giovedì 13 agosto 2015

The Village (Shyamalan 2004)

Dopo il grande successo de Il sesto senso (1998) e i seguenti Il predestinato - Unbreakable (2000) e Signs (2002), il cineasta indiano Manoj Nelliyattu Shyamalan, meglio noto come M. Night Shyamalan, ha realizzato quello che a tutt'oggi resta, secondo chi scrive, di gran lunga il suo capolavoro.
The Village è una pellicola difficile da inscatolare in un genere, poiché è allo stesso tempo un film in costume, drammatico, romantico e un thriller ai limiti della fantascienza, in grado di generare un effetto sullo spettatore pari a quello che lo splendido racconto breve di Fredric Brown La sentinella (1954) genera sul lettore (trailer).

venerdì 7 agosto 2015

Babadook (Kent 2014)

È sempre più difficile imbattersi in un bel film horror, ma quello dell'australiana Jennifer Kent è ben riuscito e, permettetemi il gioco di parole, rimette in pace con questo genere cinematografico!
E in effetti alla pellicola sono già stati riconosciuti diversi premi: dopo aver vinto come miglior opera prima il New York Film Critics Circle Award nel 2014, nel corso di quest'anno si è aggiudicato miglior film, miglior regia e migliore sceneggiatura agli AACTA Award, il premio australiano dedicato a cinema e televisione, nonché l'Empire Award, sponsorizzato dalla Sony Ericsson, come miglior horror (trailer).

mercoledì 5 agosto 2015

Roma (Fellini 1972)

Tutto l'amore e la dissacrazione di Federico Fellini nei confronti della sua città adottiva in un solo film, in cui si fondono indissolubilmente l'anima popolare e gli aspetti poetici fonte d'ispirazione del grande regista riminese, che li rimescola insieme con la sua fantasia deformante, eppure in grado di cogliere l'essenza intima di Roma come pochi altri.
Una pellicola-mosaico, fatta di luoghi, persone, voci e suoni, senza soluzione di continuità, in una narrazione che è sì autobiografica, come sempre in Fellini, ma è anche frutto dello sguardo lucido di chi ha una capacità di osservazione fuori dal comune.

lunedì 3 agosto 2015

Enrico IV (Bellocchio 1984)

Un piccolo gioiello a metà tra cinema e teatro.
Tratto dall’omonima pièce di Luigi Pirandello, arricchito dalla bella colonna sonora di Astor Piazzolla e, soprattutto, dalle interpretazione di attori del calibro di Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale su tutti, l’Enrico IV di Bellocchio è un film dal fascino indiscutibile.
Anni ’60: un gruppo di nobili e altoborghesi, in occasione di una festa di carnevale, è coinvolto in una cavalcata in abiti medievali. Enrico (Luciano Bartoli e Marcello Mastroianni), però, dopo una rovinosa caduta da cavallo, dimentica la finzione ed è convinto di essere davvero Enrico IV di Germania (1050-1106). Da allora tutti gli altri lo aiutano a mantenere in vita la sua realtà differita e assecondano la sua pazzia, ancora oggi, a metà degli anni ‘80…

venerdì 31 luglio 2015

La casa dalle finestre che ridono (Avati 1976)

Al suo quinto lungometraggio (vedi il film), Pupi Avati, dopo alcune commedie ed una storia gotica, portò alle estreme conseguenze quel genere che aveva appena toccato qualche anno prima con Thomas e gli indemoniati (1970).
I titoli di testa scorrono sulle urla di un uomo appeso per le braccia e accoltellato... 
L'angosciante prologo è un'anticipazione dell'antefatto della vicenda, che prende le mosse dall'arrivo nella campagna ferrarese di Stefano (Lino Capolicchio), un restauratore che deve intervenire su un affresco in una chiesa del piccolo centro della Bassa padana in cui è ambientata la storia. Il luogo, pur se non citato nel film, è Comacchio, come dimostrano le belle sequenze a cui fanno da sfondo i canali della cittadina sul delta del Po (trailer).

