sabato 22 marzo 2025
Mickey 17 (Bong Joon-ho 2025)
L'irriverente Bong Joon-ho, che in film come Memorie di un assassino, Madre e, soprattutto, con Parasite, ci ha conquistato grazie alla sua ironia cupa e alla sua tagliente analisi sociale, viene sgonfiato da Hollywood. Mickey 17, prodotto e distribuito dalla Warner Bros, è un film di fantascienza che sa tanto di già visto, in cui gli aspetti sociali e politici vengono trattati in maniera superficiale e si accontentano di una morale edificante disneyana (trailer).
domenica 16 marzo 2025
Anora (Baker 2024)
Pretty Woman incontra Una notte da leoni in una catena di eventi di sapore tarantiniano...
Sean Baker ribalta l'idea del principe azzurro che "salva" la sex worker in una commedia politicamente scorretta che diverte e mantiene il ritmo alto per tutta la sua durata (2h30' che volano).
Anora è un bel film, ma inevitabilmente su quest'opera peseranno i cinque Oscar appena vinti, un numero che sembra davvero eccessivo (leggi ICSB sulla notte degli Oscar). La cosa più buffa è che li abbia presi Sean Baker e mai Quentin Tarantino, a cui la pellicola deve quasi tutto, come d'altronde dichiarato dallo stesso regista durante la cerimonia di premiazione al Dolby Theatre al cospetto del genio di Knoxville, che, è il caso di ricordarlo, ha vinto due soli Oscar come sceneggiatore in collaborazione con Roger Avary per Pulp Fiction e per Django (trailer).
lunedì 10 marzo 2025
Il mio giardino persiano (Moghaddam 2024)
Con un titolo poetico ed evocativo, ma non certo fedele all'originale, che invece suona Keyke Mahboobe Man ("la mia torta preferita"), tradotto correttamente nell'edizione internazionale in My Favourite Cake, è stato distribuito in Italia questo gioiello cinematografico iraniano.
Maryam Moghaddam, attrice, sceneggiatrice e regista, stavolta resta dietro la mdp e gira un film davvero bello da ogni punto di vista: ben girato, ben scritto, ben recitato e con un forte valore politico tra le pieghe di una storia che racconta con tenerezza gli anni della vecchiaia (trailer).
giovedì 6 marzo 2025
Notte degli Oscar 2025
“Registi, continuate a fare film per il grande schermo. Distributori, concentratevi sulle uscite cinematografiche dei vostri film. Genitori portate i vostri figli al cinema, saranno la futura generazione di cinefili, solo così potremo mantenere viva l’esperienza cinematografica”. Con queste parole d'amore per il cinema, e per il cinema in sala soprattutto, ha accolto il suo primo Oscar da regista Sean Baker, il vero trionfatore di questa 97° edizione della premiazione dell'Academy Awards, che però, per dirla con Gianni Canova, si è segnalata come una delle più conformiste degli ultimi anni.
lunedì 3 marzo 2025
Io sono ancora qui (Salles 2024)
L'Oscar al miglior film straniero racconta una storia poco nota al grande pubblico alle nostre latitudini, dove il concetto dei desaparecidos è soprattutto collegato alla dittatura in Argentina, come è naturale che sia, dati numeri di quel fenomeno. Questo non toglie che la stessa cosa avvenne anche in Brasile, dove la dittatura militare iniziò nell'aprile del 1964, durò fino al marzo del 1985 e colpì i dissenzienti in maniera durissima, bieca e sotterranea, come ogni regime.
La storia raccontata da Walter Salles è quella dell'ingegnere Rubens Paiva (Selton Mello), ex onorevole del governo brasiliano come membro del partito laburista, che provò a opporsi fino alla fine al cosiddetto "regime dei Gorillas", e che, dopo nove mesi lontano dal Brasile, nel 1965 riprese a vivere con la sua numerosa famiglia a Rio de Janeiro, in una bellissima casa a un passo dal mare. La sua scomparsa, il silenzio, l'incertezza spostano la centralità del film su sua moglie, Eunice (Fernanda Torres), e sulla sua grande forza, sulla sua capacità di resistere e di mantenere salda la dignità personale (trailer).
