Con questa frase pronunciata davanti allo specchio, Primo Spaggiari, industriale caseario parmense d'origini contadine, interpretato da uno splendido Ugo Tognazzi, che per questo ruolo vinse il premio come miglior attore a Cannes e ai Nastri d'argento, si presenta a se stesso e a noi, evidenziando il titolo del film. La sua voce off ci accompagnerà per tutto il racconto (guarda il film).
martedì 30 giugno 2020
venerdì 26 giugno 2020
L'uomo invisibile (Whannell 2020)
Leigh Whannell, noto soprattutto come sceneggiatore per aver creato la saga di Saw insieme a James Wan, stavolta, oltre a scrivere un soggetto che aggiorna un mito dell'horror classico, passa dietro la mdp per la terza volta. Il risultato è discreto, con ottime punte di tensione e alcune parti meno riuscite; il film, però, che ha un evidente calo nella seconda parte, vive un'ulteriore impennata nel finale, con una serie di colpi di scena avvincenti (trailer).
Su tutto brilla la stella di Elisabeth Moss, protagonista costantemente in scena, bravissima come sempre dall'inizio alla fine.
La Universal prosegue nel suo progetto Dark Universe, compiendo, per ora, una trilogia che rilegge tre suoi mostri sacri - è il caso di dirlo - anni '30 e, dopo Dracula Untold (Shore 2014) e La mummia (Kurtzman 2017), tocca a L'uomo invisibile. Del romanzo di fine Ottocento di H.G. Wells, infatti, la nuova pellicola non ha pressoché nulla, se non l'idea del grande fisico, qui genio dell'ottica, capace di grandi invenzioni. Non c'è traccia nemmeno dei successivi adattamenti cinematografici, né delle bende di Claude Rains del capolavoro di James Whale (1933). E così, al centro della trama, non ci sono le vicende dello scienziato, bensì quelle della sua compagna, oppressa e vessata da lui, in un pieno adeguamento (strategico?) a tematiche socialmente più attuali.
La Universal prosegue nel suo progetto Dark Universe, compiendo, per ora, una trilogia che rilegge tre suoi mostri sacri - è il caso di dirlo - anni '30 e, dopo Dracula Untold (Shore 2014) e La mummia (Kurtzman 2017), tocca a L'uomo invisibile. Del romanzo di fine Ottocento di H.G. Wells, infatti, la nuova pellicola non ha pressoché nulla, se non l'idea del grande fisico, qui genio dell'ottica, capace di grandi invenzioni. Non c'è traccia nemmeno dei successivi adattamenti cinematografici, né delle bende di Claude Rains del capolavoro di James Whale (1933). E così, al centro della trama, non ci sono le vicende dello scienziato, bensì quelle della sua compagna, oppressa e vessata da lui, in un pieno adeguamento (strategico?) a tematiche socialmente più attuali.
lunedì 22 giugno 2020
I miserabili (Ladj Ly 2019)
Cento minuti intensi, duri, fatti di realismo ma anche di grande estetica cinematografica.
Tanti i riconoscimenti ottenuti, dal Premio della Giuria a Cannes a quello per la Miglior Rivelazione agli European Film Awards, oltre ai numerosi César e alla candidatura all'Oscar come Miglior Film Straniero. Tutti meritatissimi (trailer).
Tanti i riconoscimenti ottenuti, dal Premio della Giuria a Cannes a quello per la Miglior Rivelazione agli European Film Awards, oltre ai numerosi César e alla candidatura all'Oscar come Miglior Film Straniero. Tutti meritatissimi (trailer).
I miserabili inizia con un gruppo di ragazzini della banlieue di Bosquets, quartiere di Clichy Montfermeil, che raggiunge Parigi per la finale dei mondiali del 2018. I festeggiamenti per il secondo titolo dei Bleus culminano sugli Champs Elysées con l'Arc de Triomphe a fare da sfondo scenografico... sono le uniche immagini della capitale che vedremo fino alla fine della pellicola, poiché il resto della storia si svolgerà esclusivamente a Bosquets, tra strade, piazze, campi da gioco dove si ritrovano i ragazzi, enormi palazzi alveare, in un paesaggio in cui il cemento si alterna ai rifiuti, elemento immancabile di buona parte delle inquadrature del film.
giovedì 18 giugno 2020
Da 5 Bloods - Come fratelli (Lee 2020)
Spike Lee ci regala il suo film sul Vietnam, ma saggiamente si distanzia dalla narrazione degli eventi bellici veri e propri, su cui sono stati creati fin troppi capolavori, e incentra il tutto su una storia ambientata ai nostri giorni, pur se con tanti rimandi ad allora, con un frequente ricorso al flashback. Come ha quasi sempre fatto nella sua filmografia, racconta gli eventi dal punto di vista della comunità afroamericana, cosicché la vicenda portante vede protagonisti quattro reduci neri che combatterono quella guerra, perdendo un loro compagno, Norman, nel dicembre del 1971 (trailer).giovedì 4 giugno 2020
The Lighthouse (Eggers 2019)
Al suo secondo lungometraggio, dopo The Witch (2015), Robert Eggers gira un film claustrofobico, sperimentale, in bianco e nero e in 4:3, con due interpreti di livello, ma il risultato non è sempre all'altezza (trailer).
