lunedì 14 settembre 2026

Maison du vent (Kouemo Yanghu 2026)

ANTEPRIMA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2026


Il film di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, miglior opera prima alla 83° edizione della mostra del cinema di Venezia, è una storia che fonde poesia e realismo, ambientata in Camerun, in cui la mdp sin dall'inizio indugia sui volti di persone anziane che fanno piccoli lavori, riflettono, mentre la televisione ricorda che i giovani in quel paese vivono senza speranze. Il tutto condito da una musica malinconica, parte della bella colonna sonora firmata da Michel Duprez e Blick Bassy, che fa da sottofondo (clip 1, 2).

venerdì 11 settembre 2026

Mr. Nelson, did you kill people (Tsukamoto 2026)

ANTEPRIMA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2026

C'era bisogno dell'ennesimo film sul Vietnam? Assolutamente sì!
Tsukamoto dimostra, infatti, che non esistono temi esauriti, e che l'importante è l'approccio e cosa si vuole comunicare.
E la sua pellicola è travolgente e chiarissima sin dalla prima inquadratura, in cui vediamo il protagonista, Allen Nelson (Mark Merphy, che da più grande è interpretato da Rodney Hicks) riverso al buio, su un vecchio materasso lacero, tra avanzi di cibo, immondizia, e un gatto che si nutre di ciò che resta di una scatoletta di tonno. La mdp indugia su dettagli di quella natura morta postmoderna, fino a inquadrare anche una candela, in buona parte consumata, e con la cera sciolta, vero e proprio trait d'union con la pittura realistica del '600 (trailer).

martedì 8 settembre 2026

Succederà questa notte (Moretti 2026)

ANTEPRIMA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2026

Nanni Moretti è tornato e lo ha fatto con la grande capacità di farci emozionare, piangere, ridere e riflettere come nei momenti migliori della sua carriera.
A 73 anni appena compiuti, il regista romano trova “uno splendido quarantenne” che gli fa da alter ego, Louis Garrel, e, magia del cinema, torna ad esserlo anche lui in una bella storia romantica, intricata e complessa (come potrebbe essere altrimenti?). Succederà questa notte è un melodramma con tanta commedia, nella quale l'inimitabile tocco del suo autore si mescola ad alcuni racconti di Legami (2023, ed. it. 2024), la raccolta dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, dal quale era tratto anche Tre piani (Moretti 2021).

venerdì 4 settembre 2026

The basics of Philosophy (Schrader 2026)

ANTEPRIMA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2026

Un film senza risposte... una storia priva di giudizio fatta di riflessioni continue, come preannuncia il titolo, che allude al corso tenuto dal protagonista, uno strepitoso Jack Huston - quando il DNA non è un'opinione -, nei panni di John Jorrisen, professore di filosofia nel Midwest, al Ridgemont College di Kansas City, Missouri.
Lo splendido ottantenne Paul Schrader gira una pellicola che fa ripensare ai suoi grandi capolavori, soprattutto da sceneggiatore, con protagonisti in costante overthinking, come Taxi Driver (1978), Toro Scatenato (1980) e L'ultima tentazione di Cristo (1988) per Martin Scorsese, che qui gli fa da produttore, ma anche di Obsession (1976) di De Palma, che in Italia fu distribuito col sottotitolo di Complesso di colpa... (trailer)

lunedì 31 agosto 2026

Sheep in the box (Kore-eda 2026)

Su Kore-eda è ormai quasi impossibile dire qualcosa di positivo che non sia stato già detto, e in questo blog soprattutto, dove l'ho celebrato a partire dal 2013, con Father and son, fino a L'innocenza (2023), e poi con i vecchi film dal 1995 al 2008, mai distribuiti in Italia, una falla che è stata colmata proprio nel 2026 grazie alla BIM. Sta di fatto che al momento questo, presentato a Cannes e definito nel trailer "un'emozionante riflessione sull'amore e sulla memoria", è l'undicesimo film del regista giapponese analizzato da Il cinema secondo Begood, e ancora una volta il livello è altissimo (trailer).

mercoledì 26 agosto 2026

Viaggio in Italia (Rossellini 1954)

Una crisi matrimoniale che deflagra e si risolve durante un viaggio a Napoli. Questa la particolare versione di Grand Tour che Roberto Rossellini mette in scena in un film, che doveva inzialmente essere l'adattamento del romanzo di Colette, Duo (1934). Non avendone ottenuto i diritti, però, il regista optò per una nuova storia che mantenesse qualcosa dello spirito del libro. Quella storia assume, così, valori assoluti sulla vita e, perché no, raccontare l'effetto che può fare l'Italia a chi la vede per la prima volta, tra preconcetti e sorprese, ma anche rispecchiare valori personali e autobiografici per il regista (trailer e film).

