Ispirata ad un film per la tv inglese del 2001, la pellicola di Danny Boyle è un thriller psicologico intricato, e questo gli conferisce un indubbio fascino, ma la trama, che prende le mosse da un clamoroso furto di un'opera d'arte durante una battuta d'asta, viene sviluppata sul tema dell'ipnosi in maniera così totalizzante, da trasformare il film in una storia alla Christopher Nolan, in un continuo alternarsi tra realtà e sogno, peraltro senza avere a disposizione effetti speciali straordinari.domenica 14 agosto 2016
In trance (Boyle 2013)
Ispirata ad un film per la tv inglese del 2001, la pellicola di Danny Boyle è un thriller psicologico intricato, e questo gli conferisce un indubbio fascino, ma la trama, che prende le mosse da un clamoroso furto di un'opera d'arte durante una battuta d'asta, viene sviluppata sul tema dell'ipnosi in maniera così totalizzante, da trasformare il film in una storia alla Christopher Nolan, in un continuo alternarsi tra realtà e sogno, peraltro senza avere a disposizione effetti speciali straordinari.domenica 7 agosto 2016
Tom à la ferme (Dolan 2013)
In attesa dell'uscita di Juste la fin du monde, recentemente presentato a Cannes, vedere gli altri film di Xavier Dolan continua ad essere un piacere e, dopo J'ai tué ma mere (2009) e l'ancor più riuscito Mommy (2014), analizziamo Tom à la ferme, altro bel film del giovane regista canadese che, come nel primo dei due casi già recensiti, ne è anche l'attore protagonista. Dolan non delude nemmeno stavolta e in entrambi i ruoli...
mercoledì 3 agosto 2016
Quei bravi ragazzi (Scorsese 1990)
Rivedere oggi il capolavoro di Martin Scorsese permette di apprezzare il film non solo per ciò che ha rappresentato al momento della sua uscita, ma anche per la sua influenza su tanto cinema successivo e soprattutto sulla seguente filmografia del cineasta italoamericano.
Non è quindi un caso se la prima sequenza del flashback che segue la breve introduzione in cui conosciamo i protagonisti e che racconta l'infanzia di Henry (Christopher Serrone, poi Ray Liotta), abbia fortissime analogie con il poco successivo Bronx (De Niro 1993).
sabato 23 luglio 2016
It follows (Mitchell 2014)
Secondo lungometraggio del quarantaduenne David Robert Mitchell, It follows, film indipendente e a basso budget, è stato salutato come uno dei migliori horror degli ultimi anni, genere che sembra fare sempre più fatica, complice un pubblico ormai difficilmente spaventabile e assuefatto dalle immagini televisive e del web.
Anche se l'affermazione appare davvero spropositata, soprattutto se si pensa a precedenti ben più convincenti come The Ring (Verbinski 2002) e The uninvited (Guard 2009), dalla comune matrice orientale - coreano il secondo, remake dell'ancora più riuscito film nipponico Ring (Nakata 1999) il primo -, ma anche al recentissimo Babadook (Kent 2014), il regista gira bene e in maniera colta, sfruttando un ampio bagaglio di motivi del genere horror e, pur se la trama solo non avvince, tanti elementi cinefili rendono It follows un film da guardare con attenzione.
lunedì 18 luglio 2016
Una calibro 20 per lo specialista (Cimino 1974)
È il film d'esordio di Michael Cimino, un roadmovie che vede protagonista il territorio forse anche più dei personaggi.
Merita una premessa l'incredibile trasformazione del titolo italiano, che evidentemente puntava a connetterlo a Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan (Post 1973), uscito l'anno prima con lo stesso Clint Eastwood. Peccato che i due film non abbiano nulla in comune, a cominciare dal ruolo del personaggio di Eastwood, che nella pellicola di Ted Post è un poliziotto, mentre qui è un malvivente, un rebel without cause in piena tradizione statunitense.
mercoledì 13 luglio 2016
The Zero Theorem (Gilliam 2013)
Esattamente trent'anni dopo il capolavoro dei Monty Python - anche se in Italia The Zero Theorem è stato distribuito tre anni dopo -, il più visionario del celebre gruppo di comici britannici ha deciso di tornare ad un futuro distopico, come aveva già fatto in Brazil (1985).
Qohen Leth (Christoph Waltz) è un genio informatico dipendente della Mancom, un colosso per la quale lavora con il compito di "sgranocchiare identità". Il suo superiore diretto è Joby (David Thewlis), ma alla sommità della gerarchia c'è un manager (Matt Damon) il cui alto profilo ne ha rarefatto l'identità fino a farlo considerare una divinità.
sabato 9 luglio 2016
Il Gattopardo (Visconti 1963)
Tra i più celebri film di Luchino Visconti, sicuramente il più magniloquente, il Via col Vento italiano, come venne ribattezzato, una pellicola che racconta un importante momento della storia dell'Italia preunitaria in un eccezionale adattamento delle pagine dell'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), uscito postumo nel 1958, e che ebbe un enorme successo di critica (vinse il Premio Strega 1959 ai danni di Una vita violenta di Pasolini) e di pubblico (il primo best seller italiano con oltre centomila copie vendute).
mercoledì 6 luglio 2016
Saluto ad Abbas Kiarostami (22/6/1940 - 4/7/2016)
Purtroppo questo annus horribilis per il cinema sembra non finire mai, e da qualche giorno ci ha lasciato anche Abbas Kiarostami, il più celebre regista iraniano.
Era nato 76 anni fa a Teheran, dove aveva studiato Belle Arti e vinto un premio di pittura ancora diciottenne, per poi passare alla pubblicità, come designer ma anche come regista di numerosi spot per la televisione iraniana, e alle illustrazioni per l'editoria dell'infanzia, un'esperienza che gli è rimasta così addosso da inserirla qua e là in tutta la sua filmografia. Per alcuni versi, il suo tocco e la sua leggerezza ne fanno una sorta di Miyazaki del Medio Oriente, forse l'unico cineasta a cui può essere paragonato...
lunedì 4 luglio 2016
Saluto a Michael Cimino (3/2/1939 - 2/7/2016)
Se n'è andato Michael Cimino, regista poco prolifico (non certo per sua scelta), ma capace di realizzare tra i suoi pochi film una delle più belle pellicole del dopoguerra, Il cacciatore (1978) e una delle più discusse, I cancelli del cielo (1980), per le quali gli amanti del cinema gli saranno eternamente grati!
venerdì 1 luglio 2016
Julieta (Almodóvar 2016)
Basterebbero questi pochi secondi a giustificare il prezzo del biglietto, non c'è dubbio, ma Julieta non è solo tecnica, che pure c'è ed è un piacere ammirarla, ma molto di più!
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