lunedì 26 luglio 2021

Coco (Unkrich 2017)

Ambientazione messicana, tradizione, famiglia e Aldilà, per questo lungometraggio d'animazione Disney-Pixar, che conferma l'altissimo livello delle produzioni della casa che, da Toy Story (Lasseter 1995) in poi, ha inanellato un film all'anno, collezionando tanti capolavori.
Lee Unkrich e il co-regista Adrian Molina mettono in scena una storia da teatro classico, con tanto di agnizione finale, che fa stropicciare gli occhi a grandi e bambini.
La Coco del titolo in realtà non è la protagonista, né una bambina, come ci si aspetterebbe, ma la vecchissima bisnonna del piccolo protagonista, Miguel Rivera, ultimo membro di una famiglia di calzolai, ad impianto matriarcale, con un passato musicale messo a tacere dagli eventi della vita.

martedì 20 luglio 2021

La famiglia Bélier (Lartigau 2014)

Con questa commedia familiare, il regista parigino Éric Lartigau ha raggiunto la notorietà, nonostante i cinque film precedenti tra cui quello a più mani, Gli infedeli (2012), in cui aveva diretto l'episodio Lolita.
La famiglia Bélier non è un capolavoro cinematografico, non ci si aspetti una grande regia né particolari movimenti di macchina, ma ha certamente due grossi meriti: una buona sceneggiatura, che Lartigau ha scritto con più colleghi (Victoria Bedos, Stanislas Carré de Malberg e Thomas Bidegain), e, soprattutto, la capacità di raccontare con leggerezza, e senza facili sentimentalismi, l'handicap (tranne Paula, la giovane protagonista, tutta la famiglia è composta da sordomuti), una caratteristica che lo colloca di fianco al più famoso precedente, di qualche anno prima, Quasi amici (Nakache - Toledano 2011).

giovedì 15 luglio 2021

Monty Python - Il senso della vita (Jones 1983)

Difficile scegliere tra i film dei Python, ma The Meaning of Life ha di certo un sapore speciale, anche perché arriva alla fine del loro percorso, che dall'epica serie Monty Python's Flying Circus (1969-74), li portò al grande schermo, prima con una sorta del "meglio di..." a sketch, in E ora qualcosa di completamente diverso (1971), quindi con una pellicola organica e narrativa, Monty Python e il Sacro Graal (1975), per poi raggiungere il massimo dell'irriverenza con Brian di Nazareth (1979), parodia sulla Palestina dei tempi di Gesù, non a caso uscito nelle sale italiane solo nel 1991. 

venerdì 18 giugno 2021

The Father (Zeller 2020)

Un rubinetto perde, continua a gocciolare... e alla fine smette.
Questo inserto, a circa metà del film, può essere letto come la chiave della pellicola, incentrata sul dramma di un uomo che, affetto da alzheimer, ha una memoria che funziona come quel rubinetto, e un futuro ormai segnato. L'insulso sottotitolo dell'edizione italiana, "Nulla è come sembra", invece, che rischia di dare una parvenza di thriller ad un film intimo e poetico, si riferisce all'idea portante del film, vissuto dallo spettatore come un'ideale soggettiva del protagonista, cosicché, molto spesso, una scena viene subito dopo contraddetta dalla successiva, creando in chi guarda un straniamento costante.

sabato 12 giugno 2021

Quarto potere (Welles 1941)

Quel cartello "no trespassing", quella cancellata invalicabile che un carrello verticale percorre nella sua interezza fino a mostrare quella K che vi campeggia in alto e, in lontananza, quel maniero neomedievale immerso nella nebbia. E poi, scimmie in gabbia, gondole, finestre gotiche, e tanto altro, a cui si arriva sempre attraverso una dissolvenza incrociata, fino ad una palla di vetro con la neve che si rompe cadendo e una soggettiva all'interno di quel vetro, resa attraverso il fish eye in modo da riprodurne la deformazione. Il tutto mentre l'uomo che tiene in mano quella palla, lasciandola andare, pronuncia il nome Rosabella (Rosebud in originale), che è anche l'unica parola che sentiamo in questi primi folgoranti due minuti e mezzo.

domenica 6 giugno 2021

The Human Voice (Almodóvar 2020)

