mercoledì 31 dicembre 2025

Saluto a Brigitte Bardot (28/9/1934 - 28/12/2025)

Si è spenta a 91 anni una delle icone del Novecento, un personaggio tra luci e ombre: da una parte la sua indiscutibile bellezza, dall'altra molte delle sue idee...
Brigitte Anne Marie era nata a Parigi nel 1934, da Louis Bardot, ingegnere e imprenditore, e da Anne-Marie Mucel, rampolla di una famiglia altoborghese. Una sorella minore, Marie-Jeanne Bardot, detta Mijanou, anche lei attirata dal cinema in cui lavorò per una decina di anni, apparendo, tra gli altri, anche nel film di Eric Rohmer La collezionista (1967).
Con questo pedigree familiare il prevedibile inizio di Brigitte fu come ballerina, ma complice l'attività di modella, che le valse una copertina di Elle a soli quindici anni, il cinema arrivò molto presto e nel 1952 era già davanti alla mdp quando esordì con Le trou normand (Boyer) e, nel primo ruolo da protagonista, in Manina ragazza senza veli (Rozier 1952). Proprio negli anni a cavallo del 1950 conobbe Roger Vadim, e nonostante l'opposizione dei genitori, iniziò la relazione che la portò al matrimonio nel 1952, appena compiuti i diciotto anni.

domenica 28 dicembre 2025

Father Mother Sister Brother (Jarmusch 2025)

La poesia parlata e filmata di Jim Jarmusch affronta in tre episodi il tema del ritorno in famiglia, laddove il nucleo familiare in cui si è cresciuti non c'è più, con la conseguente capacità o meno di lasciare andare, poiché la famiglia è legame e il legame per quanto bello non lascia mai liberi. Due figli e un padre, due figlie e una madre, due fratelli che hanno perso i genitori: i rapporti familiari più stretti, tra ricordi, segreti e vite che hanno preso strade totalmente diverse.
Il regista dell'Ohio unisce storie geograficamente lontane attraverso dei sottili fil rouge che si ripetono in episodi divisi da sipari sfumati, incerti, con gocce di pioggia sul vetro, e interpretati da un cast eccezionale, in cui genitori, figli e fratelli si confrontano, si sostengono, si ingannano o si ignorano con affetto. Il Leone d'oro a Venezia è decisamente meritato (trailer).

lunedì 22 dicembre 2025

Un semplice incidente (Panahi 2025)

La pellicola di Jafar Panahi, che ha iniziato a fare cinema come assistente alla regia del grande Abbas Kiarostami, e che con i suoi film ha già vinto a Venezia (Il cerchio, 2000) e a Berlino (Taxi Teheran, 2015), stavolta si è aggiudicato la Palma d'oro a Cannes con un j'accuse in forma di commedia tragica, nera e tagliente sul senso della giustizia, sulla corruzione e sull'ipocrisia del governo iraniano, lo stesso che lo ha condannato per ben tre volte per propaganda anti-Stato (2010, 2022, 2025).
La penultima volta lo aveva portato al bellissimo Gli orsi non esistono (2022), l'ultima lo ha costretto a girare in maniera clandestina anche questo Un semplice incidente, una storia in cui l'incertezza sul colpevole scatena reazioni, stimola confronti tra le vittime, che a seconda dei casi cercano di capire, vogliono vendetta, provano compassione, trasformando il film in una riflessione filosofica e psicologica dal finale aperto e lasciato a noi spettatori (trailer).

sabato 6 dicembre 2025

Le città di pianura (Sossai 2025)

Francesco Sossai, classe 1989, nato a Feltre, racconta il suo Veneto di provincia, fatto di campagna e di luoghi nel nulla della pianura padana, attraverso una coppia di personaggi che vive alla giornata tra locali, scherzi e bicchieri della staffa, che alla domanda "quando crescerete?" rispondono "siamo troppo vecchi per crescere". Due uomini che, seppur in salsa veneta, starebbero benissimo nel gruppo di Amici miei, proprio nell'anno del cinquantenario del capolavoro di Mario Monicelli (e di Pietro Germi).
Vediamo Venezia ma, senza nemmeno un dettaglio dei suoi monumenti, potrebbe essere qualunque altro luogo se non fosse per qualche canale, e non vediamo nulla delle altre splendide città venete, nemmeno Treviso, che è sempre lì a un passo (trailer).

domenica 30 novembre 2025

La terra promessa (Arcel 2023)

