lunedì 19 ottobre 2020

Roubaix. Una luce nell'ombra (Desplechin 2019)

Tratto da un documentario incentrato su un caso di cronaca nera del 2002, Roubaix, commissariat central, affaires courantes di Mosco Bocault (2007), il film di Arnaud Desplechin, nato proprio nel piccolo centro a un passo dal confine nordorientale della Francia con il Belgio, riprende la storia di quell'omicidio e la mette in scena con uno stile piuttosto televisivo, ma usando la mdp a mano nelle concitate sequenze iniziali e con una sceneggiatura e degli interpreti che brillano davvero.
È Natale, Louis Cotterelle (Antoine Reinartz) è appena arrivato a Roubaix, nel commissariato guidato da Yacoub Daoud (Roschdy Zem, miglior attore ai Cèsar e ai Lumière 2020) e, come primo incarico, dovrà occuparsi di un'indagine su un incendio. Le due testimoni principali, Claude (Léa Seydoux) e Marie (Sara Forestier), però, da importanti collaboratrici della polizia passeranno presto ad essere le maggiori indiziate per l'omicidio di una donna novantenne uccisa nel proprio letto (trailer).

mercoledì 14 ottobre 2020

Miss Marx (Nicchiarelli 2020)

Eleanor Marx in versione punk!
Susanna Nicchiarelli, come Sofia Coppola nel 2006 aveva associato Marie Antoinette alla musica pop, racconta parte della vita della sesta figlia di Karl Marx e Jenny von Westphalen, accompagnandola con gli spiazzanti arrangiamenti punk dei Downtown Boys, che rivisitano persino un brano iconico come L'internationale. Ed è sul loro arrangiamento di Dancing in the dark di Bruce Springsteen che vediamo la protagonista ballare come una menade in un finale che da solo vale il prezzo del biglietto e la visione in sala di un film non perfetto, molto teatrale, ma sicuramente importante, per il suo lato didattico, dal punto di vista storico, filosofico e, soprattutto, politico (trailer).

sabato 10 ottobre 2020

Alps (Lanthimos 2011)

Un paramedico dall'aria seriosa (Aris Servetalis) fa parte di un piccolo gruppo di quattro persone, in cui, oltre a lui, ci sono un allenatore (Johnny Vekris), una ginnasta (Ariane Labed) e un'infermiera (Angeliki Papoulia).
È proprio lui a proporre il nome 'Alpi' per questa squadra, consigliando ai singoli componenti di scegliere i nomi dei principali picchi di quella catena montuosa, e prendendo per se stesso il Monte Bianco, perché "nessun altra montagna può sostituire una montagna delle Alpi, ma possono sostituire tutte le altre" (trailer). 

domenica 4 ottobre 2020

Undine - Un amore per sempre (Petzold 2020)

Due anni dopo La donna dello scrittore, Christian Petzold ripropone la coppia protagonista di quella pellicola, costituita da Paula Beer e Franz Rogowski, attorno ai quali costruisce una storia d'amore che passa con disinvoltura dal sogno al dramma, trasformandosi in una fiaba nera di indiscutibile presa sullo spettatore, che tanto deve al mito (trailer). 

mercoledì 23 settembre 2020

The Book of Vision (Hintermann 2020)

Dopo The Dark side of the sun (2011), che ci aveva strabiliato e commosso, Carlo Hintermann torna a incantarci con un racconto che fonde storia, scienza, medicina, metempsicosi, spiritualità e fantasia, ancora una volta con il prezioso contributo di Lorenzo Ceccotti, che cura gli effetti speciali, e alle spalle, come produttore esecutivo, Terrence Malick (trailer).
Difficile analizzare la pellicola senza considerare la forte influenza del regista di Badlands (La rabbia giovane, 1973) - di cui vediamo il poster appeso in casa di uno dei personaggi - sul regista romano, che su di lui ha girato, insieme a Luciano Barcaroli, Gerardo Panichi e Daniele Villa, il bellissimo documentario Rosy-Fingered Dawn (2002), oltre a dirigere l'unità italiana per le riprese di The Tree of Life (2011), a Bomarzo e a Villa Lante. 

lunedì 21 settembre 2020

Sto pensando di finirla qui (Kaufman 2020)