Pedro Almodovar adatta per il cinema il celebre monologo La voix humaine che Jean Cocteau scrisse nel 1930 per Berthe Bovy (ascolta). Che il regista lo amasse in particolar modo lo sapevamo, poiché all'interno della sua filmografia compariva in parte, inserito ne La legge del desiderio (1987), recitato da Carmen Maura, e poi nel più noto dei suoi primi film, Donne sull'orlo di una crisi di nervi (1988), liberamente ispirato al testo di Cocteau, ma trasformato in una storia d'amore straziato a più personaggi.
Prima e dopo Almodóvar, che ora lo ha ripreso in grande stile, però, teatro, cinema e persino musica sono tornati più volte su La voce umana: da Roberto Rossellini, che nell'omonimo episodio de L'Amore (1948) l'affidò alla magistrale interpretazione di Anna Magnani (vedi), a Ted Kotcheff che invece utilizzò proprio l'ex moglie del regista italiano, Ingrid Bergman, per la sua versione del 1966 (vedi); da Francis Pulenc, che lo trasformò in opera nel 1959 (vedi), a Madonna che lo citò nel video I want you del 1995 (vedi).

mercoledì 26 maggio 2021

Un altro giro (Vintenberg 2020)

Un film etico, ma capace di non scadere nel moralismo. Riesce in quest'impresa il danese Thomas Vintenberg, fondatore con Lars von Trier di Dogma 95, esperienza ormai lontana, di cui resta il realismo, per fortuna privo di tutte le rigide regole di allora.
E così, invece, Un altro giro, Oscar come miglior film straniero, si fa notare per il frequente ricorso al controluce, spesso ottenuto mettendo i personaggi tra la mdp e le grandi finestre della scenografia. Il motivo è così ripetuto da autorizzarci ad interpretarlo come metafora del grande contrasto al centro della pellicola, tra ebbrezza e sobrietà, due condizioni che possono convivere, senza demonizzare la prima, senza deificare la seconda, ma gestendo entrambe in maniera razionale e oculata (trailer).

lunedì 17 maggio 2021

Nomadland (Zhao 2020)

"Dedicato a coloro che hanno deciso di lasciarci. Ci vediamo lungo la strada".
Con questa triste dedica si chiude Nomadland, road movie tratto dall'omonimo libro di Jessica Bruder, ambientato negli Stati Uniti occidentali, terzo lungometraggio della regista cinese Chloé Zhao, che ha fatto incetta di premi vincendo il Leone d'Oro a Venezia, il Golden Globe e l'Oscar.
Le belle immagini, la natura dell'America più isolata e dai paesaggi disperanti, l'ottima interpretazione di Frances McDormand e le musiche di Ludovico Einaudi (ascolta), però, non bastano a giustificare l'enorme successo di una pellicola che in altre annate non avrebbe vinto tanto e che, forse, solo l'isolamento a cui è stato costretto l'intero pianeta ha trasformato da buono a ottimo.

mercoledì 12 maggio 2021

Rifkin's Festival (Allen 2020)

Woody Allen è sempre Woody Allen... nessuna sorpresa, il suo cinema resta una calda coperta di Linus. Per chi lo ama, come chi scrive, non resta che aggiungere  un sonoro "per fortuna che c'è l'Europa!"
Rifkin's Festival, infatti, dopo gli scandali in cui è stato coinvolto il regista statunitense, è stato realizzato grazie a Spagna e Italia ed è obiettivamente sempre più difficile pensare che Allen potrà ancora ambientare un film nella sua New York (trailer).
Stavolta, infatti, la storia si svolge a San Sebastián, durante l'omonimo festival internazionale di cinema, dove si recano Sue (Gina Gershon), ufficio stampa del giovane e affascinante regista Philippe (Louis Garrel), e suo marito, Mort Rifkin (Wallace Shawn).

venerdì 7 maggio 2021

Minari (Lee Isaac Chung 2020)

Ambientato negli anni '80, quando Ronald Reagan era alla Casa Bianca, Minari racconta la storia di una famiglia di origine coreana, composta da Jacob (Steven Yeun), Monica (Han Ye-ri) e i piccoli David (Alan Kim) e Ann (Noel Kate Cho) che si trasferisce dalla California in Arkansas. Qui vivono in una casa-bungalow per stare vicini all'allevamento di pulcini dove lavorano i due genitori, una coppia non molto affiatata, poco comunicativa, spesso litigiosa e con un passato da metabolizzare che però la sceneggiatura lascia sfumato. Il loro è un difficile nuovo inizio (trailer).