Nella serata di domenica 22 febbraio sono state assegnate, come ogni anno, le preziose statuette nel gala del Dolby Theatre di Los Angeles, giunto alla sua 87° edizione e stavolta presentato da Neil Patrick Harris.
Quest'anno l'Academy Awards ha premiato i due film più cinefili tra quelli in gara: Birdman e Grand Budapest Hotel. Ad entrambi sono andati quattro riconoscimenti, ma se il bel film di Wes Anderson si è aggiudicato la migliore scenografia, il trucco, la colonna sonora e i costumi (dell'italiana Milena Canonero peraltro), è la pellicola di Iñarritu che può essere definita la vera trionfatrice dell'anno - così come l'anno scorso fu per Gravity di Cuaron, ancora una volta un messicano - con miglior film, regia, sceneggiatura originale e fotografia, premi dal peso specifico decisamente diverso.
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| Iñárritu con la sua meritata statuetta |
Per i ruoli da non protagonisti, invece, hanno primeggiato rispettivamente J.K. Simmons (Whiplash) e Patricia Arquette, unico premio per l'incredibile Boyhood, il film di Richard Linklater che per l'originalità del progetto - una storia durata dodici anni non solo nella finzione ma anche nella realtà - avrebbe meritato qualcosa di più. Il primo se l'è vista con Ethan Hawke ancora per Boyhood e Edward Norton per Birdman, ma obiettivamente l'attore tanto caro ai fratelli Coen (con loro ha girato Ladykillers, Il Grinta e Burn after reading) era una spanna sopra gli altri; la seconda, invece, ha battuto la concorrenza dell'intramontabile Meryl Streep, alla sua diciannovesima candidatura grazie alla strega di Into the wood, con Emma Stone per Birdman, Laura Dern in Wild e Keira Knightley, bellissima in The imitation game, ma con una recitazione vezzosa di un personaggio peraltro "gonfiato" alla sceneggiatura per dare una valenza romantica alla vita di Alan Turing.
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| Pawlikowski con l'Oscar per Ida |
Un ultimo accenno ai premi alla carriera, occasione per riparare ad "errori" passati, che quest'anno ha riconosciuto il valore del cineasta d'animazione Hayao Miyazaki, ma anche dello sceneggiatore francese Jean-Claude Carrière (es.: Il fascino discreto della borghesia), e dell'attrice Maureen O'Hara (Un uomo tranquillo), e infine al consueto montaggio con gli artisti scomparsi nel corso dell'ultimo anno: tra i tanti, oltre agli indimenticati Mickey Rooney, Robin WIlliams, Lauren Bacall, Anita Ekberg, Mike Nichols, Richard Attenbourgh e Virna Lisi, quest'anno con nostro grande disappunto non è stato citato Francesco Rosi... speriamo l'Academy ponga rimedio l'anno prossimo, come in questo ha fatto con Alain Resnais, colpevolmente dimenticato l'anno scorso.
Qui di seguito l'elenco dei premiati e tra parentesi, quando non della stessa opinione, quelli che a mio avviso avrebbero meritato la statuetta (N.B. Preciso di non aver visto Still Alice):
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| I quattro attori vincitori dell'Oscar |
Regia: Birdman - Alejandro González Iñárritu (Ok)
Attore protagonista: La teoria del tutto - Eddie Redmayne (Birdman - Michael Keaton)
Attrice protagonista: Still Alice - Julianne Moore (Due giorni, una notte - Marion Cotillard)
Attore non protagonista: Whiplash - J.K. Simmons (Ok)
Attrice non protagonista: Boyhood - Patricia Arquette (Ok)
Sceneggiatura originale: Birdman - Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris e Armando Bo (Ok)
Sceneggiatura non originale: The Imitation Game - Graham Moore (Ok)
Fotografia: Birdman - Emmanuel Lubetzky (Ok)
Montaggio: Whiplash - Tom Cross (Boyhood - Sandra Adair)
Colonna sonora originale: Grand Budapest Hotel - Alexandre Desplat
Film straniero: Ida - Paweł Pawlikowski (Ok)
Scenografia: Grand Budapest Hotel - Adam Stockhausen (Ok)
Costumi: Grand Budapest Hotel - Milena Canonero (Ok)
Gli altri premi:
Effetti speciali: Interstellar
Missaggio sonoro: Whiplash
Montaggio sonoro: American sniper
Trucco:Grand Budapest Hotel
Canzone: Selma - "Glory"
Film d'animazione: Big hero 6
Cortometraggio: The Phone Call
Documentario: Citizenfour
Cortometraggio d'animazione: Feast
Cortometraggio documentario: Crisis Hotline: Veterans Press 1
Oscar alla carriera: Jean-Claude Carrière, Hayao Miyazaki, Maureen O'Hara
Oscar umanitario: Harry Belafonte






"(N.B. Preciso di non aver ancora visto Whiplash e Still Alice)".
RispondiEliminaWhiplash mi e' piaciuto proprio tanto, aspetto la tua recensione ;-)
Grazie Enrico! Recupererò presto! :-)
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