Il cinema di Antonio Pietrangeli con Adua e le compagne tocca la sfera della Legge Merlin. Era il 20 febbraio 1958 quando le case di tolleranza chiusero, e il regista romano, poco dopo, iniziò a lavorare ad un film, scritto insieme a grandi nomi quali Ruggero Maccari, Ettore Scola e Tullio Pinelli. che prende le mosse proprio da quell'avvenimento, analizzandone le conseguenze con il suo tocco leggero ma non per questo superficiale, attraverso la storia di quattro donne totalmente differenti (guarda il film).
martedì 23 marzo 2021
mercoledì 3 marzo 2021
Il processo ai Chicago 7 (Sorkin 2020)
Dopo venticinque anni da sceneggiatore e il suo primo film da regista - Molly's game (2018) -, Aaron Sorkin gira il suo secondo lungometraggio, ancora una volta di genere giudiziario, ma in questo caso incentrato su uno degli episodi centrali della rivoluzione culturale del 1968. Com'è ovvio che sia, una pellicola realizzata da uno sceneggiatore non può che avere la scrittura al centro dell'opera, che peraltro ha appena vinto il Golden Globe proprio per la sceneggiatura. Non ci si aspettino, però, movimenti particolari o virtuosismi della mdp, né qualcosa che sorprenda lo spettatore, cosicché, a parte il montaggio di Alan Baumgarten, fondamentale nella struttura della trama, il resto del film è tutto nei dialoghi e nella narrazione dei fatti, per un trial movie in piena tradizione statunitense, ben confezionato e retoricamente spielberghiano (trailer).
mercoledì 24 febbraio 2021
Hiroshima mon amour (Resnais 1959)
Nella città della tragedia della bomba atomica Alain Resnais ambienta un film d'amore rarefatto, tragico e necessario, dal quale lo spettatore rimane affascinato ma allo stesso tempo annichilito.
Due corpi si abbracciano, si avvinghiano, si stringono... la loro pelle è ricoperta di quella che sembra essere polvere, sabbia, o meglio, cenere: il paragone immediato è con i corpi ritrovati a Pompei e Hiroshima è, in effetti, l'evento più simile a quello, con la differenza che duemila anni dopo la causa non fu naturale ma umana... Come considerare progresso il semplice trascorrere del tempo?
Durante quell'abbraccio non vediamo i volti dei due protagonisti (Emmanuelle Riva e Eiji Okada), ma le loro parole sono l'occasione per dare inizio a un documentario sulle conseguenze di Hiroshima (trailer).
mercoledì 17 febbraio 2021
Faustina (Magni 1968)
Dopo dodici anni da sceneggiatore, Luigi Magni iniziò la sua carriera da regista con questa commedia, che fonde l'amore per la storia di Roma, che sempre lo accompagnerà, con le tematiche allora molto sentite legate alla rottura del vincolo matrimoniale.
Faustina, di fatto, è una pellicola che, come altre in quegli anni, sostiene la necessità di una legge sul divorzio, che entrerà in vigore solo nel dicembre 1970 (la famosa legge 898). Il film di Magni condivide questo ruolo con opere quali Divorzio all'italiana (Germi 1961), I fuorilegge del matrimonio (Orsini-Taviani 1963), Scusi, lei è favorevole o contrario? (Sordi 1966), fino ad Alfredo Alfredo (Germi 1972), quasi un suggello alla legge ormai promulgata due anni prima (guarda il film).
lunedì 8 febbraio 2021
Tre colori - Film bianco (Kieslowski 1994)
Una splendida inquadratura in soggettiva dall'interno di una chiesa, dominata dal surcadrage della porta d'ingresso. Appena la mdp esce, ci accorgiamo che la soggettiva è quella della sposa, che si gira e, mentre i piccioni volano via in pieno sole, chiude gli occhi e bacia suo marito.