martedì 28 luglio 2015

L'uccello dalle piume di cristallo (Argento 1970)

Sam Dalmas (Tony Musante), un giovane statunitense fidanzato con l'italiana Giulia (Suzy Kendall), è testimone di un tentato omicidio all'interno di una galleria d'arte e, con la sua casuale presenza, sventa la morte di Monica (Eva Renzi), moglie del gallerista Alberto Ranieri (Umberto Raho), mettendo in fuga l'aggressore. Quando sul posto arriva il commissario Morosini (Enrico Maria Salerno), Sam scopre che quello a cui ha assistito, se fosse andato in porto, sarebbe stato il terzo delitto di una serie destinata ad aumentare, e decide di avventurarsi nelle indagini in prima persona...

sabato 25 luglio 2015

La prima notte di quiete (Zurlini 1972)

Una Rimini invernale, malinconica e brumosa, come nemmeno Federico Fellini avrebbe potuto immaginarla, in un'atmosfera che già dai titoli di testa è perfettamente sintetizzata dalla fotografia livida di Dario Di Palma, nipote del più celebre zio Carlo. Le onde del mare si infrangono sulle barriere frangiflutti, su cui passeggia il protagonista, un bellissimo e tenebroso Alain Delon, con indosso un lungo cappotto color cammello (quello del regista), mentre la colonna sonora lo accompagna con la splendida, ma altrettanto malinconica, tromba jazz di Maynard Ferguson (vedi il film).

martedì 21 luglio 2015

Novecento - atto I e II (Bertolucci 1976)

Dopo il grande successo di Ultimo tango a Parigi, il produttore Alberto Grimaldi lasciò a Bernardo Bertolucci carta bianca per girare qualsiasi film avesse voluto. Nacque così Novecento, una delle pellicole più politiche della storia del cinema italiano, un'opera unica e dal fascino indiscutibile, che, data la lunghezza (poco oltre le cinque ore), all'uscita nelle sale venne distribuita divisa in due atti. Uno splendido omaggio alla cultura contadina italiana, e nella fattispecie a quella emiliana, in una visione che prende le mosse anche dall'autobiografia del regista, che fino a dodici anni visse nella campagna parmense (trailer).

venerdì 17 luglio 2015

Il pozzo e il pendolo (Corman 1961)

Seconda pellicola di Roger Corman prodotta dall'Alta Vista dedicata ai racconti di Edgar Allan Poe, dopo I vivi e i morti (1960), e seconda collaborazione con l'ottimo sceneggiatore Richard Matheson, negli stessi anni anche tra gli autori delle due serie più popolari dell'epoca, Ai confini della realtà e Alfred Hitchcock presenta.
La vicenda, però, solo ispirata al testo di Poe pubblicato nel 1842, totalmente incentrato sulle percezioni di un condannato rinchiuso in una cella all'epoca dell'Inquisizione spagnola, ha qui ha un respiro maggiore, che coinvolge più personaggi e che per alcuni versi ricorda il già citato film di Corman dell'anno precedente.

mercoledì 15 luglio 2015

La piccola bottega degli orrori (Corman 1960)

Il film di Corman, paradossalmente, più che per se stesso è famoso per il 
remake che ne è stato fatto in versione musicale - a sua volta ripreso da un adattamento di Broadway del 1982 - da Frank Oz nel 1986 con lo stesso titolo e con un cast d'eccezione che comprendeva, tra gli altri, Rick Moranis, Steve Martin, Bill Murray, John Candy e James Belushi.
Come gran parte della produzione del regista statunitense, la pellicola è un b-movie a basso costo, girato quasi esclusivamente in studio e con pochissime sequenze in esterno che fanno da raccordo, in cui le immagini sono velocizzate dando la sensazione di essere di fronte al cinema comico dell'era del muto: proprio in una di queste il protagonista ricorda i personaggi di Charlie Chaplin o, ancor di più di Buster Keaton, quando apre e chiude gli occhi in alternanza con la luce di un semaforo.