martedì 30 giugno 2026

Allora balliamo (Bonnin 2025)

Cucina, modelli relazionali, storie d'amore e rapporti familiari complessi, canzoni che stemperano tutto in un musical riuscito e sorprendente, all'interno di una storia semplice, in cui è facile identificarsi.
Cécile (Juliette Armanet) vive a Parigi, ha da poco vinto l'edizione di Top Chef, una famosa trasmissione televisiva a tema gastronomico, e sta per aprire un ristorante con il suo compagno, Sofiane (Tewfik Jallab). In quei giorni in cui tutto si mescola, vita pubblica, privata, ansie e aspirazioni, le arriva una telefonata dalla madre che le comunica l'infarto del padre... Cécile è figlia unica e, anche se non vorrebbe, parte per il paese d'origine, quello da cui si è allontanata anni prima per cercare la propria strada e in cui naturalmente c'è gran parte della sua vita.
Il titolo italiano, come di consueto, cancella proprio questo, il Partir un jour del titolo originale che rimonta a un passato da cui tutto è originato e con cui Cécile, volente o nolente, deve fare i conti (trailer).

giovedì 25 giugno 2026

Rebuilding (Walker-Silverman 2025)

Bel western di nuova generazione quello del trentatreenne Max Walker-Silverman, al suo secondo film dietro la mdp, dopo A love song (2022). Presentata al Sundance Film Festival, il più importante tra i festival di cinema indipendente negli Stati Uniti, la pellicola ha avuto ottime recensioni ed è stata velocemente distribuita negli Stati Uniti e in Europa.
In una linea immaginaria che può andare da Gli spostati (Huston 1961) a Piccolo grande uomo (Penn 1970), da Balla coi lupi (Costner 1990) a Gli spietati (Eastwood 1992), per poi arrivare a pellicole come Una storia vera (Lynch), I segreti di Brokeback Mountain (Lee 2005) e, più recentemente, come The dead don't hurt (Mortensen 2023), il western, genere tradizionalista per antonomasia, è sempre più spesso terreno di sperimentalismo e luogo di narrazione altra rispetto al passato (trailer).

domenica 21 giugno 2026

Still Walking - Camminando in un giorno d'estate (Kore-eda 2008)

Distribuito con il titolo di Still Walking, a cui in Italia è stato aggiunto l'elemento stagionale, Aruitemo Aruitemo, letteralmente Camminando camminando, è il sesto lungometraggio di Hirokazu Kore-eda.
Il regista giapponese, come sua consuetudine, ci offre uno spaccato di vita familiare, laddove però la famiglia tradizionale mostra segni di crisi, in una sorta di versione aggiornata di quanto accadeva nei capolavori di Yasuhiro Ozu.
E, in effetti, Kore-eda contrappone generazioni e mentalità, incertezze e bisogno di approvazione dei più giovani alle rigidità dei più anziani, drammi familiari e sorrisi, con la stessa leggiadria e la stessa tenerezza di uno dei più grandi maestri del cinema nipponico (trailer). 

martedì 16 giugno 2026

Disclosure Day (Spielberg 2026)

Steven Spielberg allo stato puro, un po' Incontri ravvicinati del terzo tipo, un po' E.T. - nelle sue parti migliori - con l'aggiunta di una cavalcata sugli stereotipi del complottismo USA (e non solo). E poi, tanta azione, mdp sempre in movimento e un congegno ingegneristicamente perfetto, eppure, ancora una volta, come gli capita sempre più spesso, freddo, inerte.
Disclosure day, per chi scrive, passa un'intera prima parte a intrattenere labilmente lo spettatore, aggrovigliandosi nelle sue stesse spire, per poi fluire più liberamente nella seconda sezione, quando tutto accade davvero, e si intravedono lampi dello Spielberg migliore, quello sentimentale e fanciullesco  (trailer).

domenica 7 giugno 2026

Gli spostati (Huston 1961)

Se esiste il regalo più bello per San Valentino è sicuramente questo, Gli spostati, che Arthur Miller scrisse nel 1958 per Marylin Monroe, allora sua moglie. E il film di John Huston che tre anni dopo da esso discese è un caposaldo della storia del western statunitense, forse il primo a segnare una via diversa, in cui molti anni dopo si inseriranno prima Gli spietati (Eastwood 1992) e poi tutti gli altri.
Un western ecologico, secondo una vecchia definizione, ma oggi abbiamo gli strumenti per definirlo in maniera più puntuale: sensibile, antimachista se non femminista, animalista e, soprattutto, antitradizionalista (trailer).

sabato 6 giugno 2026

Backrooms (Parsons 2026)

Kane Parsons passa da essere un famoso youtuber all'esordio come regista cinematografico: il salto è ampio, forse troppo, ma l'opera prima, tra alti e bassi a tratti funziona. Non resta che sperare per il futuro di questo ventunenne statunitense, per ora stritolato tra la A24 e un malcelato tentativo di coinvolgere anche la Generazione Z e i Millennials nel suo immaginario, oltre che i più giovani.
Nel 2022, ancora diciassettenne, si è inserito nel fenomeno delle Backrooms, leggenda metropolitana iniziata con un anonimo utente che aveva pubblicato una foto su Reddit che mostrava una stanza apparentemente infinita, poi sviluppatasi in un fenomeno che ha portato a teorizzare una sorta di mitologia di dimensioni parallele, piene di minacce. Parson ha così pubblicato un video su youtube, che poi ha dato vita a una fortunata web serie e da lì l'adattamento per il film. Tutto in pochissimo tempo, bruciando le tappe e la formazione (trailer).