E sono tre! Pablo Larraín, dopo Jackie (2016) e Spencer (2021), ha girato un terzo biopic, stavolta dedicato a Maria Callas. Una first lady, una principessa e la più grande cantante lirica della storia, anche lei ritratta nella fase di maggior difficoltà della sua vita, come nel caso delle altre due protagoniste. E Larraín, nel mettere in immagine il disagio, è davvero un maestro.
Di Maria Anna Sofia Cecilia Kalogheropoulos (1923-77), questo il nome intero della divina Callas, nata a New York da genitori greci, seguiamo solo l'ultima settimana, in una rigorosa unità di tempo che parte dalla fine, e cioè dal suo corpo trovo esanime, per poi raccontarne gli ultimi giorni di vita (trailer).
mercoledì 22 gennaio 2025
domenica 19 gennaio 2025
Saluto a David Lynch (20/1/1946-15/1/2025)
David Lynch non c'è più... l'uomo che ci ha insegnato ad abbandonarci ai racconti e alle immagini senza l'ossessione di un significato, che ci ha fatto amare una massa informe su una fiamminga, un cubo blu con una chiave, una donna avvolta nella plastica, un anziano signore con un trattore, le luci difettose e intermittenti, e decine di altre cose, ha lasciato questo mondo, ma quante volte abbiamo pensato che venisse da un mondo altro...
Il suo cinema, con le sue visioni, le sue immagini, i suoi meandri concettuali e astratti per fortuna è ancora lì, tra i più grandi degli ultimi decenni.
lunedì 13 gennaio 2025
Emilia Pérez (Audiard 2024)
Jacques Audiard fa centro con un film che è un pugno nello stomaco per lo spettatore, letteralmente investito da una storia d'amore, di malavita, di gelosia, un gangster movie tra transgender e narcos, un musical tragico - quasi un ossimoro, che però fa pensare per questo e non solo al cult West Side Story (Robbins-Wise 1961) - in cui la condizione iniziale viene sconvolta dal cambio di sesso di uno dei protagonisti.
La transizione sessuale, però, va sottolineato, non è qui utilizzata per parlare di diritti lgbtqia+, ma la grande novità è trattarla come un'esigenza naturale del singolo individuo, quello che potremmo definire un attivatore narrativo e non il centro della vicenda (trailer).
La transizione sessuale, però, va sottolineato, non è qui utilizzata per parlare di diritti lgbtqia+, ma la grande novità è trattarla come un'esigenza naturale del singolo individuo, quello che potremmo definire un attivatore narrativo e non il centro della vicenda (trailer).
lunedì 6 gennaio 2025
Conclave (Berger 2024)
Il quinto film di Edward Berger, cineasta tedesco formatosi a New York, è un thriller spionistico ambientato in Vaticano che racconta, come dice il titolo, il tempo rituale e politico tra la morte di un pontefice e l'elezione di quello successivo.
Tratta dall'omonimo romanzo di Robert Harris (2016), dai cui libri sono stati già in passato adattati importanti pellicole (L'uomo nell'ombra e L'ufficiale e la spia, Polanski 2010 e 2019), la trama del film, con la sceneggiatura di Peter Straughan, un buon intreccio, ma non regala particolari acuti. Berger non va oltre il compito di mettere in scena il romanzo, rispettando la classica triade aristotelica di unità di tempo, di luogo e di azione (trailer).
Tratta dall'omonimo romanzo di Robert Harris (2016), dai cui libri sono stati già in passato adattati importanti pellicole (L'uomo nell'ombra e L'ufficiale e la spia, Polanski 2010 e 2019), la trama del film, con la sceneggiatura di Peter Straughan, un buon intreccio, ma non regala particolari acuti. Berger non va oltre il compito di mettere in scena il romanzo, rispettando la classica triade aristotelica di unità di tempo, di luogo e di azione (trailer).
giovedì 2 gennaio 2025
Diamanti (Özpetek 2024)
"Tutto il mondo è un palcoscenico, donne e uomini sono solo attori che entrano ed escono dalla scena".
Così scriveva Shakespeare (Come vi piace, II, VII) e così sembra dirci Ferzan Özpetek in Diamanti attraverso Elena Sofia Ricci ("nella vita si recita sempre").
Il regista turco dedica la sua quindicesima pellicola a una storia corale completamente declinata al femminile, che coinvolge ben diciotto attrici italiane, oltre ad essere dedicata a tre grandi attrici recentemente scomparse con cui avrebbe voluto lavorare: Mariangela Melato, Virna Lisi, Monica Vitti. A tutto questo aggiunge una cornice in cui lui stesso e l'intero cast parlano del film da realizzare, tra scelta dei ruoli e lettura del copione. Cinema e metacinema, vita reale e recitazione, con una trama ben strutturata che sviluppa una storia per ogni personaggio femminile, in una coralità e un'intensità passionale che guarda da lontano a Robert Altman e a Pedro Almodovar (trailer).
Così scriveva Shakespeare (Come vi piace, II, VII) e così sembra dirci Ferzan Özpetek in Diamanti attraverso Elena Sofia Ricci ("nella vita si recita sempre").