venerdì 21 agosto 2026

Delitti e segreti (Soderbergh 1991)

Un giovanissimo Steven Soderbergh, appena ventottenne, ma già famoso per il suo clamoroso esordio con Sesso, bugie e videotape (1989), vincitore a Cannes, alle prese con la vita e le opere di Franz Kafka, mescolate insieme in una pellicola che pesca dalla realtà e dall'immaginario dello scrittore boemo, ma anche da tanta storia del cinema passato e presente, con un risultato allucinatorio e angoscioso, che restituisce le atmosfere inquiete e assurde dei suoi libri.
Il tutto amplificato dalla presenza, nei panni di Kafka, di uno straordinario Jeremy Irons, che in quegli anni incastona Delitti e segreti tra capolavori come Inseparabili (Cronenberg 1988) e Il danno (1992) (trailer).

martedì 11 agosto 2026

C'eravamo tanto amati (Scola 1974)

Tre amici, tre partigiani della Seconda guerra mondiale, una donna bellissima ed evanescente, amori, tradimenti, compromessi, falsità, fallimenti, le vite che cambiano e li allontanano, ma anche che ricambiano e li riavvicinano, ma mai come prima...
Si potrebbe riassumere così uno dei grandi capolavori del cinema italiano degli anni '70, che Ettore Scola scrisse con Age & Scarpelli raccontando trent'anni di storia d'Italia attraverso gli occhi di tre protagonisti in stato di grazia, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores. Al loro fianco non solo Stefania Sandrelli, ma anche uno strepitoso Aldo Fabrizi e una divertentissima Giovanna Ralli (trailer e film).

mercoledì 5 agosto 2026

Frankenstein Junior (Brooks 1974)

Una parodia di un classico dell'horror che diventa uno dei film più comici di sempre.
In origine non era nemmeno ipotizzabile un risultato del genere, ma da decenni sappiamo che questo è riuscito a 
Mel Brooks (al secolo Melvin Kaminsky), genio indiscusso della comicità irriverente ebraico-statunitense. 
Young Frankenstein, uscito subito dopo, ma nello stesso anno della parodia western Mezzogiorno e mezzo di fuoco (Blazing Saddles, 1974), a cinquant'anni da allora, non solo regge al tempo, ma fa ridere anche i più giovani.
Il regista, allora al suo quarto lungometraggio, scrive la sceneggiatura con l'amico Gene Wilder che ha la brillante idea iniziale. L'attore, già interpete di altri due film di Brooks, veniva dal grande successo con Woody Allen in Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere (1972). I due riprendono i classici del genere horror, letterari e soprattutto quelli cinematografici prodotti dalla Universal, con un occhio speciale ovviamente al primo grande Frankenstein (Whale 1931), creando un unicum sensazionale e senza tempo (trailer).

venerdì 31 luglio 2026

Le mani sulla città (F. Rosi 1963)

“Lei parla come se il potere fosse tutto”…
Sorpreso dal cinismo del suo interlocutore, risponde così uno dei personaggi in lotta con la propria coscienza e con la propria etica in un film in cui potere, denaro, politica e speculazione edilizia raccontano un groviglio perverso in cui l’arrivismo è la via più certa verso l’infelicità assoluta.
Le mani sulla città di Francesco Rosi, capolavoro di impegno civile del cinema italiano, vinse il Leone d’Oro a Venezia nel 1963, eppure è ancora straordinariamente attuale, poiché nonostante i passi fatti alcune dinamiche restano le stesse. Non a caso nel 2005 è valso al suo regista la laurea honoris causa in pianificazione territoriale, urbanistica ed ambientale al'Università di Reggio Calabria.
Riguardarlo oggi permette allo spettatore di andare all’origine di tanti fenomeni mai interrotti e che, anzi, hanno avuto delle forti riprese tra anni ’80 e ’90, con il connubio Berlusconi-Craxi per Milano 2 e non solo, e con le altre speculazioni edilizie successive (guarda il film e il trailer).

mercoledì 22 luglio 2026

Cos'è l'amore (Gorgeart 2025)

