Tra colori pastello e luoghi in cui sembrerebbe possibile solo l'angoscia esistenzialista di Munch o Kirchner, Aki Kaurismäki inscena una delle più sgangherate storie d'amore degli ultimi anni, in una Helsinki cronologicamente incollocabile, nella quale ci sono i juke box e le copertine dei vinili nei locali; le radio sono il mezzo più utilizzato per informarsi su ciò che succede nel mondo, ma allo stesso tempo ci sono i cellulari e internet, mentre un calendario segna l'anno 2024 (trailer).
Dopo un po' lo spettatore capisce di essere vittima dell'estro del regista finlandese e abbandonarsi affondando nella poltrona è la cosa migliore da fare, poiché di certo, nonostante la cupezza dell'atmosfera e la depressione dei personaggi, si riderà di gusto molte volte nel corso della pellicola.
lunedì 31 luglio 2023
venerdì 14 luglio 2023
Rapito (Bellocchio 2023)
Marco Bellocchio racconta un episodio di cronaca che infiammò l'Italia e l'intera Europa, in un film bellissimo, di grande intensità emotiva, girato con la solita maestria e che permette di affrontare temi delicati sul piano storico, religioso, politico e ideologico. Il tutto confezionato dalla notevole scenografia di Andrea Castorina, coadiuvata dagli effetti speciali di Rodolfo Migliari; dalla musica - a tratti dai toni herrmanniani - di Fabio Massimo Capogrosso; e dalla coinvolgente fotografia di Francesco Di Giacomo.
Lo spunto, per Bellocchio, è stato il libro di Vittorio Messori, Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX. Il memoriale inedito del protagonista del «caso Mortara» (Mondadori, 2005), che pubblica il testo scritto dallo stesso Edgardo Mortara, in piena difesa della posizione pontificia; e poi quello di Daniele Scalise, Il caso Mortara. La vera storia del bambino ebreo rapito dal papa (Mondadori, 1997), a cui si è liberamente ispirato. Va ricordato, inoltre, che sulla storia era già Spielberg (leggi) e che il regista piacentino ha iniziato il suo progetto quando ha saputo, durante le riprese de Il traditore, che il cineasta americano lo aveva abbandonato (trailer).
Lo spunto, per Bellocchio, è stato il libro di Vittorio Messori, Io, il bambino ebreo rapito da Pio IX. Il memoriale inedito del protagonista del «caso Mortara» (Mondadori, 2005), che pubblica il testo scritto dallo stesso Edgardo Mortara, in piena difesa della posizione pontificia; e poi quello di Daniele Scalise, Il caso Mortara. La vera storia del bambino ebreo rapito dal papa (Mondadori, 1997), a cui si è liberamente ispirato. Va ricordato, inoltre, che sulla storia era già Spielberg (leggi) e che il regista piacentino ha iniziato il suo progetto quando ha saputo, durante le riprese de Il traditore, che il cineasta americano lo aveva abbandonato (trailer).
giovedì 29 giugno 2023
In viaggio con Jacqueline (Hamidi 2016)
Mohamed Hamidi e la leggerezza. Il regista algerino racconta una fiaba bucolica con i toni della commedia, sottolineando il valore delle differenze e l'arricchimento che queste possono rappresentare per ciascuno di noi.
Fatah (Fatsah Bouyahmed) è un contadino di un piccolo villaggio algerino che parte per la Francia con la sua mucca di razza tarina Jacqueline, per portarla al salone dell'agricoltura di Parigi. Eccetto il viaggio in nave, il suo obbiettivo è arrivare nella capitale a piedi, un'intenzione che gli permetterà di conoscere diverse realtà francesi (trailer).
domenica 18 giugno 2023
La storia infinita (Petersen 1984)
Difficile incontrare qualcuno che nel 1984 avesse tra i 6 e i 15 e non ricordi La storia infinita, un film cult, un romanzo di formazione, che utilizza la fantascienza per raccontare la crescita come percorso individuale.