Con questo titolo biblico l'edizione italiana ha stravolto quello originale, Bastarden, che a sua volta si è allontanato dal titolo del romanzo di Ida Jessen di cui costituisce l'adattamento, Kaptajnen og Ann Barbara (2020), che invece lasciava anonimo il capitano protagonista e citava il nome del personaggio di Ann Barbara.
I vari passaggi di titolo, però, non snaturano l'essenza di una pellicola dal sapore retro che ha i toni epici di alcuni grandi film degli anni '70, penso soprattutto a I giorni del cielo (Malick 1978), con tocchi di eroismo western che fanno pensare a Per un pugno di dollari (Leone 1964) e quindi, inevitabilmente, al suo precedente di cui di fatto è il remake, La sfida del samurai (Kurosawa 1961). Che il film rappresenti una storia scritta e sceneggiata nei nostri tempi, lo dimostrano principalmente i personaggi femminili, che hanno un ruolo determinante nella dinamica degli eventi narrati (trailer).

mercoledì 26 novembre 2025

After the hunt (Guadagnino 2025)

"Sono vasto, contengo moltitudini".
La famosa frase di Walt Whitman potrebbe fare da esergo al ginepraio psicologico che Luca Guadagnino orchestra nel suo ultimo film, che pone tante domande ma sceglie scientemente di non dare soluzioni. In After the hunt ci si inabissa così in un complesso groviglio tra quattro personaggi, governati e legati vicendevolmente da ambizione, stima, amore, prepotenza, vittimismo, paternalismo, egocentrismo, potere, attrazione e tanto altro.
Siamo nel campus di Yale, in Connecticut, una delle eccellenze accademiche statunitensi, dove vivono Alma (Julia Roberts), che insegna filosofia, e suo marito, Frederik (Michael Stuhlbarg), psicoterapeuta (trailer).

venerdì 14 novembre 2025

Bugonia (Lanthimos 2025)

Yorgos Lanthimos, con questo remake del sud-coreano Save the Green Planet! (Jang Joon-hwan 2003), si conferma il regista più splendidamente "malato" degli ultimi anni regalandoci ancora una volta una distopia verosimile e calata nel presente in una società in cui la follia di alcuni può determinare l'incubo di molti.
Bastano pochi fotogrammi, come per i grandi autori, per capire che siamo di fronte a un'opera del regista greco, che racconta l'ennesima storia claustrofobica in grado di attanagliare lo spettatore, che però stavolta alla fine viene premiato con un twist che lo fa ridere tanto, trasformando un thriller/horror violento e oppressivo in un film comico e surreale (trailer).

lunedì 10 novembre 2025

Libera (Corsicato 1993)

Il ritorno in sala di Libera, dopo il suo restauro in 4k effettuato a Cinecittà, riporta sul grande schermo l'opera con cui Pappi Corsicato debuttò nel 1993 e che fu uno squarcio nel panorama cinematografico italiano del tempo.
Un film a episodi che ruppe con la tradizione; con una Iaia Forte straordinaria; con visività e cromatismo almodovariani trasposti nella realtà partenopea; con toni da telenovela del tempo conditi da frasi tormentone come "io sono tuo padre!"; con le immagini che narrano più delle parole, per stessa volontà del suo regista, poco sceneggiatore e molto influenzato anche da Jacques Tati, oltre che da Almodovar e dai melodrammi statunitensi degli anni '50, come quelli di Douglas Sirk.

giovedì 6 novembre 2025

Left handed girl - La mia famiglia a Taipei (Tsou 2025)

ANTEPRIMA FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2025

Il film d'esordio di Shih-Ching Tsou, presentato nella settimana della critica a Cannes e vincitore della 20° edizione della Festa del cinema di Roma, è leggero, divertente e perfettamente orchestrato nella forma di una commedia capace di far riflettere, girata con classe, attraverso frequenti split screen naturali, ricavati all'interno della scena, e diversi surcadrage.
La regista taiwanese, finora affermata produttrice, soprattutto di Sean Baker, realizza così una pellicola che ha molto di autobiografico e che per sua stessa ammissione è stata "un atto di memoria e di guarigione" (trailer).

venerdì 31 ottobre 2025

Una battaglia dopo l'altra (Anderson 2025)

Paul Thomas Anderson gioca a fare Quentin Tarantino e i fratelli Coen insieme, dimostrando per l'ennesima volta la capacità di cambiare genere con ottimi risultati, e, pur se Una battaglia dopo l'altra forse non è al livello dei suoi pellicole più riuscite, è un gran bel film.
Il regista californiano in questi anni è stato in grado di passare con disinvoltura dal biopic anni '70 Boogie Nights (1997) all'altmaniano Magnolia (1999), dal dramma storico de Il petroliere (2007) per poi tornare agli anni '70 con Vizio di forma (2014), dal reducismo di The Master (2012) all'alta società de Il filo nascosto (2017), fino a Licorice Pizza (2021), in cui tornavano ancora gli anni '70 e che già aveva in nuce qualcosa dell'epica tarantiniana e dell'ironia dei Coen (trailer).