mercoledì 25 agosto 2021

La donna alla finestra (Wright 2021)

Con un titolo del genere, Joe Wright non può non far correre in sala - pardon, sul divano, data la mancata uscita sul grande schermo -, gli amanti del cinema. Si pensa subito a La donna del ritratto (Lang 1944), magnifico noir che in inglese aveva lo stesso titolo, The Woman in the Window, ma poi bastano pochi fotogrammi per capire che siamo soprattutto dalle parti di sir Alfred Hitchcock. E, infatti, l'adattamento dell'omonimo best seller del 2018 a firma di A.J. Finn, pseudonimo di Dan Mallory, occhieggia, è proprio il caso di dirlo, e non poco, al capolavoro hitchcockiano La finestra sul cortile (Rear Window, 1954), di cui nelle immagini iniziali, per fugare ogni dubbio, il regista inglese ci mostra il momento in cui James Stewart è appeso alla grondaia da cui cadrà, procurandosi la frattura che lo costringerà ingessato a casa, da dove spierà il vicinato (trailer).

sabato 14 agosto 2021

Up (Docter 2009)

Con un lungo flash forward Pete Docter, coadiuvato da Bob Peterson sia alla regia che alla sceneggiatura, racconta una storia che, dalla premessa ambientata nel 1939, arriva fino agli anni '70 e poi ai giorni nostri.
Conosciamo Carl Friedricksen ancora bambino, che guarda cinegiornali in bianco e nero sull'esploratore Charles Muntz, passione che condivide con una coetanea, Ellie, con cui, oltre a fondare un club con due soli iscritti, sogna di andare un giorno alle Cascate Paradiso, in Venezuela, dove l'idolo di entrambi è arrivato col suo dirigibile Spirit of Adventure.

venerdì 6 agosto 2021

Luca (Casarosa 2021)

Fa decisamente effetto vedere così tanta Italia in un film d'animazione Pixar. Non è la prima volta che accade - si pensi al Pinocchio della Disney, ma anche a Cars 2, rimanendo in ambito Pixar o a Porco Rosso e a Whisper of my heart per entrare nell'orbita Miyazaki e Studio Ghibli -, ma stavolta anche il regista è italiano e la scelta è autobiografica, poiché Enrico Casarosa, classe 1971, è nato a Genova e si è trasferito negli Stati Uniti appena ventenne proprio per studiare animazione a New York.
Il film, in pieno stile Pixar, è bellissimo, didattico e regala tante emozioni a grandi e piccoli, raccontando una storia di integrazione e autodeterminazione, di amicizia e socialità, di formazione e crescita, di differenze e di tolleranza (trailer).

venerdì 30 luglio 2021

Old (Shyamalan 2021)

M. Night Shyamalan adatta la graphic novel Castello di sabbia di Pierre-Oscar Levy e Frederick Peeters, e ingaggia un duello con lo spettatore, tra ironia, assurdità e topos televisivi, raccontando di undici vacanzieri che, durante un'escursione, si ritrovano inspiegabilmente bloccati su un'isola su cui i loro corpi invecchiano di ora in ora, da cui l'Old del titolo (trailer). Il sarcasmo del soggetto è confermato dalla navetta che li conduce dal villaggio turistico all'isola, guidata dallo stesso regista, che rimarrà ad osservarli da lontano.

lunedì 26 luglio 2021

Coco (Unkrich 2017)

Ambientazione messicana, tradizione, famiglia e Aldilà, per questo lungometraggio d'animazione Disney-Pixar, che conferma l'altissimo livello delle produzioni della casa che, da Toy Story (Lasseter 1995) in poi, ha inanellato un film all'anno, collezionando tanti capolavori.
Lee Unkrich e il co-regista Adrian Molina mettono in scena una storia da teatro classico, con tanto di agnizione finale, che fa stropicciare gli occhi a grandi e bambini.
La Coco del titolo in realtà non è la protagonista, né una bambina, come ci si aspetterebbe, ma la vecchissima bisnonna del piccolo protagonista, Miguel Rivera, ultimo membro di una famiglia di calzolai, ad impianto matriarcale, con un passato musicale messo a tacere dagli eventi della vita.

martedì 20 luglio 2021

La famiglia Bélier (Lartigau 2014)

