domenica 6 giugno 2021

The Human Voice (Almodóvar 2020)

Pedro Almodovar adatta per il cinema il celebre monologo La voix humaine che Jean Cocteau scrisse nel 1930 per Berthe Bovy (ascolta). Che il regista lo amasse in particolar modo lo sapevamo, poiché all'interno della sua filmografia compariva in parte, inserito ne La legge del desiderio (1987), recitato da Carmen Maura, e poi nel più noto dei suoi primi film, Donne sull'orlo di una crisi di nervi (1988), liberamente ispirato al testo di Cocteau, ma trasformato in una storia d'amore straziato a più personaggi.
Prima e dopo Almodóvar, che ora lo ha ripreso in grande stile, però, teatro, cinema e persino musica sono tornati più volte su La voce umana: da Roberto Rossellini, che nell'omonimo episodio de L'Amore (1948) l'affidò alla magistrale interpretazione di Anna Magnani (vedi), a Ted Kotcheff che invece utilizzò proprio l'ex moglie del regista italiano, Ingrid Bergman, per la sua versione del 1966 (vedi); da Francis Pulenc, che lo trasformò in opera nel 1959 (vedi), a Madonna che lo citò nel video I want you del 1995 (vedi).

mercoledì 26 maggio 2021

Un altro giro (Vintenberg 2020)

Un film etico, ma capace di non scadere nel moralismo. Riesce in quest'impresa il danese Thomas Vintenberg, fondatore con Lars von Trier di Dogma 95, esperienza ormai lontana, di cui resta il realismo, per fortuna privo di tutte le rigide regole di allora.
E così, invece, Un altro giro, Oscar come miglior film straniero, si fa notare per il frequente ricorso al controluce, spesso ottenuto mettendo i personaggi tra la mdp e le grandi finestre della scenografia. Il motivo è così ripetuto da autorizzarci ad interpretarlo come metafora del grande contrasto al centro della pellicola, tra ebbrezza e sobrietà, due condizioni che possono convivere, senza demonizzare la prima, senza deificare la seconda, ma gestendo entrambe in maniera razionale e oculata (trailer).

lunedì 17 maggio 2021

Nomadland (Zhao 2020)

"Dedicato a coloro che hanno deciso di lasciarci. Ci vediamo lungo la strada".
Con questa triste dedica si chiude Nomadland, road movie tratto dall'omonimo libro di Jessica Bruder, ambientato negli Stati Uniti occidentali, terzo lungometraggio della regista cinese Chloé Zhao, che ha fatto incetta di premi vincendo il Leone d'Oro a Venezia, il Golden Globe e l'Oscar.
Le belle immagini, la natura dell'America più isolata e dai paesaggi disperanti, l'ottima interpretazione di Frances McDormand e le musiche di Ludovico Einaudi (ascolta), però, non bastano a giustificare l'enorme successo di una pellicola che in altre annate non avrebbe vinto tanto e che, forse, solo l'isolamento a cui è stato costretto l'intero pianeta ha trasformato da buono a ottimo.

mercoledì 12 maggio 2021

Rifkin's Festival (Allen 2020)

Woody Allen è sempre Woody Allen... nessuna sorpresa, il suo cinema resta una calda coperta di Linus. Per chi lo ama, come chi scrive, non resta che aggiungere  un sonoro "per fortuna che c'è l'Europa!"
Rifkin's Festival, infatti, dopo gli scandali in cui è stato coinvolto il regista statunitense, è stato realizzato grazie a Spagna e Italia ed è obiettivamente sempre più difficile pensare che Allen potrà ancora ambientare un film nella sua New York (trailer).
Stavolta, infatti, la storia si svolge a San Sebastián, durante l'omonimo festival internazionale di cinema, dove si recano Sue (Gina Gershon), ufficio stampa del giovane e affascinante regista Philippe (Louis Garrel), e suo marito, Mort Rifkin (Wallace Shawn).

venerdì 7 maggio 2021

Minari (Lee Isaac Chung 2020)

Ambientato negli anni '80, quando Ronald Reagan era alla Casa Bianca, Minari racconta la storia di una famiglia di origine coreana, composta da Jacob (Steven Yeun), Monica (Han Ye-ri) e i piccoli David (Alan Kim) e Ann (Noel Kate Cho) che si trasferisce dalla California in Arkansas. Qui vivono in una casa-bungalow per stare vicini all'allevamento di pulcini dove lavorano i due genitori, una coppia non molto affiatata, poco comunicativa, spesso litigiosa e con un passato da metabolizzare che però la sceneggiatura lascia sfumato. Il loro è un difficile nuovo inizio (trailer).