Il regista turco dedica la sua quindicesima pellicola a una storia corale completamente declinata al femminile, che coinvolge ben diciotto attrici italiane, oltre ad essere dedicata a tre grandi attrici recentemente scomparse con cui avrebbe voluto lavorare: Mariangela Melato, Virna Lisi, Monica Vitti. A tutto questo aggiunge una cornice in cui lui stesso e l'intero cast parlano del film da realizzare, tra scelta dei ruoli e lettura del copione. Cinema e metacinema, vita reale e recitazione, con una trama ben strutturata che sviluppa una storia per ogni personaggio femminile, in una coralità e un'intensità passionale che guarda da lontano a Robert Altman e a Pedro Almodovar (trailer).
domenica 29 dicembre 2024
Una notte a New York (Hall 2023)
Christy Hall, finora sceneggiatrice della serie tv a tema adolescenziale I Am Not Okay with This (2020), esordisce nella regia con questo film che mette di fronte Clark, un tassista interpretato da Sean Penn e la sua passeggera, di cui non sapremo mai il nome, che lui chiama 'girlie' (ragazzina), nei cui panni recita una bella e tormentata Dakota Johnson, incastrata in una relazione complicata.
La grande abilità maieutica di Clark e il bisogno di sfogarsi della ragazza condurranno i due, complice un blocco stradale che li terrà fermi per molto tempo durante il tragitto, a confidarsi e ad aprirsi completamente e, soprattutto per lei, il viaggio sarà una vera e propria seduta terapeutica (trailer).
La grande abilità maieutica di Clark e il bisogno di sfogarsi della ragazza condurranno i due, complice un blocco stradale che li terrà fermi per molto tempo durante il tragitto, a confidarsi e ad aprirsi completamente e, soprattutto per lei, il viaggio sarà una vera e propria seduta terapeutica (trailer).
martedì 24 dicembre 2024
Napoli - New York (Salvatores 2024)
La tratta del titolo è quella dell'emigrazione che tra l'unità d'Italia e la Seconda guerra mondiale spinse oltre cinque milioni di italiani a trasferirsi negli Stati Uniti per cercare fortuna e che prima dei titoli di coda diventano diciannove, aumentando la forbice dal 1861 al 1985 e probabilmente considerando anche altri paesi di destinazione (vedi).
A fare quel viaggio, in questo caso, sono due ragazzini che restano sulla nave e che si imbarcano per l'America quasi per caso: Carmine e Celestina, senza radici, partono nella speranza di raggiungere a New York la sorella di lei, Agnese Scognamiglio, andata nella Grande Mela per sposare John Wilkins, un soldato conosciuto durante la liberazione (trailer).
A fare quel viaggio, in questo caso, sono due ragazzini che restano sulla nave e che si imbarcano per l'America quasi per caso: Carmine e Celestina, senza radici, partono nella speranza di raggiungere a New York la sorella di lei, Agnese Scognamiglio, andata nella Grande Mela per sposare John Wilkins, un soldato conosciuto durante la liberazione (trailer).
giovedì 19 dicembre 2024
ll giorno dell'incontro (Huston 2023)
Day of the fight, un titolo che fa drizzare le antenne di ogni cinefilo al ricordo del primo cortometraggio di Stanley Kubrick, anno di grazia 1951. Con quello, il film di Jack Huston condivide il soggetto, accompagnando il protagonista lungo la giornata che porterà al combattimento, e un nome, quello di Robert James, lì il Bobby sfidante del protagonista, Walter Cartier, qui un nome su una lapide (trailer).
sabato 14 dicembre 2024
La stanza accanto (Almodóvar 2024)
Con La stanza accanto Pedro Almodóvar sembra aver affondato il suo cinema in quello di Ingmar Bergman, realizzando un film di grande asciuttezza, lontano dalla passionalità a cui ci ha abituato per decenni, di gran rigore nella messa in scena, chirurgico nella sceneggiatura, ma con la ricchissima e significante gamma cromatica che lo ha sempre contraddistinto. Interpretato da due giganti come Tilda Swinton, perfetta nella sua consueta algida androginia, e la solita, straordinaria Julianne Moore, il cui personaggio ha il nome più cinefilo e svedese che si possa immaginare, Ingrid, la pellicola ha vinto il Leone d'oro di quest'anno ed è il primo lungometraggio girato in lingua inglese da Almodóvar, dopo i corti del 2020, The Human Voice, e del 2023, The Strange Way of Life (trailer).
domenica 8 dicembre 2024
Quando la moglie è in vacanza (Wilder 1955)
Billy Wilder mette in scena il sogno di ogni uomo eterosessuale degli anni '50, quello di passare alcuni giorni con Marylin Monroe in cerca di compagnia e di leggerezza, e da questa situazione ne ricava una commedia cult, con una serie di espedienti narrativi che per tutta la durata del film negano al protagonista l'appagamento del desiderio, complice il codice Hays, in vigore fino al 1968.
Uno dei grandi maestri della commedia brillante di Hollywood porta al cinema la pièce scritta da George Axelrod, che dal 1952 aveva spopolato a Broadway; riscrive la sceneggiatura con lui, uomo di teatro che per il cinema scriverà anche Colazione da Tiffany (Edwards 1961); ripropone lo stesso protagonista maschile della versione teatrale, Tom Ewell, che per il grande schermo aveva già lavorato con registi del calibro di George Cukor e Fritz Lang (trailer).
Uno dei grandi maestri della commedia brillante di Hollywood porta al cinema la pièce scritta da George Axelrod, che dal 1952 aveva spopolato a Broadway; riscrive la sceneggiatura con lui, uomo di teatro che per il cinema scriverà anche Colazione da Tiffany (Edwards 1961); ripropone lo stesso protagonista maschile della versione teatrale, Tom Ewell, che per il grande schermo aveva già lavorato con registi del calibro di George Cukor e Fritz Lang (trailer).
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