giovedì 25 giugno 2026

Rebuilding (Walker-Silverman 2025)

Bel western di nuova generazione quello del trentatreenne Max Walker-Silverman, al suo secondo film dietro la mdp, dopo A love song (2022). Presentata al Sundance Film Festival, il più importante tra i festival di cinema indipendente negli Stati Uniti, la pellicola ha avuto ottime recensioni ed è stata velocemente distribuita negli Stati Uniti e in Europa.
In una linea immaginaria che può andare da Gli spostati (Huston 1961) a Piccolo grande uomo (Penn 1970), da Balla coi lupi (Costner 1990) a Gli spietati (Eastwood 1992), per poi arrivare a pellicole come Una storia vera (Lynch), I segreti di Brokeback Mountain (Lee 2005) e, più recentemente, come The dead don't hurt (Mortensen 2023), il western, genere tradizionalista per antonomasia, è sempre più spesso terreno di sperimentalismo e luogo di narrazione altra rispetto al passato (trailer).

domenica 21 giugno 2026

Still Walking - Camminando in un giorno d'estate (Kore-eda 2008)

Distribuito con il titolo di Still Walking, a cui in Italia è stato aggiunto l'elemento stagionale, Aruitemo Aruitemo, letteralmente Camminando camminando, è il sesto lungometraggio di Hirokazu Kore-eda.
Il regista giapponese, come sua consuetudine, ci offre uno spaccato di vita familiare, laddove però la famiglia tradizionale mostra segni di crisi, in una sorta di versione aggiornata di quanto accadeva nei capolavori di Yasuhiro Ozu.
E, in effetti, Kore-eda contrappone generazioni e mentalità, incertezze e bisogno di approvazione dei più giovani alle rigidità dei più anziani, drammi familiari e sorrisi, con la stessa leggiadria e la stessa tenerezza di uno dei più grandi maestri del cinema nipponico (trailer). 

martedì 16 giugno 2026

Disclosure Day (Spielberg 2026)

Steven Spielberg allo stato puro, un po' Incontri ravvicinati del terzo tipo, un po' E.T. - nelle sue parti migliori - con l'aggiunta di una cavalcata sugli stereotipi del complottismo USA (e non solo). E poi, tanta azione, mdp sempre in movimento e un congegno ingegneristicamente perfetto, eppure, ancora una volta, come gli capita sempre più spesso, freddo, inerte.
Disclosure day, per chi scrive, passa un'intera prima parte a intrattenere labilmente lo spettatore, aggrovigliandosi nelle sue stesse spire, per poi fluire più liberamente nella seconda sezione, quando tutto accade davvero, e si intravedono lampi dello Spielberg migliore, quello sentimentale e fanciullesco  (trailer).

domenica 7 giugno 2026

Gli spostati (Huston 1961)

Se esiste il regalo più bello per San Valentino è sicuramente questo, Gli spostati, che Arthur Miller scrisse nel 1958 per Marylin Monroe, allora sua moglie. E il film di John Huston che tre anni dopo da esso discese è un caposaldo della storia del western statunitense, forse il primo a segnare una via diversa, in cui molti anni dopo si inseriranno prima Gli spietati (Eastwood 1992) e poi tutti gli altri.
Un western ecologico, secondo una vecchia definizione, ma oggi abbiamo gli strumenti per definirlo in maniera più puntuale: sensibile, antimachista se non femminista, animalista e, soprattutto, antitradizionalista (trailer).

sabato 6 giugno 2026

Backrooms (Parsons 2026)

Kane Parsons passa da essere un famoso youtuber all'esordio come regista cinematografico: il salto è ampio, forse troppo, ma l'opera prima, tra alti e bassi a tratti funziona. Non resta che sperare per il futuro di questo ventunenne statunitense, per ora stritolato tra la A24 e un malcelato tentativo di coinvolgere anche la Generazione Z e i Millennials nel suo immaginario, oltre che i più giovani.
Nel 2022, ancora diciassettenne, si è inserito nel fenomeno delle Backrooms, leggenda metropolitana iniziata con un anonimo utente che aveva pubblicato una foto su Reddit che mostrava una stanza apparentemente infinita, poi sviluppatasi in un fenomeno che ha portato a teorizzare una sorta di mitologia di dimensioni parallele, piene di minacce. Parson ha così pubblicato un video su youtube, che poi ha dato vita a una fortunata web serie e da lì l'adattamento per il film. Tutto in pochissimo tempo, bruciando le tappe e la formazione (trailer).

