martedì 27 febbraio 2024
Chant d'hiver (Ioseliani 2015)
L'ultimo film di Otar Ioseliani, che ci ha lasciato lo scorso 17 dicembre, non è mai stato distribuito in Italia. Una pessima scelta a cui la Casa del cinema di Roma ha posto rimedio in una serata omaggio dedicata al grande regista georgiano, organizzata da Carlo Hintermann, Daniele Villa e Luciano Barcaroli, che nell'ormai lontano 1999 avevano scritto il fondamentale Ioseliani secondo Ioseliani. Addio terraferma (Roma, Ubulibri), con l'introduzione di Enrico Ghezzi e la ricerca bibliografica curata da chi scrive (trailer).
mercoledì 7 febbraio 2024
Povere creature! (Lanthimos 2024)
L'idea originaria del racconto di Frankenstein di Mary Shelley (1818), con in cima il mito del buon selvaggio di Jean-Jacques Rousseau; le sue versioni cinematografiche, come quella di James Whale (1931) e quella parodistica di Mel Brooks (Frankenstein Junior, 1974); e poi un pizzico di Freaks (Browning, 1932) e del cinema di Tim Burton, una spruzzata gotica, vittoriana e steampunk, una pop alla Moulin Rouge (Luhrmann 2001), il tutto, colorato e grottesco, servito su un letto di femminismo d'annata (trailer).
mercoledì 31 gennaio 2024
Dieci minuti (Tognazzi 2023)
Maria Sole Tognazzi torna alla regia dopo nove anni, quando con Io e lei (2015) indagava la relazione sentimentale di una coppia omosessuale interpretata da Sabrina Ferilli e Margherita Buy. Stavolta, invece, il dramma sentimentale è liberamente tratto dal quasi omonimo romanzo di Chiara Gamberale (Per dieci minuti, 2013), dal quale la cineasta, che ha curato la sceneggiatura insieme a Francesca Archibugi, si allontana molto recuperando, di fatto, quasi esclusivamente l'esercizio del titolo. I dieci minuti, infatti, sono il consiglio terapeutico cognitivo-comportamentista, tratto da Rudolf Steiner, di fare ogni giorno qualcosa di nuovo, per quella breve durata di tempo, per contrastare la depressione (trailer).
venerdì 26 gennaio 2024
Perfect days (Wenders 2023)
Ovvero Wim Wenders e il senso della vita, in un film minimalista, attento alle piccole cose, alla vita di tutti i giorni e a come quella di ogni persona, ciascuna a suo modo, possa essere straordinaria.
Una pellicola che, in pieno stile del regista tedesco, è l'elogio della lentezza, caratteristica troppo spesso utilizzata come categoria negativa per un film, ma che in molti casi è categoria identitaria di un'opera, come in questo bellissimo Perfect days, in cui è fattore significante e accoppiato alla riflessione filosofica (trailer).
Una pellicola che, in pieno stile del regista tedesco, è l'elogio della lentezza, caratteristica troppo spesso utilizzata come categoria negativa per un film, ma che in molti casi è categoria identitaria di un'opera, come in questo bellissimo Perfect days, in cui è fattore significante e accoppiato alla riflessione filosofica (trailer).
giovedì 18 gennaio 2024
Il ragazzo e l'airone (Miyazaki 2023)
Il ragazzo e l'airone è la catabasi di Hayao Miyazaki. L'ottantaduenne genio nipponico dà al giovanissimo protagonista il compito di viaggiare in un mondo altro, che come da tradizione è sottostante a quello in cui viviamo.
Siamo nel 1943 e Mahito è un ragazzino che ha perso la madre, Hisako, durante un incendio. Il padre, Shōichi, proprietario di una fabbrica di materiali aeronautici, lo porta a vivere in una nuova casa, con la sua nuova compagna, Natsuko, sorella minore della prima moglie. La donna si presenta a Mahito come la sua nuova mamma e lo fa accudire da sette piccole vecchine.
giovedì 11 gennaio 2024
Il maestro giardiniere (Schrader 2022)
Per i più appassionati cinefili e per gli amanti del cinema di Martin Scorsese sarà sempre lo sceneggiatore di Taxi Driver, Toro scatenato, L'ultima tentazione di Cristo, Al di là della vita (1976, 1980, 1988, 1999), ma Paul Schrader oltre alla carriera di sceneggiatore, ha ormai al suo attivo più di venti lungometraggi da regista, con film che vanno da American Gigolò (1980) a Cane mangia cane (2016), fino agli ultimi La creazione a rischio (2017) e Il collezionista di carte (2021), in cui come è naturale che sia la scrittura ha un ruolo determinante.
Il maestro giardiniere, presentato fuori concorso a Venezia, si allinea perfettamente a questo panorama cinematografico e anche ai temi della malavita, in cui quelli in cui Schrader si muove meglio, in cui uomini violenti cercano catarsi e redenzione (trailer).
