venerdì 27 febbraio 2026

Send Help (Raimi 2025)

Bentornato Sam Raimi!
Con un horror coinvolgente, da fantafestival, il regista de La casa (1981) e de L'armata delle tenebre (1992), torna al passato ma aggiorna il tutto a tematiche modernissime, in cui mondo del lavoro e maschilismo vengono sbeffeggiati in un film liberatorio e catartico.
Send help diverte, tiene legati alla poltrona, ed è girato magnificamente con panoramiche a schiaffo e droni che compiono arditi movimenti di macchina. In un alcuni casi, poi, il regista statunitense ci coinvolge in un disastro aereo dai ritmi vertiginosi, in una caccia al cinghiale da urlo in soggettiva, e ci regala un'ellissi che da testa diventa palla da golf! Sam Raimi è un maestro nel creare tensione, manipolare letteralmente l'attenzione dello spettatore, spostandone il favore per i personaggi a seconda dei momenti della vicenda narrata (trailer).

sabato 21 febbraio 2026

Hamnet (Zhao 2025)

Hamnet
, che l'edizione italiana ha stupidamente dotato di un inutile sottotitolo (Nel nome del figlio), ha il grande merito di essere in grado di dimostrare che anche un tema apparentemente esaurito ed abusato può essere affrontato da un nuovo punto di vista in maniera molto proficua.
Il quinto lungometraggio di Chloé Zhao, infatti, è apparentemente incentrato su Shakespeare e sull'Amleto - l'esergo della pellicola ci ricorda che Hamlet e Hamnet al tempo potevano essere usati indifferentemente -, ma di fatto è la storia di una famiglia del XVI secolo tra amore, sorte, vita, ed è uno di quei film che ci cambiano, che anche dopo decenni ricorderemo dove e quando lo abbiamo visto, se c'era qualcuno con noi e le emozioni della sala (trailer).

lunedì 16 febbraio 2026

Hong Kong Express (Kar-Wai 1994)

Wong Kar-Wai al suo terzo lungometraggio, dopo As Tears Go By (1988) e Days of Being Wild (1991), iniziava ad indagare l'amore, che poi sarà il tema dominante di Happy Together (1997), di In the Mood for Love (2000), sicuramente il suo capolavoro più famoso e uno dei film più belli di questo quarto di secolo, di 2046 (2004) e di Un bacio romantico (2007).
Hong Kong Express (titolo internazionale Chungking Express), incredibilmente girato in una pausa di produzione di Ashes of time (1994), affronta l'amore e il caso, l'ossessione amorosa e l'incredibile interruttore che può interromperla, da un giorno all'altro, per una sorta di scadenza o perché semplicemente i tempi sono maturi per superare quella splendida infezione che chiamiamo amore.
Due episodi, due amori finiti oltre i quali dover andare, meglio se conoscendo un'altra persona (trailer).

martedì 10 febbraio 2026

L'agente segreto (Mendonça Filho 2025)

È un film bellissimo il noir politico scritto e diretto da Kleber Mendonça Filho, giornalista, critico cinematografico e regista brasiliano, giustamente candidato per il miglior film in lingua straniera ai prossimi Oscar.
Mendonça Filho arriva al suo quarto lungometraggio (ha girato anche due documentari in carriera), che ambienta negli anni della dittatura militare brasiliana (1964-1985) e nella città di Recife, dove lui stesso è nato nel 1968.
La microstoria all'interno di questo contesto è quella di Armando Alves (Wagner Moura), che nel 1977 per motivi politici da San Paolo si trasferisce nella capitale dello stato di Pernambuco, appunto, da dona Sebastiana, un'adorabile settantasettenne - ci tiene a dire che è nata nel 1900 esatto - che accoglie diversi rifugiati, tra cui alcuni provenienti dall'Angola, la colonia portoghese che per secoli è stata il principale bacino di schiavitù per le piantagioni in Brasile (trailer).

venerdì 30 gennaio 2026

Sentimental value (Trier 2025)

"Tra me e te c'è una grande differenza... io avevo te!" 
È questa frase, pronunciata dalla sorella minore a quella maggiore, uno dei fulcri del bellissimo film di Joachim Trier, Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes, otto nomination ai Golden Globe, nove agli Oscar. Una pellicola in grado di portare lo spettatore all'interno delle pieghe di una famiglia e dei suoi scheletri, tra le ferite e i non detti, tra le assenze e i rancori.
Siamo in Norvegia, le sorelle sono Nora (Renate Reinsve), attrice di teatro, single, che ha una relazione con un uomo sposato, e Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas), che invece ha un marito e un figlio. Le due hanno appena perso la madre, Sissel, che in quella casa aveva uno studio da psicoterapeuta; sono ancora sconvolte e durante la commemorazione vedono arrivare il padre, Gustav Borg (Stellan Skarsgård), regista affermato, da anni tornato in Svezia dopo il divorzio (trailer).