Un bell'inizio con i titoli di testa che scorrono su una carta da parati a motivi floreali sembrerebbe dare allo spettatore un tocco di serenità... ma è praticamente l'ultimo che regala Sto pensando di finirla qui, ultima fatica di Charlie Kaufman, indimenticato sceneggiatore di Essere John Malkovich (Jonze 1999), che sconvolse il cinema alla fine degli anni novanta.
Da allora il regista newyorchese ha girato due pellicole, entrambe perturbanti: Synecdoche - New York (2008) e il film d'animazione Anomalisa (2015).
Molte le caratteristiche comuni a quella che possiamo definire una poetica kaufmaniana: realtà confusa, depressione di fondo dei personaggi, grandissimo ruolo della sceneggiatura, in questo caso acuito dal fatto che il film è un adattamento dell'omonimo romanzo dello scrittore canadese Iain Reid.

martedì 15 settembre 2020

Ema (Larraín 2019)

Dopo la sortita hollywoodiana con Jackie (2016), Pablo Larraín torna al suo Cile e alle tematiche sociali, ma nonostante gli indubbi pregi, Ema non risulta all'altezza dei suoi film migliori.
L'idea del fuoco che, fuor di metafora, è un dolore che brucia dentro, però, è una splendida allegoria che ci accompagna per tutta la pellicola, comunque ben girata da Larraín e ben scritta da Guillermo Calderón e Alejandro Moreno (trailer)Il regista de Il club, ancora una volta senza il suo attore feticcio, Alfredo Castro, recupera Gael García Bernal, che aveva già lavorato con lui in No - I giorni dell'arcobaleno (2012) e Neruda (2016), e gli affianca l'attrice televisiva Mariana Di Girolamo, qui all'esordio sul grande schermo, che non sfigura affatto al fianco del collega ben più esperto, in un ruolo difficile, intimista, riflessivo, ma anche fatto di esplosioni corporee in scene di sesso e, soprattutto, di danza.

venerdì 11 settembre 2020

Dogtooth (Lanthimos 2009)

"Il 'mare' è una poltrona di pelle.
Esempio: - Siediti sul mare e chiacchiera un po' con me.
'Autostrada' è un vento molto forte.
'Carabina': una carabina è un bellissimo uccello bianco."

Inizia così il secondo lungometraggio del talentuoso regista greco Yorgos Lanthimos che, prima del grande successo arrivato con The Lobster (2015), Il sacrificio del cervo sacro (2017) e, quindi, La favorita (2018), aveva realizzato altri tre film, Kinetta (2005), mai distribuito in Italia, Dogtooth appunto, e Alps (2011).

sabato 5 settembre 2020

La vita nascosta - Hidden Life (Malick 2019)

Terrence Malick torna, dopo anni, a mettere in scena una storia propriamente detta, per quanto, il suo stile rarefatto e riflessivo caratterizzi anche questa pellicola tratta da una vicenda vera, quella del contadino austriaco, obiettore di coscienza durante la Seconda guerra mondiale, Franz Jägerstätter (trailer).
Il titolo, invece, allude ad una frase inserita alla fine del film, tratta dal romanzo Middlemarch di George Eliot (1871): «Il bene crescente del mondo è parzialmente dipendente da atti ignorati dalla storia; e se le cose non vanno così male per te e per me come avrebbe potuto essere, si deve in parte al numero di persone che vissero fedelmente una vita nascosta, e riposano in tombe dimenticate».

martedì 1 settembre 2020

Tenet (Nolan 2020)

Christopher Nolan è ormai vittima del suo personaggio.
Il suo cinema spettacolare e algidamente lambiccato ha forse raggiunto il culmine (o almeno lo speriamo). 
Tenet è un improbabile spymovie tra 007 e Ritorno al futuro, un lunghissimo ginepraio (2h30') fondato su una sola e ossessiva idea di salti temporali, giustificati da una rapida spiegazione iniziale di una scienziata (Clémence Poésy), che racconta allo spaesato protagonista (John David Washington) la scoperta dell'inversione dell'entropia degli oggetti (sic). Tale trovata permette al regista, sceneggiatore e produttore della pellicola di inserire nel soggetto intrighi internazionali, con rischi di III guerra mondiale e fine del mondo, tematiche che coinvolgono la CIA e nostalgie da Guerra Fredda, ma soprattutto di montare sequenze "al contrario", che sono la vera e unica cifra stilistica del film.