Il maestro giardiniere, presentato fuori concorso a Venezia, si allinea perfettamente a questo panorama cinematografico e anche ai temi della malavita, in cui quelli in cui Schrader si muove meglio, in cui uomini violenti cercano catarsi e redenzione (trailer).
venerdì 29 dicembre 2023
Il male non esiste (Hamaguchi 2023)
I grandi registi sono grandi anche nelle piccole cose. Aku wa sonzai shinai è un dramma poetico a sfondo ecologico, tra natura e antropizzazione di un paesino nei pressi di Tokyo, Mizubiki.
Ryusuke Hamaguchi, dopo l'Oscar di Drive my car (2021), vince il Leone d'argento a Venezia con un film nato per caso, in cui ci mostra la capitale giapponese solamente per pochi secondi, in un anonimo scorcio fatto di grandi palazzi e una tangenziale che li fiancheggia. Per il resto l'intera pellicola è ambientata nel piccolo paese che si regge su un equilibrio sottile in cui la presenza umana limita il più possibile la sua inevitabile invadenza (trailer).
lunedì 25 dicembre 2023
La grande nebbia (Lupino 1953)
Un film di una grande interprete e regista della Hollywood classica. Ida Lupino, qui, per la prima volta diresse anche se stessa, in una pellicola davvero particolare e che, guardata oggi, desta ancora più interesse, per tematica, per sviluppo, per visione morale e per l'enorme distanza tra gli Stati Uniti e l'Italia di allora.
Il film da noi uscì tre anni dopo la sua realizzazione, con questo titolo assurdo e ben lontano da quello originale - The Bigamist - a ridosso dell'uscita della commedia italiana che, in pratica, aveva lo stesso titolo, Il bigamo (Emmer 1955). In questa l'accusa di bigamia del protagonista, interpretato da Marcello Mastroianni, era una calunnia, mentre nel film di Lupino è il punto centrale di un melodramma vissuto con pathos e analizzato in maniera complessa e per nulla manichea, come invece ci si aspetterebbe oggi ripensando a quegli anni (trailer; vedi il film completo).
Il film da noi uscì tre anni dopo la sua realizzazione, con questo titolo assurdo e ben lontano da quello originale - The Bigamist - a ridosso dell'uscita della commedia italiana che, in pratica, aveva lo stesso titolo, Il bigamo (Emmer 1955). In questa l'accusa di bigamia del protagonista, interpretato da Marcello Mastroianni, era una calunnia, mentre nel film di Lupino è il punto centrale di un melodramma vissuto con pathos e analizzato in maniera complessa e per nulla manichea, come invece ci si aspetterebbe oggi ripensando a quegli anni (trailer; vedi il film completo).
venerdì 22 dicembre 2023
La chimera (Rohrwacher 2023)
Il quarto lungometraggio di Alice Rohrwacher resta autoriale nel senso più pieno del termine e, come i precedenti (Corpo celeste, 2011; Le Meraviglie, 2014; Lazzaro Felice, 2018), il tocco della regista toscana è riconoscibile da pochi fotogrammi, anche se la poesia appare meno genuina e ispirata, un po' più artefatta e stavolta si esce dalla sala con la strana sensazione di aver visto una giustapposizione di momenti piuttosto che un insieme fuso e perfettamente congegnato.
Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini sono i registi da cui la visione de La chimera non può prescindere: atmosfere, personaggi, ma anche semplici brani sono completamente esemplati sulla loro cinematografia (trailer).
Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini sono i registi da cui la visione de La chimera non può prescindere: atmosfere, personaggi, ma anche semplici brani sono completamente esemplati sulla loro cinematografia (trailer).
martedì 12 dicembre 2023
Un colpo di fortuna (Allen 2023)
È tornato quel momento dell'anno... il film di Woody Allen in sala, un'immancabile e rilassante coccola per ogni cinefilo. E anche questa volta, nonostante il tema, il regista newyorchese riesce a farlo con impareggiabile leggerezza (trailer).
Coup de chance, cinquantesimo film di Allen (in cinquantaquattro anni di carriera!), torna sui motivi del tradimento, tra passione ed etica, cui il regista aveva già dedicato l'eccezionale Crimini e misfatti (1989) e Match Point (2005). In questo frangente, però, al dramma preferisce l'operetta, ripensando ai gialli di George Simenon, citato persino in sceneggiatura, e alla poetica del caso di Eric Rohmer, di cui Melvil Popaud è un perfetto testimone - fosse solo per aver girato Racconto d'estate, Un ragazzo, tre ragazze (1996) -, ma che qui il suo personaggio nega costantemente...
Coup de chance, cinquantesimo film di Allen (in cinquantaquattro anni di carriera!), torna sui motivi del tradimento, tra passione ed etica, cui il regista aveva già dedicato l'eccezionale Crimini e misfatti (1989) e Match Point (2005). In questo frangente, però, al dramma preferisce l'operetta, ripensando ai gialli di George Simenon, citato persino in sceneggiatura, e alla poetica del caso di Eric Rohmer, di cui Melvil Popaud è un perfetto testimone - fosse solo per aver girato Racconto d'estate, Un ragazzo, tre ragazze (1996) -, ma che qui il suo personaggio nega costantemente...
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