Adattato dall'omonimo romanzo di Michael Ende (1979, in Italia edito nel 1981 da Longanesi), best seller da oltre dieci milioni di copie, venne girato dal tedesco Wolfgang Petersen e fu il film più costoso mai girato in Germania, un vero e proprio colossal da 25 milioni di dollari. A contribuire all'immarcescibilità della pellicola, indubbiamente, la musica di Klaus Doldinger e Giorgio Moroder, la cui title track, The Neverending Story, cantata da Limahl, è davvero uno dei motivi più celebri degli anni '80. Il film, dato il successo, ebbe anche due altri episodi, La storia infinita 2 (Trumbull Miller 1990) e La storia infinita 3 (MacDonald 1994), che non ebbero l'impatto del primo (trailer).
Adattato dall'omonimo romanzo di Michael Ende (1979, in Italia edito nel 1981 da Longanesi), best seller da oltre dieci milioni di copie, venne girato dal tedesco Wolfgang Petersen e fu il film più costoso mai girato in Germania, un vero e proprio colossal da 25 milioni di dollari. A contribuire all'immarcescibilità della pellicola, indubbiamente, la musica di Klaus Doldinger e Giorgio Moroder, la cui title track, The Neverending Story, cantata da Limahl, è davvero uno dei motivi più celebri degli anni '80. Il film, dato il successo, ebbe anche due altri episodi, La storia infinita 2 (Trumbull Miller 1990) e La storia infinita 3 (MacDonald 1994), che non ebbero l'impatto del primo (trailer).
sabato 20 maggio 2023
Toro scatenato (Scorsese 1980)
Il corpo di Robert De Niro chiuso in una cella, tra ombre, molte, e squarci di luce, pochi, che lo illuminano. È la sequenza più simbolica del film, quella che riassume la vita fatta di contrasti di Jake LaMotta, campione dei pesi medi, pugile professionista dal 1941 al 1954, grande rivale di un mito del ring come Sugar Ray Robinson.
Martin Scorsese trasse il soggetto dall'autobiografia dello stesso pugile, Raging Bull: My Story (1970), che venne adattata dalla sceneggiatura di Paul Schrader e di Mardik Martin. La pellicola venne girata in bianco e nero, poiché nell'immaginario collettivo le immagini di LaMotta - sui giornali e in tv - erano così, e il direttore della fotografia, Michael Chapman, dichiarò di essersi ispirato ai fotografi degli anni '40 di Life. Toro scatenato resta ancora oggi, indubitabilmente, uno dei massimi capolavori di Martin Scorsese, uno di quelli in cui la sua poetica è espressa nella maniera più cristallina, in cui il suo cinema dà il meglio di sé, con i temi a lui più cari: successo, fallimento, espiazione in senso cristiano e redenzione. La storia di Jake LaMotta è quella di un grande perdente, e i loser non fanno la storia (anche se non sempre), ma fanno letteratura e, in questo caso, splendido cinema (trailer).
Martin Scorsese trasse il soggetto dall'autobiografia dello stesso pugile, Raging Bull: My Story (1970), che venne adattata dalla sceneggiatura di Paul Schrader e di Mardik Martin. La pellicola venne girata in bianco e nero, poiché nell'immaginario collettivo le immagini di LaMotta - sui giornali e in tv - erano così, e il direttore della fotografia, Michael Chapman, dichiarò di essersi ispirato ai fotografi degli anni '40 di Life. Toro scatenato resta ancora oggi, indubitabilmente, uno dei massimi capolavori di Martin Scorsese, uno di quelli in cui la sua poetica è espressa nella maniera più cristallina, in cui il suo cinema dà il meglio di sé, con i temi a lui più cari: successo, fallimento, espiazione in senso cristiano e redenzione. La storia di Jake LaMotta è quella di un grande perdente, e i loser non fanno la storia (anche se non sempre), ma fanno letteratura e, in questo caso, splendido cinema (trailer).
lunedì 8 maggio 2023
Mon crime - La colpevole sono io (Ozon 2023)
Una piscina viene inquadrata in prospettiva centrale: per la cronaca si tratta di quella della Villa del barone Empain a Bruxelles. François Ozon inizia così il suo nuovo film, con quella che ha tutta l'aria di essere un'esplicita firma che rimanda al suo Swimming pool (2003).
