I colori pastello e squillanti permettono di riconoscere l'autore spagnolo già dopo un paio di fotogrammi, mentre 2004, 2026, 2003 sono i tempi di un'azione che cambia continuamente, nei quali tutti scrivono, tutti recitano, tutti amano e tutti, in fondo, fingono (trailer).
giovedì 28 maggio 2026
Amarga Navidad (Almodóvar 2026)
Pedro
Almodóvar, al suo ventiquattresimo lungometraggio, gira un
melodramma metacinematografico, in cui vita, fiction e autofiction si
intersecano grazie a un montaggio superbo - di Teresa Font - che è la quintessenza della
pellicola.
I colori pastello e squillanti permettono di riconoscere l'autore spagnolo già dopo un paio di fotogrammi, mentre 2004, 2026, 2003 sono i tempi di un'azione che cambia continuamente, nei quali tutti scrivono, tutti recitano, tutti amano e tutti, in fondo, fingono (trailer).
I colori pastello e squillanti permettono di riconoscere l'autore spagnolo già dopo un paio di fotogrammi, mentre 2004, 2026, 2003 sono i tempi di un'azione che cambia continuamente, nei quali tutti scrivono, tutti recitano, tutti amano e tutti, in fondo, fingono (trailer).
venerdì 22 maggio 2026
Maborosi - I bagliori dell'anima (Kore-eda 1995)
L'inconfondibile tocco di Hirokazu Kore-eda appare evidente anche nella sua pellicola di esordio, forse ancora acerba, ma che si sviluppa in maniera pienamente consona alla sua poetica, fatta di nuclei familiari atipici (ce ne sono di tipici?), costretti alla perdita, al lutto, al dolore e alla ricomposizione, con un occhio sempre attento alla condizione e alla psicologia dei bambini (trailer).
domenica 17 maggio 2026
Il diavolo veste Prada 2 (Frankel 2026)
Vent'anni dopo, pochi sorrisi e noia assicurata per il ritorno sul grande schermo di Anne Hathaway e Meryl Streep nei panni di Andy Sachs e Miranda Priestly.
Quello che nel 2006, grazie all'omonimo romanzo di Lauren Weisberger (The Devil Wears Prada, 2003), era stato dirompente e dissacrante, facendo del primo capitolo un cult, si sgonfia con un sequel che non graffia, trasformando il rapporto tra Miranda e Andy, allora totalmente impari, in un'alleanza in cui le battute ciniche della prima sembrano carezze che la donna più giovane ormai incassa senza subire più di tanto. Non batte ciglio nemmeno quando Miranda non ricorda chi sia e la sua rivincita è vederla entrare in difficoltà da vera boomer con il cellulare (trailer).
lunedì 20 aprile 2026
Lo straniero (Ozon 2025)
Metafisica e surrealismo, da De Chirico e Dalì: così si
presentano le immagini bellissime ed estetizzanti de Lo straniero firmato da François Ozon. Per adattare il capolavoro di Albert Camus (1942), già portato sul grande schermo da Luchino Visconti (1967) con Marcello Mastroianni come protagonista, il regista francese sceglie un bianco e nero profondo e intenso, spesso squarciato dal sole di Algeri.
Il montaggio, complice anche la fama del romanzo, gioca a carte scoperte, aprendo la pellicola con Meursault (Benjamin Voisin), già in prigione, che dichiara di aver ucciso un arabo. Il racconto, quindi, è tutto in flashback, solo raramente interrotto da brevi brani che riportano lo spettatore al presente (trailer).
Il montaggio, complice anche la fama del romanzo, gioca a carte scoperte, aprendo la pellicola con Meursault (Benjamin Voisin), già in prigione, che dichiara di aver ucciso un arabo. Il racconto, quindi, è tutto in flashback, solo raramente interrotto da brevi brani che riportano lo spettatore al presente (trailer).
mercoledì 15 aprile 2026
Nouvelle vague (Linklater 2025)
Richard Linklater, figura chiave del cinema indipendente statunitense, e il suo pieno amore per la settima arte, in un film omaggio a uno dei movimenti cinematografici più amati di sempre, che scandaglia la vita dei suoi protagonisti durante la realizzazione di una delle pellicole più identitarie di tutta la Nouvelle Vague, À bout de souffle (Fino all'ultimo respiro, 1960), che segnò l'esordio alla regia di Jean-Luc Godard.