Amore e società ai giorni nostri, con uno sguardo aperto verso forme alternative di famiglia.
Fabien Gorgeart racconta questa storia con la leggerezza tipica della commedia francese, sempre in grado di andare in profondità e di far riflettere lo spettatore.
Una coppia, Marguerite e Sofiane (Laure Calamy e Lyes Salem), e loro figlia, Raphaelle (Saul Benchetrit), adolescente nel turbinio da primo innamoramento, sempre con il fidanzato Tom, con cui vorrebbe passare 24 ore al giorno, scatenando il disappunto della madre.
A sconvolgere questo già precario equilibrio, Fred (Vincent Macaigne), l'ex marito di Marguerite - dai quali è nata Léa (Céleste Brunnquell), che studia all'estero -, il quale chiede alla donna un secondo divorzio per agevolare il nuovo matrimonio con Chloé (Mélanie Thierry, che qualcuno ricorderà in The Zero Theorem di Terry Gilliam, 2013)... (trailer)

venerdì 17 luglio 2026

Odissea (Nolan 2026)

Christopher Nolan ha riportato al cinema un peplum gigantesco, al passo coi tempi, grazie a tanta tecnica, un overcasting di grande livello e un budget di oltre 250 milioni di dollari. 
Il risultato è strabiliante: la sua Odissea avvince, coinvolge, tiene incollati alla poltrona per quasi tre ore, che volano e durante le quali, quando ci si stacca dallo schienale è per provare ad avvicinarsi allo schermo ed entrare in scena con i personaggi.
Sulla storia stavolta per ovvi motivi c'era poco da aggiungere e questo, ad avviso di chi scrive, ha aiutato il regista londinese, da sempre attratto da lambiccamenti e spiegazioni parascientifiche, a lasciare maggior spazio alla narrazione per immagini, che attraverso un sonoro magnifico (forse l'aspetto più travolgente della pellicola), si fonde con il tono epico, un ricco simbolismo e una spiccata componente filosofica, dando un risultato eccezionale (trailer).

lunedì 13 luglio 2026

After life - Qual è il tuo ricordo più bello? (Kore-eda 1998)

E se la vita dopo la morte fosse un eterno film?
Sembra questo l'ideale aldilà immaginato da Hirokazu Kore-eda in questa pellicola dal titolo maltrattato in occidente. Wandafuru raifu, infatti, che in giapponese traslittera "wonderful life", a parte il rischio di sovrapporsi al capolavoro di Frank Capra (La vita è una cosa meravigliosa, 1946), poteva essere agilmente riportato in inglese mantenendo così il senso dato dall'autore. E, invece, l'edizione internazionale lo ha trasformato in After life, puntando l'accento sul tema più specifico del film, mentre quella italiana ha scelto addirittura la domanda che viene posta alle persone che dopo la loro vita, appunto, si presentano davanti a una sorta di commissione esaminatrice, dei Minosse che sembrano piuttosto dei monsieur Travet di turno (trailer).

lunedì 6 luglio 2026

Gangs of New York (Scorsese 2002)

Martin Scorsese e le origini della sua città, di cui si è sempre dichiarato innamorato e nella quale, cresciuto a Little Italy, ha sempre detto che avrebbe potuto facilmente essere un sacerdote o un gangster.
E, in effetti, Gangs of New York ha entrambe queste anime, a partire dal titolo, che contiene l'etimologia del termine gangster, con quelle "bande" che nel XIX secolo si affrontarono per la supremazia territoriale in città, di cui il film racconta la storia, e la componente religiosa che, per stessa affermazione di uno dei protagonisti, è ciò che divide le due gang principali.
È William Cutting, per tutti "Bill il Macellaio", interpretato da un sontuoso Daniel Day-Lewis, a dire al giovane Amsterdam Vallon (Leonardo DiCaprio) che lui e suo padre, il "Prete" Vallon (Liam Neeson), avevano gli stessi principi e li divideva solo la fede religiosa: nativo e protestante Bill, irlandese e cattolico Vallon (trailer).

martedì 30 giugno 2026

Allora balliamo (Bonnin 2025)

Cucina, modelli relazionali, storie d'amore e rapporti familiari complessi, canzoni che stemperano tutto in un musical riuscito e sorprendente, all'interno di una storia semplice, in cui è facile identificarsi.
Cécile (Juliette Armanet) vive a Parigi, ha da poco vinto l'edizione di Top Chef, una famosa trasmissione televisiva a tema gastronomico, e sta per aprire un ristorante con il suo compagno, Sofiane (Tewfik Jallab). In quei giorni in cui tutto si mescola, vita pubblica, privata, ansie e aspirazioni, le arriva una telefonata dalla madre che le comunica l'infarto del padre... Cécile è figlia unica e, anche se non vorrebbe, parte per il paese d'origine, quello da cui si è allontanata anni prima per cercare la propria strada e in cui naturalmente c'è gran parte della sua vita.
Il titolo italiano, come di consueto, cancella proprio questo, il Partir un jour del titolo originale che rimonta a un passato da cui tutto è originato e con cui Cécile, volente o nolente, deve fare i conti (trailer).