È indubbiamente l'immagine più bella e rasserenante della pellicola, un flashback (?) più volte ripetuto nel corso di un film che di rasserenante ha ben poco. Disturbante, ansiogeno, bellissimo, Film Bianco è il secondo segmento della trilogia dedicata agli ideali della Rivoluzione francese declinati in chiave intima e personale da Krzysztof Kieslowski, così come i dieci mediometraggi del Decalogo (1988-89) lo erano stati per i comandamenti biblici (trailer).
mercoledì 3 febbraio 2021
Viale del tramonto (Wilder 1950)
Billy Wilder e il film metacinematografico per antonomasia della Hollywood classica, con una Gloria Swanson protagonista in stato di grazia, nei panni di una diva che, con l'avvento del sonoro, ha perso la sua notorietà che cerca di recuperare ossessivamente.
Viale del tramonto può essere riassunto così, ma queste parole non bastano per comprendere il rilevante ruolo che la pellicola riveste all'interno della storia del cinema statunitense, di cui costituisce a tutt'oggi uno dei capolavori di sempre, per la capacità di entrare nelle pieghe di un mondo fatto di luci sfolgoranti, come quelle che chiudono la storia, ma anche di ombre profonde, abissali (trailer).
giovedì 28 gennaio 2021
Manifesto (Rosefeldt 2015)
Installazione o film? Il lavoro dell'artista australiano-tedesco Julian Rosefeldt è un'opera da museo d'arte moderna e contemporanea, multischermo, e così è stata ideata, per poi essere trasposta, con le dovute modifiche e i dovuti raccordi, in un lungometraggio da distribuire nelle sale.
Un manifesto, come recita il titolo, che di fatto è manifesto di tredici manifesti artistici scanditi da altrettanti personaggi nei cui panni brilla Cate Blanchett, una delle interpreti più poliedriche e versatili del cinema degli ultimi decenni, spiazzante nel suo perfezionismo, algida nella sua figura, ai limiti del robotico, fatalmente kubrickiana.
sabato 23 gennaio 2021
Le meraviglie (Rohrwacher 2014)
Ombre e luci su delle bambine seminude che dormono a letto. È questa immagine simbolica una delle prime del film di Alice Rohrwacher, premiata a Cannes con il premio speciale della giuria, nel 2014 guidata da Jane Campion, che racconta di una famiglia di apicoltori in cui a lavorare, durante l'estate, sono soprattutto i minori.
Siamo nella campagna umbra e qui vivono Wolfgang (Sam Louwyck), Angelica (Alba Rohrwacher), la loro amica Cocò (Sabine Timoteo), e le quattro figlie della coppia, alle quali viene affidata gran parte del lavoro: Gelsomina (Maria Alexandra Lungu), la primogenita, adolescente, è di fatto responsabile anche delle sorelle minori, Marinella (Agnese Graziani), Caterina (Eva Lea Pace Morrow) e Luna (Maris Stella Morrow), ma spesso sembra essere la più responsabile di tutti nell'intera casa (trailer).
giovedì 14 gennaio 2021
Ombre e nebbia (Allen 1991)
Ovvero Woody Allen e i massimi sistemi. Tra filosofia, amore, sesso, religione e senso della vita... riferimenti letterari, Franz Kafka su tutti, teatrali, Bertold Brecht, e poi il cinema, tanto cinema, che omaggia Welles, Lang, Murnau, Bergman e Fellini (trailer).
Il regista newyorchese ambienta la storia in un luogo imprecisato, caratterizzato da una nebbia costante che rende tutto completamente indefinito, con i caratteri di una città del centro Europa, qualcosa a metà tra la Vienna de Il terzo uomo (Reed 1949), in cui si aggirava l'Harry Lime interpretato proprio da Orson Welles, e la Düsseldorf di M - Il mostro di Düsseldorf (Lang 1931).
venerdì 8 gennaio 2021
Soul (Docter - Powers 2020)
"Dedicato a tutti i mentori della nostra vita"... questa volta è il caso di partire dalla fine, poiché con questa frase Pete Docter, coadiuvato alla regia da Kemp Powers, chiude un altro bellissimo film Pixar facendoci pensare alle persone che ci hanno illuminato la strada che abbiamo scelto di percorrere, che ci hanno comunicato la passione per gli interessi che caratterizzano la nostra esistenza e che ci hanno insegnato a vedere le cose in un certo modo. È quella che nel cartone animato prende il nome di "scintilla", da non confondere forse con l'obiettivo della nostra vita, ma di cui ne rappresenta spesso un importante motore (trailer).
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