Anni ottanta dell'Ottocento. Thomas Howard (Robert Pattinson), boscaiolo per sua stessa ammissione stanco degli alberi, raggiunge un'isola del New England per lavorare per un mese come guardiano del faro al fianco del più anziano Thomas Wake (Willem Defoe). I loro rapporti non saranno facili e le iniziali ingenuità del primo verranno sistematicamente annichilite dal più anziano, evidentemente segnato da anni di isolamento all'interno del faro, iracondo e dedito a libere flatulenze, oltre a non tollerare nessuno al suo fianco.
giovedì 28 maggio 2020
Favolacce (D. e F. D'Innocenzo 2020)
È questo l'effetto causato da Favolacce nel cinema italiano, un effetto indubbiamente straniante, complice forse anche l'impossibilità della visione in sala, ma resta il fatto che la seconda pellicola dei fratelli D'Innocenzo ha messo d'accordo tutti vincendo persino l'Orso d'argento per la miglior sceneggiatura a Berlino (trailer).
Il film non può lasciare indifferenti, ha la forza disturbante e perturbante di Michael Haneke e molti dei suoi personaggi appaiono come la diretta evoluzione, a cinquant'anni di distanza, di quelli di Pier Paolo Pasolini. L'aura di Matteo Garrone aleggia tutt'intorno, sin dal titolo, in cui le Favolacce, appunto, sembrano la distorta versione contemporanea, forse ancora più cupa, de Il racconto dei racconti (2015), senza dimenticare che i gemelli hanno anche lavorato alla sceneggiatura di Dogman (2018).
domenica 24 maggio 2020
Appaloosa (Harris 2008)
Il western, negli ultimi decenni, ha ripreso a vivere, in maniera celebrativa, riprendendo grandi classici, in maniera nostalgica, ma anche con grande qualità ed originalità, si pensi ovviamente a The Hateful Eight (Tarantino 2015), ma anche ai Coen del recente La ballata di Buster Scruggs (2018) e del remake de Il Grinta (2005), fino a I segreti di Brokeback Mountain (Lee 2005) che davvero rivoluzionò il genere. E pensare che negli anni '90 Gli spietati (Eastwood 1992) era salutato come l'ultimo grande western o una stanca, seppur notevole, ripresa del genere... (trailer)
martedì 19 maggio 2020
Saluto a Michel Piccoli (27/12/1925-12/5/2020)
È morto uno dei più grandi attori di sempre. Michel Piccoli si è spento a 94 anni, dopo un'incredibile carriera durata per ben 70 di questi (1945-2014) e con oltre 170 film girati da attore a cui vanno aggiunti 4 lungometraggi da regista.
Era nato a Parigi da una famiglia di musicisti, il padre, Henri, violinista, mentre la madre, Marcelle Expert-Bezançon, era una pianista.
Era nato a Parigi da una famiglia di musicisti, il padre, Henri, violinista, mentre la madre, Marcelle Expert-Bezançon, era una pianista.
sabato 9 maggio 2020
Psycho (Van Sant 1998)
Operazione filologica ai limiti del feticismo cinematografico... eppure lo Psycho di Gus Van Sant, remake shot by shot del capolavoro di Alfred Hitchcock, ha un indubbio fascino. Inutile dire che, in questa recensione, si dà per scontata la conoscenza dell'originale e se ne sconsiglia la lettura a chi non lo abbia mai visto, per gli inevitabili spoiler su entrambe le pellicole (trailer).
La storia inizia sempre l'11 dicembre a Phoenix alle 14.43, ma stavolta è il 1998 e non il 1959, cambiano ovviamente gli interpreti e, soprattutto, la pellicola è a colori, una differenza ravvisabile sin dagli splendidi titoli di testa di Saul Bass, in cui le righe in movimento si arricchiscono di un bel verde (remake / originale). Il tutto ovviamente con la splendida musica di Bernard Hermann, qui riadattata da Danny Elfman.
domenica 3 maggio 2020
Il giardino dei Finzi Contini (De Sica 1970)
Leone d'oro a Berlino e Oscar per il miglior film straniero, Il giardino dei Finzi Contini è un film rarefatto, nella sua algida bellezza. E chissà, fu forse anche per questo che Giorgio Bassani, autore del romanzo autobiografico del 1962, insoddisfatto della resa delle immagini, alla fine ritirò la firma dalla sceneggiatura, che rimase assegnata a Vittorio Bonicelli e Ugo Pirro.
Si tratta di uno dei rari casi in cui Vittorio De Sica girò un film senza avvalersi della collaborazione di Cesare Zavattini, suo pressoché inseparabile sceneggiatore.
Tra l'altro, il regista di Ladri di biciclette scelse per la parte del protagonista, Giorgio, Lino Capolicchio, che era stato allievo proprio di Bassani all'accademia di arte drammatica (guarda il film).Si tratta di uno dei rari casi in cui Vittorio De Sica girò un film senza avvalersi della collaborazione di Cesare Zavattini, suo pressoché inseparabile sceneggiatore.
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