La storia raccontata da Walter Salles è quella dell'ingegnere Rubens Paiva (Selton Mello), ex onorevole del governo brasiliano come membro del partito laburista, che provò a opporsi fino alla fine al cosiddetto "regime dei Gorillas", e che, dopo nove mesi lontano dal Brasile, nel 1965 riprese a vivere con la sua numerosa famiglia a Rio de Janeiro, in una bellissima casa a un passo dal mare. La sua scomparsa, il silenzio, l'incertezza spostano la centralità del film su sua moglie, Eunice (Fernanda Torres), e sulla sua grande forza, sulla sua capacità di resistere e di mantenere salda la dignità personale (trailer).
martedì 25 febbraio 2025
Monte (Naderi 2016)
L'ossessione come sentimento positivo... l'ossessione in una triade, insieme alla determinazione e al "never give up". È con questa parole che Amir Naderi, convinto che il dono dell’essere umano sia la sfida e che la tenacia possa letteralmente spostare le montagne, la sera del 21 febbraio ha esortato il pubblico del cinema Troisi a non arrendersi mai, dopo la proiezione del suo Monte, con al suo fianco i produttori, gli attori, le maestranze che hanno reso possibile quasi dieci anni fa la realizzazione di una pellicola eccezionale, potente, rigorosa, difficilmente paragonabile ad altro (trailer / guarda il film).
venerdì 21 febbraio 2025
Madre (Bong Joon-ho 2009)
Bong Joon-ho dieci anni prima del grandissimo successo di Parasite (2019) - in Italia uscito solo dopo quello, nel 2021 -, con un film sorprendente, in grado di portare lo spettatore dove il suo regista vuole, facendogli cambiare opinione sui protagonisti più volte all'interno di un cerchio perfetto, che si apre e si chiude con la protagonista che danza nei campi di grano. Un'immagine poetica che contrasta col dramma narrato, in un cortocircuito dolce-amaro tipico del cinema coreano, che si percepisce nei vestiti sgualciti della donna e nel suo essere fuori dal tempo e dallo spazio, in pieno disorientamento (trailer).
La madre che dà il titolo alla pellicola (Kim Hye-ja) - non sapremo mai il suo nome - è una donna di mezza età che vive in funzione di suo figlio, Do-joon (Won Bin), un ragazzo con disabilità intellettiva, che si accompagna spesso all'amico Jin-tae (Jin Goo), che lei considera un poco di buono.
venerdì 14 febbraio 2025
The Brutalist (Corbet 2024)
The Brutalist è un film importante, un'epopea biografica da vedere e da far vedere, che affronta questioni profonde nelle contraddizioni del secolo breve, investendo i rapporti col potere, la vita degli ebrei dopo la Seconda guerra mondiale, la storia dell'architettura.
La regia di Brady Corbet, Leone d'argento a Venezia, però, non dà nulla in più a questa storia: si limita a raccontarla senza grossi sussulti, limitandosi al compito di mettere in scena le diverse sequenze, giustapposte una dopo l'altra, con un montaggio lineare, anch'esso privo di scossoni, e con una visione passatista dell'artista solo e tormentato (trailer).
sabato 8 febbraio 2025
La ciociara (De Sica 1960)
Le bombe, il coprifuoco, l'estate del 1943, quella in cui Roma diventa "città aperta" (14 agosto).
Cesira (Sophia Loren), che è sola con sua figlia, Rosetta (Eleonora Brown), decide di tornare al paese per evitare di rimanere nell'occhio del ciclone dei bombardamenti. Il suo viaggio in Ciociaria, dalla dolce serenità iniziale, si trasforma in un inferno che permette riflessioni sulla guerra e sulle ombre che, nel particolare della vita dei singoli, non permettono mai di dividere manicheisticamente tra buoni e cattivi (trailer).
sabato 1 febbraio 2025
Here (Zemeckis 2024)
L'unità di spazio non era mai stata così stabile al cinema come in Here...
Una pellicola straordinaria, nel senso etimologico del termine, decisamente fuori dall'ordinario quella di Robert Zemeckis, che inquadra con la mdp fissa lo stesso punto per l'intera durata del film.
Una pellicola straordinaria, nel senso etimologico del termine, decisamente fuori dall'ordinario quella di Robert Zemeckis, che inquadra con la mdp fissa lo stesso punto per l'intera durata del film.
Tutto attorno a quel punto, però, gira vorticosamente, ed è il tempo, che va dalla preistoria ai nostri giorni, in una giostra cronologica affascinante che, grazie al montaggio (curato da Jesse Goldsmith), non va mai nella stessa direzione.
Il resto, come sempre nelle pellicole del cineasta di Chicago, è fatto di emozioni, semplici, dirette, in cui è facile identificarsi, cosicché ogni spettatore non può non pensare alla propria storia personale, ai ricordi, alle foto e ai filmini di famiglia, che qui prendono una forma sontuosa, magniloquente forse, ma colpiscono nel segno (trailer).
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