giovedì 30 marzo 2017

Elle (Verhoeven 2016)

Paul Verhoeven ha girato un bel noir psico-sociologico tra Chabrol, Hitchcock e Buñuel... una triade di influenze che rende Elle un film davvero imperdibile per ogni cinefilo e che ha meritato i Golden Globe come miglior film straniero e, naturalmente, miglior attrice protagonista!
L'adattamento del romanzo di Philippe Dijan, Oh... (2012), con l'ottima sceneggiatura di David Birke, mostra una borghesia francese irrisolta, capace di passare sopra la morale con assoluta leggerezza, il tipo di società che Chabrol ha raccontato come nessun altro, trattata con l'ironia e quel senso di irrecuperabilità che è tutto buñueliano; una protagonista fredda, cinica e con delle forbici riprese direttamente da Il delitto perfetto (Hitchcock 1954), ma c'è molto di più...

domenica 26 marzo 2017

Il mondo dei robot (Crichton 1973)

Impossibile oggi guardare il primo film da regista di Michael Crichton senza confrontarlo con la serie tv omonima, Westworld (questo il titolo originale anche della pellicola), di cui finora è andata in onda la prima stagione (2016).
La produzione HBO, decisamente più complessa e dettagliata del film, peraltro, è solo l'ultimo tentativo di serializzare il soggetto originale, che ebbe un seguito nel 1976 con Futureworld - 2000 anni nel futuro (Heffron), e fu già ampliato in cinque puntate nel 1980 con la miniserie Alle soglie del futuro - Beyond Westworld.

venerdì 24 marzo 2017

Saluto a Tomas Milian (2/3/1933 - 22/3/2017)

A 84 anni, dopo un ictus che lo ha colpito nella sua casa di Miami, se n'è andato Tomas Milian, per molti fan il maresciallo/ispettore Nico Giraldi e il ladro di basso profilo Sergio Marrazzi, meglio noto come Er Monnezza.
La sua fisicità unita alla voce dell'indimenticato Ferruccio Amendola hanno generato il mito, un personaggio cult le cui battute, non esattamente edificanti, sono state mandate a memoria da diverse generazioni di ragazzi soprattutto romani, ma non solo.

domenica 19 marzo 2017

Vi presento Toni Erdmann (Ade 2016)

Winfried Conradi è uno dei migliori personaggi dell'ultima stagione cinematografica: irriverente,
politically incorrect, in grado di mettere sempre il gioco e il buon umore davanti a tutto, ma non prima dell'amore per la figlia, per star vicino alla quale decide di interpretare anche il ruolo di Toni Erdmann che dà il titolo al film.
Non sorprende quindi che Jack Nicholson se ne sia innamorato e abbia espresso la volontà di produrre e partecipare come protagonista al remake statunitense di questo riuscitissimo film tedesco, candidato all'Oscar e ai Golden Globe come miglior film straniero, candidato alla Palma d'Oro a Cannes, dove ha poi vinto il premio Fipresci, e vincitore per miglior film, regista, sceneggiatura e attori allo European Film Award.

lunedì 13 marzo 2017

Il mestiere delle armi (Olmi 2001)

Senza alcun dubbio uno dei migliori film italiani degli ultimi vent'anni, per chi scrive il migliore in assoluto, e tra le più belle ricostruzioni storiche del Cinquecento italiano di sempre! 
Ermanno Olmi, come suo solito, sfiora la macrostoria, ma sceglie di raccontarne solo un dettaglio, la morte dell'ultimo capitano di ventura come segno di un cambiamento epocale nell'arte della guerra, intesa come principale attività del tempo, e poca importa che il figlio di quell'uomo sarebbe diventato uno dei più celebrati e potenti del XVI secolo, qui è cosa secondaria...
Il mestiere delle armi, infatti, è soprattutto la fine di un'era determinata dalla cavalleria pesante e dalla guerra di contatto, soppiantata dagli archibugi e dalle armi da fuoco.

lunedì 6 marzo 2017

Manchester by the sea (Lonergan 2016)

La vita può essere incredibilmente dura e la storia raccontata da Kenneth Lonergan dimostra quanto le difficoltà possono cambiarci...
Lee Chandler (Casey Affleck) è un portiere tuttofare dal volto triste e impassibile, che non sembra provare più emozioni: se una ragazza tenta di sedurlo riesce a scoraggiarla, mentre le consuete serate al pub rischiano spesso di chiudersi con una rissa. Affronta tutto in maniera negativa e anche se uno sconosciuto gli chiede se la squadra di basket per cui tifa abbia qualche possibilità di vincere, la sua risposta è "no, neanche una".

mercoledì 1 marzo 2017

Notte degli Oscar 2017

L'89° notte degli Oscar passerà alla storia come la notte del "grande errore"...
Sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles è andata in scena un'enorme figuraccia planetaria, e con tutto il rispetto per gli altri premi, non in occasione della premiazione del miglior documentario o del miglior cortometraggio, ma in quella del miglior film.

sabato 25 febbraio 2017

Jackie (Larraín 2016)

Pur se imbrigliato negli ingranaggi di Hollywood, il talento e il rigore del cinema di Pablo Larraín c'è e si vede!
Sapevamo che Jackie non sarebbe mai potuto essere un film come i precedenti capolavori del regista cileno, ma la qualità resta alta e lo spettatore non può non entrare in empatia con la first lady più famosa del XX secolo.
La mdp, infatti, non si separa mai dalla protagonista, che inquadra frontalmente o da dietro ma in maniera costante, e tutto quello che vediamo durante la pellicola sono le reazioni, i pensieri, le risposte, i sentimenti di Jacqueline nei quattro giorni intercorsi tra l'omicidio di suo marito, John Fitzgerald Kennedy, e il momento in cui lei e i due figli, Caroline e John junior, lasciarono la Casa Bianca.

martedì 21 febbraio 2017

Moonlight (Jenkins 2016)

Ci sono i film e poi le opere che possono cambiare inveterati preconcetti e che permettono di fare dei passi in avanti verso la civiltà. Moonlight appartiene al secondo gruppo e, come tale, trattando di gay, neri, poveri, entra di diritto tra gli hapax cinematografi di sempre, al pari di pellicole del passato che hanno fatto la storia della settima arte. Penso, dato il tema, a Quelle due (Wyler 1961), a Philadelphia (Demme 1993) a Brokeback mountain (Lee 2005), al recente Weekend (Haigh 2011), e a Happy Together (Kar-wai 1997).

venerdì 17 febbraio 2017

Borsalino (Deray 1970)

Jacques Deray si diverte a giocare con uno dei generi doc del cinema statunitense e per farlo sceglie due icone francesi come Alain Delon e Jean Paul Belmondo in un gangster movie in versione commedia ambientato nella Marsiglia degli anni trenta (guarda il film).
Prodotto dallo stesso Delon, il film, tratto dal romanzo di Eugène Saccomano Bandits à Marseille, è adattato, tra gli altri, da un giovane Claude Sautet, ed è dominato dalla presenza dei due divi che lasciano davvero poco spazio a tutto il resto.