Madeleine Verdier (Nadia Tereszkiewicz) occupa quell'inquadratura, uscendo dall'appartamento da cui l'abbiamo sentita urlare: ha subito una violenza, si è liberata, ha sparato al produttore Monferrand (Jean-Christophe Bouvet), che le aveva promesso un ruolo al cinema, e ora se ne va.
È l'inizio di una spassosa commedia di grande finezza, che affronta tematiche attuali calandole nel contesto francese tra le due guerre mondiali, sfruttando l'opera teatrale di Georges Berr e Louis Verneuil Mon Crime (1934), da cui è liberamente tratta (trailer).
Madeleine Verdier (Nadia Tereszkiewicz) occupa quell'inquadratura, uscendo dall'appartamento da cui l'abbiamo sentita urlare: ha subito una violenza, si è liberata, ha sparato al produttore Monferrand (Jean-Christophe Bouvet), che le aveva promesso un ruolo al cinema, e ora se ne va.
È l'inizio di una spassosa commedia di grande finezza, che affronta tematiche attuali calandole nel contesto francese tra le due guerre mondiali, sfruttando l'opera teatrale di Georges Berr e Louis Verneuil Mon Crime (1934), da cui è liberamente tratta (trailer).
domenica 30 aprile 2023
Il sol dell'avvenire (Moretti 2023)
Nanni, fortissimamente Nanni!
Nanni Moretti celebra se stesso, ma allo stesso tempo coccola i suoi spettatori di sempre e, in una frase de Il sol dell'avvenire, c'è tutto il suo rapporto col pubblico: "mi piace dire che non ci penso, ma non so se è vero".
Il regista romano, tra egocentrismo (da leggere come qualità indiscussa in questo caso) e malinconia, ha realizzato una pellicola imperdibile per chi ama il suo cinema da sempre e per chi, non conoscendolo, può partire da qui e andare a ritroso. Un'antologia dei suoi tormentoni, dei suoi riti, delle ossessioni delle sue manie - per dirla con Battiato che torna in colonna sonora come nei tempi migliori -, dalle scarpe ai dolci, dall'etica cinematografica al comunismo, dai riti quotidiani agli intermezzi con i suoi pensieri ad alta voce e alle canzoni cantate a squarciagola e non sempre in maniera intonata (trailer).
Nanni Moretti celebra se stesso, ma allo stesso tempo coccola i suoi spettatori di sempre e, in una frase de Il sol dell'avvenire, c'è tutto il suo rapporto col pubblico: "mi piace dire che non ci penso, ma non so se è vero".
Il regista romano, tra egocentrismo (da leggere come qualità indiscussa in questo caso) e malinconia, ha realizzato una pellicola imperdibile per chi ama il suo cinema da sempre e per chi, non conoscendolo, può partire da qui e andare a ritroso. Un'antologia dei suoi tormentoni, dei suoi riti, delle ossessioni delle sue manie - per dirla con Battiato che torna in colonna sonora come nei tempi migliori -, dalle scarpe ai dolci, dall'etica cinematografica al comunismo, dai riti quotidiani agli intermezzi con i suoi pensieri ad alta voce e alle canzoni cantate a squarciagola e non sempre in maniera intonata (trailer).
martedì 11 aprile 2023
The Whale (Aronofsky 2022)
Adattandolo dall'omonima pièce teatrale di Samuel D. Hunter (2012), Darren Aronofsky, cinque anni dopo Madre!, gira un altro film disturbante, ma rispetto a quell'horror scentrato e poco riuscito, questo dramma psicologico, tra letteratura americana e complesse dinamiche familiari, è un deciso passo avanti, pur conservando alcuni eccessi ampiamente rinunciabili.