giovedì 25 giugno 2026

Rebuilding (Walker-Silverman 2025)

Bel western di nuova generazione quello del trentatreenne Max Walker-Silverman, al suo secondo film dietro la mdp, dopo A love song (2022). Presentata al Sundance Film Festival, il più importante tra i festival di cinema indipendente negli Stati Uniti, la pellicola ha avuto ottime recensioni ed è stata velocemente distribuita negli Stati Uniti e in Europa.
In una linea immaginaria che può andare da Gli spostati (Huston 1961) a Piccolo grande uomo (Penn 1970), da Balla coi lupi (Costner 1990) a Gli spietati (Eastwood 1992), per poi arrivare a pellicole come Una storia vera (Lynch), I segreti di Brokeback Mountain (Lee 2005) e, più recentemente, come The dead don't hurt (Mortensen 2023), il western, genere tradizionalista per antonomasia, è sempre più spesso terreno di sperimentalismo e luogo di narrazione altra rispetto al passato (trailer).

domenica 21 giugno 2026

Still Walking - Camminando in un giorno d'estate (Kore-eda 2008)

Distribuito con il titolo di Still Walking, a cui in Italia è stato aggiunto l'elemento stagionale, Aruitemo Aruitemo, letteralmente Camminando camminando, è il sesto lungometraggio di Hirokazu Kore-eda.
Il regista giapponese, come sua consuetudine, ci offre uno spaccato di vita familiare, laddove però la famiglia tradizionale mostra segni di crisi, in una sorta di versione aggiornata di quanto accadeva nei capolavori di Yasuhiro Ozu.
E, in effetti, Kore-eda contrappone generazioni e mentalità, incertezze e bisogno di approvazione dei più giovani alle rigidità dei più anziani, drammi familiari e sorrisi, con la stessa leggiadria e la stessa tenerezza di uno dei più grandi maestri del cinema nipponico (trailer). 

martedì 16 giugno 2026

Disclosure Day (Spielberg 2026)

Steven Spielberg allo stato puro, un po' Incontri ravvicinati del terzo tipo, un po' E.T. - nelle sue parti migliori - con l'aggiunta di una cavalcata sugli stereotipi del complottismo USA (e non solo). E poi, tanta azione, mdp sempre in movimento e un congegno ingegneristicamente perfetto, eppure, ancora una volta, come gli capita sempre più spesso, freddo, inerte.
Disclosure day, per chi scrive, passa un'intera prima parte a intrattenere labilmente lo spettatore, aggrovigliandosi nelle sue stesse spire, per poi fluire più liberamente nella seconda sezione, quando tutto accade davvero, e si intravedono lampi dello Spielberg migliore, quello sentimentale e fanciullesco  (trailer).

domenica 7 giugno 2026

Gli spostati (Huston 1961)

Se esiste il regalo più bello per San Valentino è sicuramente questo, Gli spostati, che Arthur Miller scrisse nel 1958 per Marylin Monroe, allora sua moglie. E il film di John Huston che tre anni dopo da esso discese è un caposaldo della storia del western statunitense, forse il primo a segnare una via diversa, in cui molti anni dopo si inseriranno prima Gli spietati (Eastwood 1992) e poi tutti gli altri.
Un western ecologico, secondo una vecchia definizione, ma oggi abbiamo gli strumenti per definirlo in maniera più puntuale: sensibile, antimachista se non femminista, animalista e, soprattutto, antitradizionalista (trailer).

sabato 6 giugno 2026

Backrooms (Parsons 2026)

Kane Parsons passa da essere un famoso youtuber all'esordio come regista cinematografico: il salto è ampio, forse troppo, ma l'opera prima, tra alti e bassi a tratti funziona. Non resta che sperare per il futuro di questo ventunenne statunitense, per ora stritolato tra la A24 e un malcelato tentativo di coinvolgere anche la Generazione Z e i Millennials nel suo immaginario, oltre che i più giovani.
Nel 2022, ancora diciassettenne, si è inserito nel fenomeno delle Backrooms, leggenda metropolitana iniziata con un anonimo utente che aveva pubblicato una foto su Reddit che mostrava una stanza apparentemente infinita, poi sviluppatasi in un fenomeno che ha portato a teorizzare una sorta di mitologia di dimensioni parallele, piene di minacce. Parson ha così pubblicato un video su youtube, che poi ha dato vita a una fortunata web serie e da lì l'adattamento per il film. Tutto in pochissimo tempo, bruciando le tappe e la formazione (trailer).