1959. In sala ci sono tutti, Jean-Luc Godard (Guillaume Marbeck), François Truffaut (Adrien Rouyard), Suzanne Schiffman (Jodie Ruth-Forest), Claude Chabrol (Antoine Besson).
Godard, pur essendo convinto che "il modo migliore di criticare un film è realizzarne uno", è l'unico del gruppo a non averne ancora girati e la cosa lo affligge (trailer).
1959. In sala ci sono tutti, Jean-Luc Godard (Guillaume Marbeck), François Truffaut (Adrien Rouyard), Suzanne Schiffman (Jodie Ruth-Forest), Claude Chabrol (Antoine Besson).
Godard, pur essendo convinto che "il modo migliore di criticare un film è realizzarne uno", è l'unico del gruppo a non averne ancora girati e la cosa lo affligge (trailer).
giovedì 26 marzo 2026
Rental family (Hakiri 2025)
Dolcezza, empatia, sensibilità e alterità culturale, sociale e psicologica tra mondo orientale e occidentale. Hakiri, pseudonimo della regista, sceneggiatrice e fotografa nipponica Mitsuyo Miyazaki, mette tutto questo in Rental family, commedia strutturata sull'eccezionalità di alcuni comportamenti accettati nella società nipponica, che sono diretta conseguenza di una mentalità che alle nostre latitudini appare quantomeno sorprendente e arcaica.
Il film, che l'edizione italiana ha dotato di un sottotitolo, Nelle vite degli altri, non solo inutile ma anche dannoso, poiché annulla, non senza una certa pruderie, la sinteticità e l'ironia del titolo principale, ha come protagonista Philip (Brendan Fraser), attore statunitense che da sette anni sta cercando di sbarcare il lunario in Giappone, tra pubblicità e travestimenti improbabili per centri commerciali (trailer).
Il film, che l'edizione italiana ha dotato di un sottotitolo, Nelle vite degli altri, non solo inutile ma anche dannoso, poiché annulla, non senza una certa pruderie, la sinteticità e l'ironia del titolo principale, ha come protagonista Philip (Brendan Fraser), attore statunitense che da sette anni sta cercando di sbarcare il lunario in Giappone, tra pubblicità e travestimenti improbabili per centri commerciali (trailer).
giovedì 5 marzo 2026
Marty Supreme (J. Safdie 2025)
Josh Safdie, dopo le cinque pellicole girate insieme al fratello Benny, di cui l'utima è stata Diamanti grezzi (2020), si mette in proprio con il film più costoso mai prodotto dalla casa di produzione A24 che già aveva prodotto proprio il film con Adam Sandler.
Il risultato, però, non è dei migliori e non sorprende, quindi, che ai BAFTA di quest'anno, nonostante le undici nomination, abbia totalizzato zero premi, anche se a onor del vero, invece, ai Golden Globe, Timothee Chalamet si è aggiudicato almeno la migliore interpretazione maschile. Vedremo agli Oscar...
Marty Supreme racconta per l'ennesima volta la realizzazione del sogno americano attraverso lo sport, un tema già visto fin troppe volte, ma quel che è peggio è che di quei film recupera anche il dozzinale contrasto politico-nazionalista e così se in Rocky IV, per esempio, lo statunitense Rocky Balboa si allenava nella povertà di fronte al sovietico Ivan Drago che navigava nella ricchezza del regime, qui il protagonista, ebreo americano senza un centesimo, si contrappone ai giapponesi, dipinti come scorretti, corrotti e privi di umanità (trailer).
Il risultato, però, non è dei migliori e non sorprende, quindi, che ai BAFTA di quest'anno, nonostante le undici nomination, abbia totalizzato zero premi, anche se a onor del vero, invece, ai Golden Globe, Timothee Chalamet si è aggiudicato almeno la migliore interpretazione maschile. Vedremo agli Oscar...
Marty Supreme racconta per l'ennesima volta la realizzazione del sogno americano attraverso lo sport, un tema già visto fin troppe volte, ma quel che è peggio è che di quei film recupera anche il dozzinale contrasto politico-nazionalista e così se in Rocky IV, per esempio, lo statunitense Rocky Balboa si allenava nella povertà di fronte al sovietico Ivan Drago che navigava nella ricchezza del regime, qui il protagonista, ebreo americano senza un centesimo, si contrappone ai giapponesi, dipinti come scorretti, corrotti e privi di umanità (trailer).
venerdì 27 febbraio 2026
Send Help (Raimi 2025)
Bentornato Sam Raimi!
