domenica 17 maggio 2026

Il diavolo veste Prada 2 (Frankel 2026)

Vent'anni dopo, pochi sorrisi e noia assicurata per il ritorno sul grande schermo di Anne Hathaway e Meryl Streep nei panni di Andy Sachs e Miranda Priestly.
Quello che nel 2006, grazie all'omonimo romanzo di Lauren Weisberger (The Devil Wears Prada, 2003), era stato dirompente e dissacrante, facendo del primo capitolo un cult, si sgonfia con un sequel che non graffia, trasformando il rapporto tra Miranda e Andy, allora totalmente impari, in un'alleanza in cui le battute ciniche della prima sembrano carezze che la donna più giovane ormai incassa senza subire più di tanto. Non batte ciglio nemmeno quando Miranda non ricorda chi sia e la sua rivincita è vederla entrare in difficoltà da vera boomer con il cellulare (trailer).

Nella vita reale tutto questo andrebbe salutato con un successo e una raggiunta maturità di Andy, ma nella finzione filmica, moralismo a parte, tutto si appiattisce come nella fotografia di Florian Ballhaus, patinata e monocorde. La trama cerca di mettersi al passo coi tempo e la rivista diretta da Miranda, Runwayè vicina al fallimento per l'inesorabile declino della carta stampata in favore del web. Andy non lavora più lì da tanto tempo, ma torna al momento giusto per combattere al fianco della sua vecchia capa, grazie al sostegno dell'editore, Irv Ravitz (Tibor Feldman) e del fido collaboratore di Miranda, Nigel Kipling (Stanley Tucci).

Tutto è clamorosamente tradizionalista nella sceneggiatura di Aline Brosh McKenna, 
e così, se persino Miranda ha un compagno, Stuart (Kenneth Branagh), anche Andy non può non invaghirsi di Peter (Patrick Brammall), un ricco imprenditore immobiliare. Eppure, quando si parla di relazioni in passato sul posto di lavoro, la donna precisa di aver fatto sesso solo con colleghi sexy ma privi di potere... i gusti cambiano, e perché non inserire un principe azzurro anche molto ricco?
Oltre al rischio del fallimento, poi, stavolta c'è anche da fronteggiare chi invece ha scelto come compagno qualcuno che può davvero garantirle un futuro, poiché Emily (Emily Blunt), un tempo collega di Andy, oggi è la fidanzata del ricchissimo Benji Barnes (Justin Theroux) che, acquistando la rivista dal figlio di Irv, Jay (B.J. Novak)
, potrebbe fare di lei la nuova direttrice.
La strana coppia Andy-Miranda, però, preferisce continuare a lavorare per Runway ad alti livelli e a intervistare la sofisticata ex moglie di Benji, Sasha Barnes (Lucy Liu), nella sua splendida villa in Vermont.
Tanti zoom e carrelli danno dinamismo alla pellicola, su questo non c'è dubbio, ma il ritmo da solo non può granché.
Il cortile di Brera durante la sfilata del film
In una galleria d'arte vediamo la scritta tridimensionale, 
rossa e quadrata Love di Robert Indiana (1964), una delle icone pop del secolo scorso, ma sono soprattutto le location italiane a intrigare lo spettatore.
Nella seconda parte del film, infatti, i personaggi si trasferiscono in Lombardia per una sfilata a Milano, nel cortile dell'Accademia di Brera. Benji ed Emily affittano addirittura una villa sul lago di Como (la cinquecentesca Villa Balbiano), mentre un montaggio serrato, sulle note di Vogue di Madonna, ci mostra di sfuggita il Palazzo Reale, il Castello Sforzesco e, con un drone, anche il Duomo di Milano e la Galleria Vittorio Emanuele II, che al suo interno ospiterà Meryl Streep per una pensierosa passeggiata in solitaria.
Nel cortile di Brera, dove la pedana della sfilata è montata attorno alla statua di Antonio Canova raffigurante Napoleone in veste di Marte (1810), suona e canta Shape of a Woman, candidandosi già agli Oscar 2027.
A rubare l'occhio, però, è la cena all'interno del refettorio di Santa Maria delle Grazie, davanti all'Ultima cena di Leonardo. Si tratta di una ricostruzione, ma che certi sodalizi possano organizzare eventi in luoghi del genere non ci sorprende nemmeno più.
D'altronde Benji Barnes ricorda a Miranda che le cose finiscono e che un tempo Milano era una capitale imperiale, così come la lava ha sepolto Pompei... 
 


Leggi l'approfondimento sulle location scritto per Italy for Movies:
Il Diavolo veste Prada 2 tra il cortile di Brera e l’Ultima cena di Leonardo





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