Con questa commedia familiare, il regista parigino Éric Lartigau ha raggiunto la notorietà, nonostante i cinque film precedenti tra cui quello a più mani, Gli infedeli (2012), in cui aveva diretto l'episodio Lolita.
La famiglia Bélier non è un capolavoro cinematografico, non ci si aspetti una grande regia né particolari movimenti di macchina, ma ha certamente due grossi meriti: una buona sceneggiatura, che Lartigau ha scritto con più colleghi (Victoria Bedos, Stanislas Carré de Malberg e Thomas Bidegain), e, soprattutto, la capacità di raccontare con leggerezza, e senza facili sentimentalismi, l'handicap (tranne Paula, la giovane protagonista, tutta la famiglia è composta da sordomuti), una caratteristica che lo colloca di fianco al più famoso precedente, di qualche anno prima, Quasi amici (Nakache - Toledano 2011).

giovedì 15 luglio 2021

Monty Python - Il senso della vita (Jones 1983)

Difficile scegliere tra i film dei Python, ma The Meaning of Life ha di certo un sapore speciale, anche perché arriva alla fine del loro percorso, che dall'epica serie Monty Python's Flying Circus (1969-74), li portò al grande schermo, prima con una sorta del "meglio di..." a sketch, in E ora qualcosa di completamente diverso (1971), quindi con una pellicola organica e narrativa, Monty Python e il Sacro Graal (1975), per poi raggiungere il massimo dell'irriverenza con Brian di Nazareth (1979), parodia sulla Palestina dei tempi di Gesù, non a caso uscito nelle sale italiane solo nel 1991. 

venerdì 18 giugno 2021

The Father (Zeller 2020)

Un rubinetto perde, continua a gocciolare... e alla fine smette.
Questo inserto, a circa metà del film, può essere letto come la chiave della pellicola, incentrata sul dramma di un uomo che, affetto da alzheimer, ha una memoria che funziona come quel rubinetto, e un futuro ormai segnato. L'insulso sottotitolo dell'edizione italiana, "Nulla è come sembra", invece, che rischia di dare una parvenza di thriller ad un film intimo e poetico, si riferisce all'idea portante del film, vissuto dallo spettatore come un'ideale soggettiva del protagonista, cosicché, molto spesso, una scena viene subito dopo contraddetta dalla successiva, creando in chi guarda un straniamento costante.

sabato 12 giugno 2021

Quarto potere (Welles 1941)

Quel cartello "no trespassing", quella cancellata invalicabile che un carrello verticale percorre nella sua interezza fino a mostrare quella K che vi campeggia in alto e, in lontananza, quel maniero neomedievale immerso nella nebbia. E poi, scimmie in gabbia, gondole, finestre gotiche, e tanto altro, a cui si arriva sempre attraverso una dissolvenza incrociata, fino ad una palla di vetro con la neve che si rompe cadendo e una soggettiva all'interno di quel vetro, resa attraverso il fish eye in modo da riprodurne la deformazione. Il tutto mentre l'uomo che tiene in mano quella palla, lasciandola andare, pronuncia il nome Rosabella (Rosebud in originale), che è anche l'unica parola che sentiamo in questi primi folgoranti due minuti e mezzo.

domenica 6 giugno 2021

The Human Voice (Almodóvar 2020)

Pedro Almodovar adatta per il cinema il celebre monologo La voix humaine che Jean Cocteau scrisse nel 1930 per Berthe Bovy (ascolta). Che il regista lo amasse in particolar modo lo sapevamo, poiché all'interno della sua filmografia compariva in parte, inserito ne La legge del desiderio (1987), recitato da Carmen Maura, e poi nel più noto dei suoi primi film, Donne sull'orlo di una crisi di nervi (1988), liberamente ispirato al testo di Cocteau, ma trasformato in una storia d'amore straziato a più personaggi.
Prima e dopo Almodóvar, che ora lo ha ripreso in grande stile, però, teatro, cinema e persino musica sono tornati più volte su La voce umana: da Roberto Rossellini, che nell'omonimo episodio de L'Amore (1948) l'affidò alla magistrale interpretazione di Anna Magnani (vedi), a Ted Kotcheff che invece utilizzò proprio l'ex moglie del regista italiano, Ingrid Bergman, per la sua versione del 1966 (vedi); da Francis Pulenc, che lo trasformò in opera nel 1959 (vedi), a Madonna che lo citò nel video I want you del 1995 (vedi).