La sceneggiatura, firmata dallo stesso Hunter, nonostante alcuni passi a vuoto fortemente didascalici, resiste alle due ore di pellicola, e la prova di Brendan Fraser, ben affiancato da Hong Chau e dalla giovanissima Sadie Sink, amata dagli appassionati di serie tv per il suo ruolo di Max in Stranger Things, rendono il film un'opera toccante, spingendo lo spettatore a empatizzare con il protagonista (trailer).
Charlie (Brendan Fraser) è un uomo obeso, al punto da aver compromesso la propria deambulazione e la salute degli organi, cosicché il suo cuore è ormai a un passo dal collasso.
La sceneggiatura, firmata dallo stesso Hunter, nonostante alcuni passi a vuoto fortemente didascalici, resiste alle due ore di pellicola, e la prova di Brendan Fraser, ben affiancato da Hong Chau e dalla giovanissima Sadie Sink, amata dagli appassionati di serie tv per il suo ruolo di Max in Stranger Things, rendono il film un'opera toccante, spingendo lo spettatore a empatizzare con il protagonista (trailer).
Charlie (Brendan Fraser) è un uomo obeso, al punto da aver compromesso la propria deambulazione e la salute degli organi, cosicché il suo cuore è ormai a un passo dal collasso.
martedì 4 aprile 2023
Saluto a Ryūichi Sakamoto (17/1/1952 - 28/3/2023)
“Elettronica e Oriente, così conquisto il mondo” aveva detto una volta Ryūichi Sakamoto, uno dei più grandi interpreti musicali del cinema degli ultimi 40 anni.
Sakamoto è morto pochi giorni fa, sconfitto da un cancro che lo aveva colpito prima alla gola e poi al retto, a soli 71 anni. Compositore di altissimo profilo, amante di John Coltrane, dei Beatles, di John Cage, come musicista si è districato tra avanguardia, elettronica e synth pop, senza mai perdere di vista la musica etnica orientale e il jazz, una delle sue prime passioni. Oltre i circa venti album da solista, agli appassionati di cinema lascia 45 colonne sonore per il grande schermo, con alcuni indimenticabili capolavori.
Sakamoto è morto pochi giorni fa, sconfitto da un cancro che lo aveva colpito prima alla gola e poi al retto, a soli 71 anni. Compositore di altissimo profilo, amante di John Coltrane, dei Beatles, di John Cage, come musicista si è districato tra avanguardia, elettronica e synth pop, senza mai perdere di vista la musica etnica orientale e il jazz, una delle sue prime passioni. Oltre i circa venti album da solista, agli appassionati di cinema lascia 45 colonne sonore per il grande schermo, con alcuni indimenticabili capolavori.
mercoledì 29 marzo 2023
Miracle (Lee 2021)
Una tragica commedia, un romanzo di formazione, un'incredibile storia vera accaduta negli anni ottanta a Bonghwa-gun, un villaggio rurale tra le montagne della Corea del Sud, nella regione del Gyeongsang Settentrionale.
Jang-hoon Lee, al suo secondo lungometraggio dopo lo struggente melodramma Be With You (2018), recupera quella vicenda e la rende una fiaba emozionante, in grado di raccontare con leggerezza il dolore, la spinta determinata da questo, i sensi di colpa, la paura del fallimento e il raggiungimento di un sogno, che soddisfa desideri intimamente personali e allo stesso tempo utili all'intera comunità. Idealismo e pragmatismo si fondono insieme. Meritatissimo premio al Far East Film Festival di Udine del 2022 (trailer).
Jang-hoon Lee, al suo secondo lungometraggio dopo lo struggente melodramma Be With You (2018), recupera quella vicenda e la rende una fiaba emozionante, in grado di raccontare con leggerezza il dolore, la spinta determinata da questo, i sensi di colpa, la paura del fallimento e il raggiungimento di un sogno, che soddisfa desideri intimamente personali e allo stesso tempo utili all'intera comunità. Idealismo e pragmatismo si fondono insieme. Meritatissimo premio al Far East Film Festival di Udine del 2022 (trailer).
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