Si è spenta a 91 anni una delle icone del Novecento, un personaggio tra luci e ombre: da una parte la sua indiscutibile bellezza, dall'altra molte delle sue idee...
Brigitte Anne Marie era nata a Parigi nel 1934, da Louis Bardot, ingegnere e imprenditore, e da Anne-Marie Mucel, rampolla di una famiglia altoborghese. Una sorella minore, Marie-Jeanne Bardot, detta Mijanou, anche lei attirata dal cinema in cui lavorò per una decina di anni, apparendo, tra gli altri, anche nel film di Eric Rohmer La collezionista (1967).
Con questo pedigree familiare il prevedibile inizio di Brigitte fu come ballerina, ma complice l'attività di modella, che le valse una copertina di Elle a soli quindici anni, il cinema arrivò molto presto e nel 1952 era già davanti alla mdp quando esordì con Le trou normand (Boyer) e, nel primo ruolo da protagonista, in Manina ragazza senza veli (Rozier 1952). Proprio negli anni a cavallo del 1950 conobbe Roger Vadim, e nonostante l'opposizione dei genitori, iniziò la relazione che la portò al matrimonio nel 1952, appena compiuti i diciotto anni.
Grazie all'unione col regista franco-russo, passò da pellicole in cui interpretava ruoli piuttosto esili - fu anche la schiava di Elena nel peplum hollywoodiano Elena di Troia (Wise 1955) - a qualcosa di artisticamente più valido e complesso, con Piace a troppi (E dio creò la donna) al fianco di Jean-Louis Trintignant (Vadim 1956), arrivando poi al successo internazionale, che per due decenni la consacrò come una delle donne più belle e affascinanti del secolo.
Nel frattempo Brigitte continuò una carriera folgorante che, oltre alle apparizioni in bikini e monokini, cioè in topless che divennero leggendari in quegli anni, le permise di interpretare la protagonista del dramma di Henri-Georges Clouzot La verità (1960) o Vita privata di Louis Malle (1962), regista con cui tornò a lavorare nel western Viva Maria! (1965), al fianco di Jeanne Moreau, e un altro western, Le pistolere (Christian-Jacque 1971), la accoppiò a un'altra icona femminile di quegli anni come Claudia Cardinale. Nel 1965 si ritrovò anche a interpretare se stessa in Erasmo il lentigginoso (Koster), che in originale si intitolava significativamente Dear Brigitte, poiché il figlio del professore protagonista (James Stewart) sogna di incontrarla.
Negli anni sessanta fu la protagonista anche nel bellissimo Il disprezzo di Jean-Luc Godard (1963), in cui recitò quella che ad avviso di chi scrive resta la più sensuale scena d'amore mai girata, al fianco di Michel Piccoli, purtroppo tagliata dalla censura nella pessima edizione italiana (vedi).
Continuarono anche i film con Roger Vadim, da cui aveva divorziato nel 1957, come Gli amanti del chiaro di luna (1958), A briglia sciolta (1961), Il riposo del guerriero (1962), fino a Una donna come me (1973). Nel 1974 si ritirò dalle scene.
Dopo il matrimonio con Vadim, durante il quale ebbe una relazione con Trintignant, Brigitte Bardot si legò al cantante Gilbert Bécaud, sposato, e poi all'attore Raf Vallone, mentre nell'anno seguente, il 1958, ebbe una relazione con Sacha Distel, prima di convolare a nozze nel 1959 con Jacques Charrier, con cui ebbe il suo unico figlio, Nicolas-Jacques, nato nel 1960. Nello stesso anno iniziò a frequentare l'attore Sami Frey, conosciuto sul set de La verità, storia che portò Charrier a chiedere il divorzio, concluso nel 1962. La burrascosa vita sentimentale di Brigitte proseguì con un terzo matrimonio, con il ricco playboy Günter Sachs, durato dal 1966 al 1969, anni in cui Bardot ebbe dei flirt anche con Serge Gainsbourg e l'attore italiano Gigi Rizzi; e poi un quarto matrimonio con Bernard d'Ormale, uomo politico appartenente al Fronte Nazionale.
I legami con i diversi cantanti la condussero anche a registrare dei dischi, come La Madrague (1963), e poi, soprattutto con Serge Gainsbourg, album famosi come Bonnie e Clyde, o singoli brani come Je t'aime... moi non plus, canzone indimenticabile di quegli anni, che fece scalpore per la simulazione di un atto sessuale. La pubblicazione del brano originale, registrato nel 1967, però, venne bloccata da Brigitte che, sposata ancora con Sachs, volle evitare lo scandalo, cosicché uscì solo nel 1986. Gainsbourg, così, la registrò di nuovo con Ellen Birkin nel 1969, e questa versione è quella passata alla storia.
Brigitte Bardot, anche se dal 1962 aveva iniziato il suo attivismo, dalla metà degli anni '70, terminata la sua attività di attrice, è diventata famosa anche come animalista, partecipando a campagne contro la caccia ai cuccioli di foca in Canada (1977) e fondando la Fondation Brigitte Bardot per il benessere e la protezione degli Animali (1986).
A questo impegno politico nei confronti degli animali, purtroppo, non è seguito un pari interesse per gli esseri umani più sfortunati: il suo dichiarato schieramento a destra, infatti, ha portato Brigitte Bardot non solo ad appoggiare Charles Le Gaulle negli anni sessanta, ma anche a sposare Bernard d'Ormale, esponente di quello che oggi è il Rassemblement National, da cui l'ex attrice ha preso distanza, pur se nel 2017 ha sostenuto Marine Le Pen. Oltre a questo, nel 2001, 2004 e 2008, è stata condannata per "istigazione all’odio e alla violenza razziale" per lettere pubblicate sugli organi di stampa contro l'immigrazione islamica e il numero di moschee in Francia.
Per cose scritte nel suo libro Un grido nel silenzio (2003) venne accusata di omofobia e nel 2021 ricevette multe per delle dichiarazioni offensive contro gli abitanti dell'Isola di Réunion e definì la pandemia del Covid 19 un fenomeno di "autoregolazione demografica".
Nel 1996 fu citata in tribunale anche dall’ex marito Jacques Charrier e dal figlio Nicolas-Jacques per alcuni contenuti del libro autobiografico Mi chiamano B.B. (in Italia uscito per Einaudi nel 1997).
In questa sede preferiamo ricordarla nei suoi film, ma anche come Marianne: nel 1970, infatti, Brigitte Bardot divenne uno dei busti che annualmente impersonano l'allegoria della Repubblica francese per la prima volta immortalata da Eugène Delacroix ne La Libertà guida il popolo del Louvre (1830).
Soprattutto continueremo a guardare quella sequenza de Il disprezzo in cui, con il sottofondo del tema di Camille di Georges Delerue, chiede ad un attonito Michel Piccoli se ama le diverse parti del suo corpo...







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