giovedì 28 maggio 2026

Amarga Navidad (Almodóvar 2026)

Pedro Almodóvar, al suo ventiquattresimo lungometraggio, gira un melodramma metacinematografico, in cui vita, fiction e autofiction si intersecano grazie a un montaggio superbo - di Teresa Font - che è la quintessenza della pellicola.
I colori pastello e squillanti permettono di riconoscere l'autore spagnolo già dopo un paio di fotogrammi, mentre 2004, 2026, 2003 sono i tempi di un'azione che cambia continuamente, nei quali tutti scrivono, tutti recitano, tutti amano e tutti, in fondo, fingono (trailer).

venerdì 22 maggio 2026

Maborosi - I bagliori dell'anima (Kore-eda 1995)

L'inconfondibile tocco di Hirokazu Kore-eda appare evidente anche nella sua pellicola di esordio, forse ancora acerba, ma che si sviluppa in maniera pienamente consona alla sua poetica, fatta di nuclei familiari atipici (ce ne sono di tipici?), costretti alla perdita, al lutto, al dolore e alla ricomposizione, con un occhio sempre attento alla condizione e alla psicologia dei bambini (trailer).

domenica 17 maggio 2026

Il diavolo veste Prada 2 (Frankel 2026)

Vent'anni dopo, pochi sorrisi e noia assicurata per il ritorno sul grande schermo di Anne Hathaway e Meryl Streep nei panni di Andy Sachs e Miranda Priestly.
Quello che nel 2006, grazie all'omonimo romanzo di Lauren Weisberger (The Devil Wears Prada, 2003), era stato dirompente e dissacrante, facendo del primo capitolo un cult, si sgonfia con un sequel che non graffia, trasformando il rapporto tra Miranda e Andy, allora totalmente impari, in un'alleanza in cui le battute ciniche della prima sembrano carezze che la donna più giovane ormai incassa senza subire più di tanto. Non batte ciglio nemmeno quando Miranda non ricorda chi sia e la sua rivincita è vederla entrare in difficoltà da vera boomer con il cellulare (trailer).

lunedì 20 aprile 2026

Lo straniero (Ozon 2025)

Metafisica e surrealismo, da De Chirico e Dalì: così si presentano le immagini bellissime ed estetizzanti de Lo straniero firmato da François Ozon. Per adattare il capolavoro di Albert Camus (1942), già portato sul grande schermo da Luchino Visconti (1967) con Marcello Mastroianni come protagonista, il regista francese sceglie un bianco e nero profondo e intenso, spesso squarciato dal sole di Algeri.
Il montaggio, complice anche la fama del romanzo, gioca a carte scoperte, aprendo la pellicola con Meursault (Benjamin Voisin), già in prigione, che dichiara di aver ucciso un arabo. Il racconto, quindi, è tutto in flashback, solo raramente interrotto da brevi brani che riportano lo spettatore al presente (trailer).

mercoledì 15 aprile 2026

Nouvelle vague (Linklater 2025)

Richard Linklater, figura chiave del cinema indipendente statunitense, e il suo pieno amore per la settima arte, in un film omaggio a uno dei movimenti cinematografici più amati di sempre, che scandaglia la vita dei suoi protagonisti durante la realizzazione di una delle pellicole più identitarie di tutta la Nouvelle Vague, À bout de souffle (Fino all'ultimo respiro, 1960), che segnò l'esordio alla regia di Jean-Luc Godard.
1959. In sala ci sono tutti, Jean-Luc Godard (Guillaume Marbeck), François Truffaut (Adrien Rouyard), Suzanne Schiffman (Jodie Ruth-Forest), Claude Chabrol (Antoine Besson). 
Godard, pur essendo convinto che "il modo migliore di criticare un film è realizzarne uno", è l'unico del gruppo a non averne ancora girati e la cosa lo affligge (trailer).