domenica 25 gennaio 2026

No Other Choice (Park Chan-wook 2025)

Park Chan-wook, tre anni dopo Decision to leave, torna al noir, ma stavolta in versione grottesca, anticapitalista e antiborghese, curando questo adattamento dal romanzo di Donald E. Westlake, The Ax (1997), già trasformato in pellicola da Costa-Gavras con Cacciatore di teste (2005). E non a caso, il film coreano è dedicato al regista greco e tra i suoi produttori figurano sia la moglie, Michèle Ray, che il figlio Alexandre Gavras.
Una famiglia apparentemente perfetta viene sconquassata dall'improvvisa perdita del lavoro da parte di Man-soo (Lee Byung-hun), fino a quel momento impiegato in una grande azienda che produce carta, licenziato a causa dell'arrivo di una nuova proprietà statunitense (trailer).

venerdì 9 gennaio 2026

La grazia (Sorrentino 2025)

Che sia un film di Paolo Sorrentino lo capiamo dopo pochi secondi, quando, dopo aver visto le frecce tricolore in cielo, un dolly/drone scende verso il basso fino al Quirinale. Il bel movimento della mdp, le prospettive centrali del cinema del regista napoletano e la sua immediata riconoscibilità certificano quanto La grazia sia una pellicola d'autore, eppure stavolta non decolla come sempre e le immagini sono meno dirompenti del solito. 
Colpa dell'austero tema presidenziale o semplicemente un film meno ispirato e riuscito di altri (trailer)?

sabato 3 gennaio 2026

Il maestro (Di Stefano 2025)

Andrea Di Stefano, classe 1972, rispolvera il tono dolceamaro di tanta commedia italiana, per un film che è un romanzo di formazione ambientato negli anni '80, in cui tennis, pressioni familiari, fallimenti, aspettative, fanno riflettere malinconicamente tra un sorriso e l'altro.
Felice (Tiziano Menichelli) è il ragazzino che il padre, Pietro Milella (Giovanni Ludeno), ha deciso a tavolino di trasformare in un campione di tennis. La sua è un'attenzione spasmodica, l'impiego da ingegnere gestionale è totalmente secondario rispetto a quello che diventa il suo unico obiettivo di vita, e lo stesso vale per il rapporto con la moglie e per le esigenze della figlia primogenita, che ormai odia il fratello in maniera viscerale. Ed è proprio lei che, di fronte alla probabile rinuncia alle vacanze estive, poiché i soldi ora serviranno per Felice, all'idea di andare al paese per risparmiare, prorompe:  "io bevo la candeggina se vado a Sibari!" (trailer).

mercoledì 31 dicembre 2025

Saluto a Brigitte Bardot (28/9/1934 - 28/12/2025)

Si è spenta a 91 anni una delle icone del Novecento, un personaggio tra luci e ombre: da una parte la sua indiscutibile bellezza, dall'altra molte delle sue idee...
Brigitte Anne Marie era nata a Parigi nel 1934, da Louis Bardot, ingegnere e imprenditore, e da Anne-Marie Mucel, rampolla di una famiglia altoborghese. Una sorella minore, Marie-Jeanne Bardot, detta Mijanou, anche lei attirata dal cinema in cui lavorò per una decina di anni, apparendo, tra gli altri, anche nel film di Eric Rohmer La collezionista (1967).
Con questo pedigree familiare il prevedibile inizio di Brigitte fu come ballerina, ma complice l'attività di modella, che le valse una copertina di Elle a soli quindici anni, il cinema arrivò molto presto e nel 1952 era già davanti alla mdp quando esordì con Le trou normand (Boyer) e, nel primo ruolo da protagonista, in Manina ragazza senza veli (Rozier 1952). Proprio negli anni a cavallo del 1950 conobbe Roger Vadim, e nonostante l'opposizione dei genitori, iniziò la relazione che la portò al matrimonio nel 1952, appena compiuti i diciotto anni.

domenica 28 dicembre 2025

Father Mother Sister Brother (Jarmusch 2025)

La poesia parlata e filmata di Jim Jarmusch affronta in tre episodi il tema del ritorno in famiglia, laddove il nucleo familiare in cui si è cresciuti non c'è più, con la conseguente capacità o meno di lasciare andare, poiché la famiglia è legame e il legame per quanto bello non lascia mai liberi. Due figli e un padre, due figlie e una madre, due fratelli che hanno perso i genitori: i rapporti familiari più stretti, tra ricordi, segreti e vite che hanno preso strade totalmente diverse.
Il regista dell'Ohio unisce storie geograficamente lontane attraverso dei sottili fil rouge che si ripetono in episodi divisi da sipari sfumati, incerti, con gocce di pioggia sul vetro, e interpretati da un cast eccezionale, in cui genitori, figli e fratelli si confrontano, si sostengono, si ingannano o si ignorano con affetto. Il Leone d'oro a Venezia è decisamente meritato (trailer).