sovrapporsi (trailer).

giovedì 21 novembre 2019

Apocalypse Now (Coppola 1979)

Nella sua splendida perfezione, il capolavoro di Francis Ford Coppola è tornato al cinema nella sua terza edizione: dopo l'originale del 1979 (153') e la versione Redux del 2001 (202'), con l'aggiunta di quanto il regista era stato costretto a tagliare, è arrivato nelle sale il Final cut (183'; trailer).
È lo stesso Coppola ad introdurla con poche parole in cui spiega che la pellicola presentata diciotto anni fa era forse diventata troppo lunga, nell'entusiasmo di montare troppo di quanto eliminato nel 1979, ma soprattutto che ora i grandi mezzi tecnici a disposizione hanno permesso di migliorare sonoro e immagine.

sabato 16 novembre 2019

Parasite (Bong Joon-ho 2019)

Parasite, ovvero la lotta di classe in Corea, con tanta ironia e humour nero, ma pur sempre lotta di classe.
Un film riuscitissimo, come dimostrano la Palma d'oro a Cannes e la candidatura per la Corea agli Oscar del 2020, che racconta la storia di una famiglia che vive in povertà e i cui membri sbarcano il lunario come possono, tra inganni e sotterfugi.
La storia è ambientata a Seul, città in cui le fasce sociali più alte vivono nella parte superiore e quelle più basse in quelle inferiori, come visto anche nel recentissimo Burning. Bong Joon-ho, però, amplifica questa simbologia dettata dalla morfologia stessa dell'urbanizzazione contrapponendo il mondo in superficie e il mondo sotterraneo - come nell'horror Noi (Peele 2018) -, complice anche il terrore della guerra e la conseguente esistenza di numerosi bunker nelle case più ricche (trailer).

martedì 12 novembre 2019

The Irishman (Scorsese 2019)

Martin Scorsese torna al genere più frequentato della sua filmografia, che ha contributo a rendere epico negli ultimi quarant'anni, ma lo fa con una pellicola più intima e malinconica delle altre, in cui i grandi temi dell'amicizia, del tradimento, dell'onore, si stemperano in quello dell'età che avanza (trailer).
Una produzione di 159 milioni, per un film che, senza i soldi di Netflix, non avrebbe visto la luce, e che, per questo ha avuto una mediocre distribuzione in sala. Compromessi che probabilmente vedremo sempre più spesso e che continuano ad alimentare polemiche. Una cosa è certa, pellicole come questa meriterebbero sempre di essere viste prima in sala, perché concepite per quel tipo di fruizione.