Kantemir Balagov, ventotenne allievo di Alexsandr Sokurov, racconta una storia di donne nel secondo dopoguerra russo e lo fa con un uso pittorico della mdp, tra scene di genere, realismo e grande sensibilità artistica.
Leningrado, autunno 1945. Ija (Viktorija Mirošničenko), la spilungona, "giraffa" o "quella alta un chilometro", come viene apostrofata durante il film, cui fa riferimento il titolo originale (
Dylda), è una ragazza che lavora come infermiera nell'ospedale della città e accudisce il piccolo Paska (Timofej Glazkov), un bimbo che tratta come figlio, e che tutti credono tale, ma in realtà dell'amica Maša (Vasilisa Perelygina), sua compagna rimasta al fronte (
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