venerdì 30 aprile 2021

Nuevo orden (Franco 2020)

I titoli di testa, caratterizzati da un font in cui alcune lettere sono invertite, costituiscono solo il primo di una serie di simboli stranianti e disturbanti che si susseguiranno nel corso di questo gran bel film di Michel Franco, vincitore del premio della giuria a Venezia, ambientato in un Messico dal presente distopico in cui le distanze tra ricchi e poveri sono incolmabili.
Ne consegue che la rivolta, nella sua forma più dura e senza pietà, sia l’unica soluzione a disposizione di chi versa in condizione di indigenza e di difficoltà continue. Non c’è speranza per nessuno, l’etica, il rispetto, la solidarietà e la vicinanza per chi appartiene all'altro ceto sociale non paga, è sempre il peggio che prevale, in ogni contesto.

mercoledì 21 aprile 2021

Mo' Better Blues (Lee 1990)

Spike Lee, dopo il grande successo, pur senza premi, di Fa' la cosa giusta (1989), girò una pellicola che non solo confermò il suo talento, ma diede inizio al suo sodalizio con Denzel Washington, che, proprio grazie a Mo' Better Blues, ebbe il suo primo ruolo da protagonista, avviando quel percorso che lo rese una delle star di Hollywood.
Il film, che doveva inizialmente intitolarsi Beneath the Underdog, per l'autobiografia del jazzista Charles Mingus, passò poi a Variations on the Mo' Better Blues, infine abbreviato con la sola seconda parte. Sia il locale in cui suona il gruppo del protagonista, sia il concerto principale a cui assistiamo durante la storia, peraltro, hanno come nome e titolo Beneath the Underdog, in esplicito omaggio a Mingus (trailer).

mercoledì 14 aprile 2021

La strada scarlatta (Lang 1945)

Mentre Fritz Lang, nel 1931, era nelle sale con uno dei suoi capolavori tedeschi, M - Il mostro di Düsseldorf, Jean Renoir usciva in Francia con La cagna, suo secondo film sonoro e famoso dramma tratto dall'omonimo romanzo di Georges de La Fouchardière dell'anno precedente, messo già in scena, a teatro, da André Mouézy-Éon.
Quattordici anni dopo, il grande regista tedesco, ormai da anni negli Stati Uniti, riprese quel soggetto e ne fece un noir per la Universal - dopo che la Paramount e Ernst Lubitsch avevano rinunciato all'adattamento -, trasponendo la vicenda da Montmartre, dove Renoir aveva vissuto grazie al celebre padre pittore impressionista, Pierre Auguste, al quartiere degli artisti di New York, il Greenwich Village. Come protagonisti scelse un gigante come Edward G. Robinson e la bella Joan Bennett, moglie del produttore del film, Walter Wanger, e come il primo più volte nelle sue pellicole (guarda il film).

giovedì 8 aprile 2021

Elegia americana (Howard 2020)

Ron Howard non sorprende e con Elegia americana realizza l'ennesima pellicola ben confezionata e ben recitata, ma che segue schemi e situazioni trite e ritrite, raccontando l'ideale del sogno americano, già suggerito nel titolo e tanto più esaltato se raggiunto dopo mille difficoltà.
Il soggetto è tratto dall'omonimo libro autobiografico di James David Vance (Hillbilly Elegy, 2016), che "ce l'ha fatta" pur essendo cresciuto in una famiglia complicata, senza un padre, con una madre instabile, i nonni e la sorella maggiore (trailer).
1997. Una voce over ci racconta che quello era un anno di prosperità mentre vediamo la famiglia Vance, residente a Middletown, in Ohio, in campeggio nel confinante Kentucky, a Jackson.

sabato 3 aprile 2021

Ma Rainey's Black Bottom (Wolfe 2020)

In un'America in cui gli afroamericani sono considerati esclusivamente come bassa manovalanza, Ma Rainey è una star musicale e si comporta da diva, nel senso più completo e anche irritante del termine.
George C. Wolfe adatta un soggetto di una pièce teatrale di August Wilson (1984) - il più importante dei drammaturgi afroamericani degli ultimi cinquant'anni - dedicata a quella che venne definita "la madre del blues" (1886-1939), e si avvale della notevole fotografia dai toni caldi di Tobias Schliessler, ma soprattutto della colonna sonora di Branford Marsalis (ascolta) e della recitazione di ottimi interpreti, su tutti Viola Davis e Chadwick Boseman - al suo ultimo ruolo prima della prematura scomparsa nell'agosto 2020 - entrambi candidati agli Oscar come migliori attori protagonisti (trailer).