Un film drammatico con attori e personaggi perfetti per una commedia dei fratelli Coen e con una sceneggiatura mai banale, spesso sfrontata e scurrile, sempre divertente (trailer).
Una sintesi fin troppo stringata per il gran bel film di Martin McDonagh, al suo terzo lungometraggio dopo In Bruges (2008) e 7 psicopatici (2012), anticipati dal corto con cui vinse l'Oscar della categoria nel 2006, Six shooter (2004), ma che riassume i punti forti della pellicola, non caso definita "black comedy" dallo stessa locandina che riprende le parole del Telegraph.