Con un horror coinvolgente, da fantafestival, il regista de La casa (1981) e de L'armata delle tenebre (1992), torna al passato ma aggiorna il tutto a tematiche modernissime, in cui mondo del lavoro e maschilismo vengono sbeffeggiati in un film liberatorio e catartico.
Con un horror coinvolgente, da fantafestival, il regista de La casa (1981) e de L'armata delle tenebre (1992), torna al passato ma aggiorna il tutto a tematiche modernissime, in cui mondo del lavoro e maschilismo vengono sbeffeggiati in un film liberatorio e catartico.
Send help diverte, tiene legati alla poltrona, ed è girato magnificamente con panoramiche a schiaffo e droni che compiono arditi movimenti di macchina. In un alcuni casi, poi, il regista statunitense ci coinvolge in un disastro aereo dai ritmi vertiginosi, in una caccia al cinghiale da urlo in soggettiva, e ci regala un'ellissi che da testa diventa palla da golf! Sam Raimi è un maestro nel creare tensione, manipolare letteralmente l'attenzione dello spettatore, spostandone il favore per i personaggi a seconda dei momenti della vicenda narrata (trailer).
sabato 21 febbraio 2026
Hamnet (Zhao 2025)
Hamnet, che l'edizione italiana ha stupidamente dotato di un inutile sottotitolo (Nel nome del figlio), ha il grande merito di essere in grado di dimostrare che anche un tema apparentemente esaurito ed abusato può essere affrontato da un nuovo punto di vista in maniera molto proficua.
Il quinto lungometraggio di Chloé Zhao, infatti, è apparentemente incentrato su Shakespeare e sull'Amleto - l'esergo della pellicola ci ricorda che Hamlet e Hamnet al tempo potevano essere usati indifferentemente -, ma di fatto è la storia di una famiglia del XVI secolo tra amore, sorte, vita, ed è uno di quei film che ci cambiano, che anche dopo decenni ricorderemo dove e quando lo abbiamo visto, se c'era qualcuno con noi e le emozioni della sala (trailer).
Il quinto lungometraggio di Chloé Zhao, infatti, è apparentemente incentrato su Shakespeare e sull'Amleto - l'esergo della pellicola ci ricorda che Hamlet e Hamnet al tempo potevano essere usati indifferentemente -, ma di fatto è la storia di una famiglia del XVI secolo tra amore, sorte, vita, ed è uno di quei film che ci cambiano, che anche dopo decenni ricorderemo dove e quando lo abbiamo visto, se c'era qualcuno con noi e le emozioni della sala (trailer).
lunedì 16 febbraio 2026
Hong Kong Express (Kar-Wai 1994)
Wong Kar-Wai al suo terzo lungometraggio, dopo As Tears Go By (1988) e Days of Being Wild (1991), iniziava ad indagare l'amore, che poi sarà il tema dominante di Happy Together (1997), di In the Mood for Love (2000), sicuramente il suo capolavoro più famoso e uno dei film più belli di questo quarto di secolo, di 2046 (2004) e di Un bacio romantico (2007).
Hong Kong Express (titolo internazionale Chungking Express), incredibilmente girato in una pausa di produzione di Ashes of time (1994), affronta l'amore e il caso, l'ossessione amorosa e l'incredibile interruttore che può interromperla, da un giorno all'altro, per una sorta di scadenza o perché semplicemente i tempi sono maturi per superare quella splendida infezione che chiamiamo amore.
Due episodi, due amori finiti oltre i quali dover andare, meglio se conoscendo un'altra persona (trailer).
Hong Kong Express (titolo internazionale Chungking Express), incredibilmente girato in una pausa di produzione di Ashes of time (1994), affronta l'amore e il caso, l'ossessione amorosa e l'incredibile interruttore che può interromperla, da un giorno all'altro, per una sorta di scadenza o perché semplicemente i tempi sono maturi per superare quella splendida infezione che chiamiamo amore.
Due episodi, due amori finiti oltre i quali dover andare, meglio se conoscendo un'altra persona (trailer).
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