venerdì 31 luglio 2026

Le mani sulla città (F. Rosi 1963)

“Lei parla come se il potere fosse tutto”…
Sorpreso dal cinismo del suo interlocutore, risponde così uno dei personaggi in lotta con la propria coscienza e con la propria etica in un film in cui potere, denaro, politica e speculazione edilizia raccontano un groviglio perverso in cui l’arrivismo è la via più certa verso l’infelicità assoluta.
Le mani sulla città di Francesco Rosi, capolavoro di impegno civile del cinema italiano, vinse il Leone d’Oro a Venezia nel 1963, eppure è ancora straordinariamente attuale, poiché nonostante i passi fatti alcune dinamiche restano le stesse. Non a caso nel 2005 è valso al suo regista la laurea honoris causa in pianificazione territoriale, urbanistica ed ambientale al'Università di Reggio Calabria.
Riguardarlo oggi permette allo spettatore di andare all’origine di tanti fenomeni mai interrotti e che, anzi, hanno avuto delle forti riprese tra anni ’80 e ’90, con il connubio Berlusconi-Craxi per Milano 2 e non solo, e con le altre speculazioni edilizie successive (guarda il film e il trailer).

mercoledì 22 luglio 2026

Cos'è l'amore (Gorgeart 2025)

Amore e società ai giorni nostri, con uno sguardo aperto verso forme alternative di famiglia.
Fabien Gorgeart racconta questa storia con la leggerezza tipica della commedia francese, sempre in grado di andare in profondità e di far riflettere lo spettatore.
Una coppia, Marguerite e Sofiane (Laure Calamy e Lyes Salem), e loro figlia, Raphaelle (Saul Benchetrit), adolescente nel turbinio da primo innamoramento, sempre con il fidanzato Tom, con cui vorrebbe passare 24 ore al giorno, scatenando il disappunto della madre.
A sconvolgere questo già precario equilibrio, Fred (Vincent Macaigne), l'ex marito di Marguerite - dai quali è nata Léa (Céleste Brunnquell), che studia all'estero -, il quale chiede alla donna un secondo divorzio per agevolare il nuovo matrimonio con Chloé (Mélanie Thierry, che qualcuno ricorderà in The Zero Theorem di Terry Gilliam, 2013)... (trailer)

venerdì 17 luglio 2026

Odissea (Nolan 2026)

Christopher Nolan ha riportato al cinema un peplum gigantesco, al passo coi tempi, grazie a tanta tecnica, un overcasting di grande livello e un budget di oltre 250 milioni di dollari. 
Il risultato è strabiliante: la sua Odissea avvince, coinvolge, tiene incollati alla poltrona per quasi tre ore, che volano e durante le quali, quando ci si stacca dallo schienale è per provare ad avvicinarsi allo schermo ed entrare in scena con i personaggi.
Sulla storia stavolta per ovvi motivi c'era poco da aggiungere e questo, ad avviso di chi scrive, ha aiutato il regista londinese, da sempre attratto da lambiccamenti e spiegazioni parascientifiche, a lasciare maggior spazio alla narrazione per immagini, che attraverso un sonoro magnifico (forse l'aspetto più travolgente della pellicola), si fonde con il tono epico, un ricco simbolismo e una spiccata componente filosofica, dando un risultato eccezionale (trailer).

lunedì 13 luglio 2026

After life - Qual è il tuo ricordo più bello? (Kore-eda 1998)

E se la vita dopo la morte fosse un eterno film?
Sembra questo l'ideale aldilà immaginato da Hirokazu Kore-eda in questa pellicola dal titolo maltrattato in occidente. Wandafuru raifu, infatti, che in giapponese traslittera "wonderful life", a parte il rischio di sovrapporsi al capolavoro di Frank Capra (La vita è una cosa meravigliosa, 1946), poteva essere agilmente riportato in inglese mantenendo così il senso dato dall'autore. E, invece, l'edizione internazionale lo ha trasformato in After life, puntando l'accento sul tema più specifico del film, mentre quella italiana ha scelto addirittura la domanda che viene posta alle persone che dopo la loro vita, appunto, si presentano davanti a una sorta di commissione esaminatrice, dei Minosse che sembrano piuttosto dei monsieur Travet di turno (trailer).

lunedì 6 luglio 2026

Gangs of New York (Scorsese 2002)

Martin Scorsese e le origini della sua città, di cui si è sempre dichiarato innamorato e nella quale, cresciuto a Little Italy, ha sempre detto che avrebbe potuto facilmente essere un sacerdote o un gangster.
E, in effetti, Gangs of New York ha entrambe queste anime, a partire dal titolo, che contiene l'etimologia del termine gangster, con quelle "bande" che nel XIX secolo si affrontarono per la supremazia territoriale in città, di cui il film racconta la storia, e la componente religiosa che, per stessa affermazione di uno dei protagonisti, è ciò che divide le due gang principali.
È William Cutting, per tutti "Bill il Macellaio", interpretato da un sontuoso Daniel Day-Lewis, a dire al giovane Amsterdam Vallon (Leonardo DiCaprio) che lui e suo padre, il "Prete" Vallon (Liam Neeson), avevano gli stessi principi e li divideva solo la fede religiosa: nativo e protestante Bill, irlandese e cattolico Vallon (trailer).